I processi morfologici e sedimentari che si attuano nella porzione settentrionale e meridionale del Golfo di Poicastro si differenziano grazie all’assetto strutturale del Golfo che non è indicativo di un “tipico margine passivo”. Infatti, il sistema piattaforma - scarpata che borda il bacino di Sapri, nella porzione settentrionale, è caratterizzato da un marcato controllo strutturale e risulta essere sin dalla sua impostazione in evidente erosione. Invece, il controllo strutturale è meno evidente nel settore meridionale, che presenta gli effetti di processi di progradazione e aggradazione, facilitati dal significativo apporto clastico dei corsi d’acqua (es. fiumare) che dissecano il margine della Calabria settentrionale. Ciononostante, sebbene i contesti morfostrutturali attuali e verosimilmente di 18.000 anni fa della porzione settentrionale e di quella meridonale del Golfo di Policastro siano differenti, i corpi sedimentari sommersi con geometria esterna terrazzata, presentando quasi le stesse caratteristiche, hanno probabilmente la medesima genesi. La loro origine sembra sia da ascrivere a processi sedimentari avvenuti nel corso dello stazionamento basso del livello del mare durante l'ultimo episodio glaciale. In tale occasione il mare si ritirò sino all'attuale isobata dei -110/-120 m nel Margine Tirrenico Orientale determinando lo spostamento dell'antica linea di riva sino a profondità inferiori al ciglio attuale della piattaforma, favorendo così la genesi di depositi di spiaggia regressivi progradanti. In assenza di apporti sedimentari veniva favorita la deposizione di depositi progradazionali di regressione "forzata", costituiti da depositi costieri gradualmente più recenti verso mare ed in generale ben preservati sui margini continentali, che presentano nel settore indagato caratteristiche analoghe a quelli individuati lungo altri margini continentali.

Submerged depositional terraces in the Gulf of Policastro (Southern Tyrrhenian sea, Italy).

PENNETTA, MICLA
2004

Abstract

I processi morfologici e sedimentari che si attuano nella porzione settentrionale e meridionale del Golfo di Poicastro si differenziano grazie all’assetto strutturale del Golfo che non è indicativo di un “tipico margine passivo”. Infatti, il sistema piattaforma - scarpata che borda il bacino di Sapri, nella porzione settentrionale, è caratterizzato da un marcato controllo strutturale e risulta essere sin dalla sua impostazione in evidente erosione. Invece, il controllo strutturale è meno evidente nel settore meridionale, che presenta gli effetti di processi di progradazione e aggradazione, facilitati dal significativo apporto clastico dei corsi d’acqua (es. fiumare) che dissecano il margine della Calabria settentrionale. Ciononostante, sebbene i contesti morfostrutturali attuali e verosimilmente di 18.000 anni fa della porzione settentrionale e di quella meridonale del Golfo di Policastro siano differenti, i corpi sedimentari sommersi con geometria esterna terrazzata, presentando quasi le stesse caratteristiche, hanno probabilmente la medesima genesi. La loro origine sembra sia da ascrivere a processi sedimentari avvenuti nel corso dello stazionamento basso del livello del mare durante l'ultimo episodio glaciale. In tale occasione il mare si ritirò sino all'attuale isobata dei -110/-120 m nel Margine Tirrenico Orientale determinando lo spostamento dell'antica linea di riva sino a profondità inferiori al ciglio attuale della piattaforma, favorendo così la genesi di depositi di spiaggia regressivi progradanti. In assenza di apporti sedimentari veniva favorita la deposizione di depositi progradazionali di regressione "forzata", costituiti da depositi costieri gradualmente più recenti verso mare ed in generale ben preservati sui margini continentali, che presentano nel settore indagato caratteristiche analoghe a quelli individuati lungo altri margini continentali.
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