: La Risonanza Magnetica pesata in diffusione (RM-DWI) distingue qualitativamente il colesteatoma dal tessuto di granulazione nei pazienti con otite media cronica. Il calcolo del coefficiente di diffusione apparente (ADC) consente un'analisi quantitativa identificando un cut-off numerico che differenzia le due tipologie tissutali. MATERIALI E METODI: lo studio retrospettivo ha riguardato 100 pazienti sottoposti a Timpanoplastica per colesteatoma primario o residuo/recidivante. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a RM-DWI preoperatoria tra Aprile 2015 e Marzo 2019, con calcolo di ADC (R-version 3.2.5). La presenza di colesteatoma è stata accertata intraoperatoriamente e confermata istologicamente. RISULTATI: i reperti chirurgici di 100 pazienti sono stati confrontati con i valori medi ADC ed analizzata la distribuzione di quest’ultimi per colesteatoma/tessuto di granulazione, evidenziando due gruppi. La differenza nel valore medio di ADC tra colesteatoma (0,86 × 10-3mm2/s) e tessuto di granulazione (2.22×10-3mm2/s) ha rilevato una differenza statisticamente significativa di ADC per i pazienti con/senza colesteatoma (p <2.2 × 10-16). Il modello binomiale di regressione logistica prevede la probabilità dello stato patologico, mediante ADC. Il potere predittivo di questo modello è stato misurato mediante curva ROC e applicando la statistica Youden J sulla curva abbiamo stabilito un valore di probabilità di ~ 0,6 per definire un cut-off (specificità = 1.0 sensibilità = 0.9861111) pari a ADC=1,71×10-3mm2/s. CONCLUSIONI: lo studio ha evidenziato che è possibile stabilire un cut-off di ADC per identificare pre-operatoriamente con elevata significatività statistica la presenza di matrice colesteatomatosa. In tal modo la RM-DWI diviene una “tool diagnostico” utile ed affidabile in quei casi in cui il colesteatoma non è certamente evidenziabile in otomicroscopia e/o nel follow-up di pazienti già sottoposti a primo tempo chirurgico.

RUOLO DELLA RM-DWI INTEGRATA DAL PARAMETRO ADC NELLO STUDIO DEL COLESTEATOMA

A. M. Di Lullo
;
A. Elefante;C. Russo;P. Capriglione;C. Varago;A. Monfregola;P. Russo;A. Russo;A. Evangelista;S. Buono;P. Piroli;M. Iengo;M. Cavaliere
2019

Abstract

: La Risonanza Magnetica pesata in diffusione (RM-DWI) distingue qualitativamente il colesteatoma dal tessuto di granulazione nei pazienti con otite media cronica. Il calcolo del coefficiente di diffusione apparente (ADC) consente un'analisi quantitativa identificando un cut-off numerico che differenzia le due tipologie tissutali. MATERIALI E METODI: lo studio retrospettivo ha riguardato 100 pazienti sottoposti a Timpanoplastica per colesteatoma primario o residuo/recidivante. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a RM-DWI preoperatoria tra Aprile 2015 e Marzo 2019, con calcolo di ADC (R-version 3.2.5). La presenza di colesteatoma è stata accertata intraoperatoriamente e confermata istologicamente. RISULTATI: i reperti chirurgici di 100 pazienti sono stati confrontati con i valori medi ADC ed analizzata la distribuzione di quest’ultimi per colesteatoma/tessuto di granulazione, evidenziando due gruppi. La differenza nel valore medio di ADC tra colesteatoma (0,86 × 10-3mm2/s) e tessuto di granulazione (2.22×10-3mm2/s) ha rilevato una differenza statisticamente significativa di ADC per i pazienti con/senza colesteatoma (p <2.2 × 10-16). Il modello binomiale di regressione logistica prevede la probabilità dello stato patologico, mediante ADC. Il potere predittivo di questo modello è stato misurato mediante curva ROC e applicando la statistica Youden J sulla curva abbiamo stabilito un valore di probabilità di ~ 0,6 per definire un cut-off (specificità = 1.0 sensibilità = 0.9861111) pari a ADC=1,71×10-3mm2/s. CONCLUSIONI: lo studio ha evidenziato che è possibile stabilire un cut-off di ADC per identificare pre-operatoriamente con elevata significatività statistica la presenza di matrice colesteatomatosa. In tal modo la RM-DWI diviene una “tool diagnostico” utile ed affidabile in quei casi in cui il colesteatoma non è certamente evidenziabile in otomicroscopia e/o nel follow-up di pazienti già sottoposti a primo tempo chirurgico.
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