All’indomani della restaurazione borbonica seguita al Decennio francese, si aprì nel nuovo Regno delle Due Sicilie una fase di riflessione sulla polizia e le sue possibili forme di organizzazione. Se infatti ai sovrani francesi andava ascritta l’istituzione sul suolo napoletano di una polizia sostanzialmente autonoma rispetto alla sfera tanto della giustizia quanto del potere militare, parallelamente a quanto avveniva in buona parte del continente europeo, il ritorno di Ferdinando IV sul trono sembrò riaprire la scena a ipotesi alternative di configurazione del potere poliziesco, di cui l’archivio Borbone, a Napoli, conserva traccia attraverso una serie di memorie e progetti di riforma della polizia redatti tra il 1816 e il 1822. Indipendentemente dalle opzioni di volta in volta privilegiate, tese a confermare la necessità di un autonomo organo di polizia o, al contrario, ad approfittare della messa in discussione del modello francese per avocare ora alla giustizia ora al militare un potere così delicato, tutti i progetti lasciano emergere il rapporto privilegiato tra polizia e potere sovrano, nella fattispecie la monarchia, nonché la sua natura problematica nel quadro dello stato amministrativo che la dominazione francese, pur in consonanza per certi aspetti con la stagione riformistica tardo-settecentesca, aveva per la prima volta pienamente realizzato nello scenario del Sud Italia.
Governare attraverso la polizia. Il Regno delle Due Sicilie tra monarchia e amministrazione / DI FIORE, Laura. - (2020), pp. 213-233.
Governare attraverso la polizia. Il Regno delle Due Sicilie tra monarchia e amministrazione
Laura Di Fiore
2020
Abstract
All’indomani della restaurazione borbonica seguita al Decennio francese, si aprì nel nuovo Regno delle Due Sicilie una fase di riflessione sulla polizia e le sue possibili forme di organizzazione. Se infatti ai sovrani francesi andava ascritta l’istituzione sul suolo napoletano di una polizia sostanzialmente autonoma rispetto alla sfera tanto della giustizia quanto del potere militare, parallelamente a quanto avveniva in buona parte del continente europeo, il ritorno di Ferdinando IV sul trono sembrò riaprire la scena a ipotesi alternative di configurazione del potere poliziesco, di cui l’archivio Borbone, a Napoli, conserva traccia attraverso una serie di memorie e progetti di riforma della polizia redatti tra il 1816 e il 1822. Indipendentemente dalle opzioni di volta in volta privilegiate, tese a confermare la necessità di un autonomo organo di polizia o, al contrario, ad approfittare della messa in discussione del modello francese per avocare ora alla giustizia ora al militare un potere così delicato, tutti i progetti lasciano emergere il rapporto privilegiato tra polizia e potere sovrano, nella fattispecie la monarchia, nonché la sua natura problematica nel quadro dello stato amministrativo che la dominazione francese, pur in consonanza per certi aspetti con la stagione riformistica tardo-settecentesca, aveva per la prima volta pienamente realizzato nello scenario del Sud Italia.| File | Dimensione | Formato | |
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