Pubblicato da Aldo Manuzio nell’agosto del 1505 in un fortunato volume delle opere in versi di Giovanni Gioviano Pontano, accanto al monumentale poema astrologico Urania e al Meteororum liber, il De hortis Hesperidum fu modello di una ricchissima letteratura botanica in cui interessi scientifici si intrecciarono con l’amore per la poesia etiologica, il gusto per l’allegoria mitologica, ed ancora con passioni artistiche e culto dei giardini, segnando una stagione irripetibile che vide il suo acme tra Cinquecento e Seicento. E non a caso, dunque, gran parte della successiva letteratura erudita indicò in Pontano l’iniziatore della letteratura moderna sugli agrumi e sulla loro coltivazione, ed a ragione lo segnalò come l’euretes dell’identificazione degli agrumi con i poma Hesperidum sottratti da Ercole in una delle sue fatiche. Sul versante poi della cultura dei giardini rinascimentali e secenteschi il poema pontaniano consacrò gli agrumi a coltivazione in voga, aggiungendo con la dimensione favolosa ed etiologica della sua narrazione che aveva trasformato i mala aurea in simbolo condiviso di fecondità, amore, ricchezza, un fascino nuovo che ne amplificava le caratteristiche fisiche. Il saggio mette in luce e analizza il rapporto tra mito e botanica nel poema De hortis Hesperidum di Giovanni Gioviano Pontano; gli elementi di originalità sul versante del genere (il poema didascalico); le implicazioni ideologiche e allusive della poesia.
Mythopoeia und Wissenschaft in De hortis Hesperidum von Giovanni Gioviano Pontano / Iacono, Antonietta. - (2021), pp. 43-60. [10.1515/9783110722826]
Mythopoeia und Wissenschaft in De hortis Hesperidum von Giovanni Gioviano Pontano
Antonietta Iacono
2021
Abstract
Pubblicato da Aldo Manuzio nell’agosto del 1505 in un fortunato volume delle opere in versi di Giovanni Gioviano Pontano, accanto al monumentale poema astrologico Urania e al Meteororum liber, il De hortis Hesperidum fu modello di una ricchissima letteratura botanica in cui interessi scientifici si intrecciarono con l’amore per la poesia etiologica, il gusto per l’allegoria mitologica, ed ancora con passioni artistiche e culto dei giardini, segnando una stagione irripetibile che vide il suo acme tra Cinquecento e Seicento. E non a caso, dunque, gran parte della successiva letteratura erudita indicò in Pontano l’iniziatore della letteratura moderna sugli agrumi e sulla loro coltivazione, ed a ragione lo segnalò come l’euretes dell’identificazione degli agrumi con i poma Hesperidum sottratti da Ercole in una delle sue fatiche. Sul versante poi della cultura dei giardini rinascimentali e secenteschi il poema pontaniano consacrò gli agrumi a coltivazione in voga, aggiungendo con la dimensione favolosa ed etiologica della sua narrazione che aveva trasformato i mala aurea in simbolo condiviso di fecondità, amore, ricchezza, un fascino nuovo che ne amplificava le caratteristiche fisiche. Il saggio mette in luce e analizza il rapporto tra mito e botanica nel poema De hortis Hesperidum di Giovanni Gioviano Pontano; gli elementi di originalità sul versante del genere (il poema didascalico); le implicazioni ideologiche e allusive della poesia.| File | Dimensione | Formato | |
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