Dopo il crollo della dittatura fascista e la fine della Seconda guerra mondiale, tra il 1945 e il 1947 si aprì in Italia un dibattito sul turismo. Il Paese era attraversato da profonde divisioni e la discussione era generata dalla confusione dell’assetto istituzionale del turismo, nel quale la governance elaborata in età liberale e quella imposta dal fascismo si erano sovrapposte e ibridate. Nell’autunno del 1947 il governo di Alcide De Gasperi (1881-1954), su iniziativa propria e in risposta a una serie di pressioni, istituì un Alto commissariato per il turismo, che governò il turismo italiano per dodici anni, fino al 1959, quando l’intervento pubblico nel turismo assunse un’altra visione, che portò alla creazione di un ministero. Pochi mesi dopo l’istituzione dell’Alto commissariato fu promulgata la Costituzione – 27 dicembre 1947 – nella quale il turismo, letteralmente e significativamente detto «turismo e industria alberghiera», fu definito all’articolo 117 come materia di legislazione concorrente Stato Regioni, in quanto si voleva che il turismo non avesse più quel rilievo nazionale assegnatogli dal fascismo, ma desse magari vita a discipline differenziate su base regionale. L’istituzione dell’Alto commissariato ribadì intanto la necessità di governare ancora il turismo mediante un organo centrale; le ragioni e le pressioni che spinsero Roma a quella scelta, le critiche che furono formulate, la personalità che De Gasperi individuò per ricoprire quella carica non hanno ancora ricevuto attenzione dalla storiografia. Eppure, quel commissariato governò il turismo italiano in anni cruciali: prima di tutto era necessario accompagnare il turismo dalla dittatura alla democrazia, tenendo conto che nelle istituzioni turistiche italiane si intrecciavano e confondevano eredità liberali e fasciste; inoltre andava collocata l’esperienza nazionale nel più ampio e complesso scenario della cooperazione internazionale del dopoguerra; infine era urgente una valutazione dei veloci mutamenti che le società occidentali stavano vivendo, e che avrebbero espresso pratiche turistiche inedite, alle quali era necessario rispondere con intelligenza e rapidità.

L'istituzione dell'Alto commissariato per il turismo nell'Italia del secondo dopoguerra / Berrino, Annunziata. - (2021), pp. 19-36.

L'istituzione dell'Alto commissariato per il turismo nell'Italia del secondo dopoguerra

Berrino Annunziata
2021

Abstract

Dopo il crollo della dittatura fascista e la fine della Seconda guerra mondiale, tra il 1945 e il 1947 si aprì in Italia un dibattito sul turismo. Il Paese era attraversato da profonde divisioni e la discussione era generata dalla confusione dell’assetto istituzionale del turismo, nel quale la governance elaborata in età liberale e quella imposta dal fascismo si erano sovrapposte e ibridate. Nell’autunno del 1947 il governo di Alcide De Gasperi (1881-1954), su iniziativa propria e in risposta a una serie di pressioni, istituì un Alto commissariato per il turismo, che governò il turismo italiano per dodici anni, fino al 1959, quando l’intervento pubblico nel turismo assunse un’altra visione, che portò alla creazione di un ministero. Pochi mesi dopo l’istituzione dell’Alto commissariato fu promulgata la Costituzione – 27 dicembre 1947 – nella quale il turismo, letteralmente e significativamente detto «turismo e industria alberghiera», fu definito all’articolo 117 come materia di legislazione concorrente Stato Regioni, in quanto si voleva che il turismo non avesse più quel rilievo nazionale assegnatogli dal fascismo, ma desse magari vita a discipline differenziate su base regionale. L’istituzione dell’Alto commissariato ribadì intanto la necessità di governare ancora il turismo mediante un organo centrale; le ragioni e le pressioni che spinsero Roma a quella scelta, le critiche che furono formulate, la personalità che De Gasperi individuò per ricoprire quella carica non hanno ancora ricevuto attenzione dalla storiografia. Eppure, quel commissariato governò il turismo italiano in anni cruciali: prima di tutto era necessario accompagnare il turismo dalla dittatura alla democrazia, tenendo conto che nelle istituzioni turistiche italiane si intrecciavano e confondevano eredità liberali e fasciste; inoltre andava collocata l’esperienza nazionale nel più ampio e complesso scenario della cooperazione internazionale del dopoguerra; infine era urgente una valutazione dei veloci mutamenti che le società occidentali stavano vivendo, e che avrebbero espresso pratiche turistiche inedite, alle quali era necessario rispondere con intelligenza e rapidità.
2021
978-88-351-0985-3
L'istituzione dell'Alto commissariato per il turismo nell'Italia del secondo dopoguerra / Berrino, Annunziata. - (2021), pp. 19-36.
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