Nel quadro del generale stravolgimento dei caratteri politici che coinvolge l’intero paese, il Mezzogiorno si ritaglia uno spazio particolare. Se nel centronord, dove alle recenti elezioni europee la Lega avanza prepotentemente a scapito del M5S e torna sulla scena il Pd, sembra consolidarsi un campo politico organizzato lungo la contrapposizione destra-sinistra, con partiti che possono contare su un certo radicamento territoriale, nel Mezzogiorno la situazione è ben più diversificata. Qui negli ultimi due anni, tra elezioni politiche ed europee, si è assistito a un’altalena di risultati, con rapidi cambiamenti e incerti approdi, che testimoniano la fragilità dell’offerta politica e la volubilità dell’elettorato. Prima il successo clamoroso alle politiche del 2018 del M5S, che si impone in tutte le circoscrizioni elettorali, e poi, appena un anno dopo, alle elezioni europee, un calo vistoso. Sebbene il movimento mantenga il primato in tutte le regioni meridionali (con un risultato complessivo vicino al 30%), in molti comuni e provincie è soppiantato dalla Lega, con il Pd che faticosamente segue a ruota (rispettivamente 23% e 18%). La Lega soprattutto fa segnare un inaspettato successo, che sembra foriero di ulteriori avanzamenti e che introduce nella rappresentanza politica meridionale un elemento di ulteriore complessità. Tutto questo, va sottolineato, in un panorama segnato dal record storico di astensionismo che vede la partecipazione al voto ridotta a meno della metà degli elettori. L’affermazione della Lega e la meridionalizzazione ulteriore del M5S, descrivono un quadro di grande incertezza, che apre molti interrogativi. Quali sono le basi di questo consenso? Quali le aree in cui si evidenziano con maggiore forza? Quali fasce sociali sono coinvolte? E su quali gambe procede l’offerta politica (quali caratteristiche ha il ceto politico leghista e cinque stelle)? Come si intrecciano questi elementi con la prospettiva politica. Il contributo che si propone in questa sede affronta questi nodi attraverso un’analisi dei risultati elettorali, dell’elettorato e dei tratti della classe politica nel quadro delle politiche nazionali e degli orientamenti che emergono in sede locale.

Il cambiamento politico e i movimenti di protesta / Brancaccio, Luciano. - In: PARADOXA. - ISSN 1971-6311. - 4:(2019), pp. 115-128.

Il cambiamento politico e i movimenti di protesta

Luciano Brancaccio
2019

Abstract

Nel quadro del generale stravolgimento dei caratteri politici che coinvolge l’intero paese, il Mezzogiorno si ritaglia uno spazio particolare. Se nel centronord, dove alle recenti elezioni europee la Lega avanza prepotentemente a scapito del M5S e torna sulla scena il Pd, sembra consolidarsi un campo politico organizzato lungo la contrapposizione destra-sinistra, con partiti che possono contare su un certo radicamento territoriale, nel Mezzogiorno la situazione è ben più diversificata. Qui negli ultimi due anni, tra elezioni politiche ed europee, si è assistito a un’altalena di risultati, con rapidi cambiamenti e incerti approdi, che testimoniano la fragilità dell’offerta politica e la volubilità dell’elettorato. Prima il successo clamoroso alle politiche del 2018 del M5S, che si impone in tutte le circoscrizioni elettorali, e poi, appena un anno dopo, alle elezioni europee, un calo vistoso. Sebbene il movimento mantenga il primato in tutte le regioni meridionali (con un risultato complessivo vicino al 30%), in molti comuni e provincie è soppiantato dalla Lega, con il Pd che faticosamente segue a ruota (rispettivamente 23% e 18%). La Lega soprattutto fa segnare un inaspettato successo, che sembra foriero di ulteriori avanzamenti e che introduce nella rappresentanza politica meridionale un elemento di ulteriore complessità. Tutto questo, va sottolineato, in un panorama segnato dal record storico di astensionismo che vede la partecipazione al voto ridotta a meno della metà degli elettori. L’affermazione della Lega e la meridionalizzazione ulteriore del M5S, descrivono un quadro di grande incertezza, che apre molti interrogativi. Quali sono le basi di questo consenso? Quali le aree in cui si evidenziano con maggiore forza? Quali fasce sociali sono coinvolte? E su quali gambe procede l’offerta politica (quali caratteristiche ha il ceto politico leghista e cinque stelle)? Come si intrecciano questi elementi con la prospettiva politica. Il contributo che si propone in questa sede affronta questi nodi attraverso un’analisi dei risultati elettorali, dell’elettorato e dei tratti della classe politica nel quadro delle politiche nazionali e degli orientamenti che emergono in sede locale.
2019
Il cambiamento politico e i movimenti di protesta / Brancaccio, Luciano. - In: PARADOXA. - ISSN 1971-6311. - 4:(2019), pp. 115-128.
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