Nel settembre del 1525 il medico Camillo Leone pubblicò a Venezia un volume che comprendeva due opere postume del padre, l'umanista e medico Ambrogio, originario di Nola, nel Regno di Napoli, ma vissuto a Venezia con il figlio fin dai primi anni del Cinquecento, diventando anche amico intimo di Aldo Manuzio e di diversi Filelleni. Le due opere sono un dialogo intitolato De nobilitate rerum e una traduzione latina del De virtutibus (pseudo)-aristotelico, ciascuna delle quali è introdotta da un'epistola prefatoria, scritta dallo stesso Camillo e indirizzata, rispettivamente, al conte di Nola, Enrico Orsini, e a un influente uomo politico nolano, Giacomo Antonio Cesarini. Pur contenendo anche alcuni dati biografici su Ambrogio Leone, le due epistole costituiscono soprattutto uno strumento “diplomatico” attraverso il quale Camillo intende preparare il suo ritorno a Nola, seguendo in parte il modello del padre, che più di una volta utilizzò l'epistola prefatoria per “definire” la sua condizione di cittadino del Regno di Napoli residente a Venezia.
Da Venezia a Nola. Le epistole prefatorie al De nobilitate rerum e alla traduzione del De virtutibus di Ambrogio Leone / Miletti, Lorenzo. - (2020), pp. 261-280.
Da Venezia a Nola. Le epistole prefatorie al De nobilitate rerum e alla traduzione del De virtutibus di Ambrogio Leone
Lorenzo MILETTI
2020
Abstract
Nel settembre del 1525 il medico Camillo Leone pubblicò a Venezia un volume che comprendeva due opere postume del padre, l'umanista e medico Ambrogio, originario di Nola, nel Regno di Napoli, ma vissuto a Venezia con il figlio fin dai primi anni del Cinquecento, diventando anche amico intimo di Aldo Manuzio e di diversi Filelleni. Le due opere sono un dialogo intitolato De nobilitate rerum e una traduzione latina del De virtutibus (pseudo)-aristotelico, ciascuna delle quali è introdotta da un'epistola prefatoria, scritta dallo stesso Camillo e indirizzata, rispettivamente, al conte di Nola, Enrico Orsini, e a un influente uomo politico nolano, Giacomo Antonio Cesarini. Pur contenendo anche alcuni dati biografici su Ambrogio Leone, le due epistole costituiscono soprattutto uno strumento “diplomatico” attraverso il quale Camillo intende preparare il suo ritorno a Nola, seguendo in parte il modello del padre, che più di una volta utilizzò l'epistola prefatoria per “definire” la sua condizione di cittadino del Regno di Napoli residente a Venezia.| File | Dimensione | Formato | |
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