Tra le due guerre l'animazione e il disordine in strada e in particolare nei luoghi del turismo furono senza dubbio caratteri specifici del turismo a Napoli e richiesero continui interventi da parte delle forze dell'ordine. in molti casi l'illegalità e la frode facevano parte dello stereotipo della Napoli turistica, ma di fatto l'attività di controllo fu particolarmente serrata dopo il 1936, perché da quell'anno anche l'Ente provinciale per il turismo operò come una "prefettura del turismo", come fu detto nell'immediato dopoguerra, obbedendo alla politica di Roma, che aveva bisogno della vetrina del turismo per rafforzare il consenso internazionale al regime. In quel clima generale certamente non semplice, i comportamenti illegali del personale alberghiero erano meno evidenti, furono dunque più tollerati e diedero luogo a provvedimenti solo quando vi furono precise segnalazione, quando cioè ledevano altri interessi. In particolare si sapeva molto bene che i portieri d'albergo vendevano gite ed escursioni; il loro comportamento non era conseguenza dell'indeterminatezza dei profili professionali, era semplicemente illegale, e per molti aspetti era la conseguenza dell'assenza, per disposizione di legge, di un'offerta di agenti di viaggi in loco. Il fascismo infatti, per poter esercitare il controllo su ogni movimento, autorizzò solo pochi agenti a operare col turismo internazionale, mentre il movimento interno ed escursionistico fu assorbito quasi interamente, e naturalmente controllato, dalle sezioni del Partito nazionale fascista e dal Dopolavoro. Dunque il divieto assoluto di organizzare gite ed escursioni non solo generò comportamenti illegali da parte dei portieri, ma lasciò al turismo del dopoguerra una eredità pesante. A partire dal 1947 infatti, il contrasto all'abusivismo assumerà una dimensione e una visibilità ben maggiori e la lotta a operatori privi di licenza sarà uno dei principali terreni di impegno delle istituzioni turistiche e delle associazioni di agenti di viaggio ricostituite nell'Italia democratica.

Disordini in strada e abusi del personale alberghiero a Napoli negli anni della dittatura fascista

Berrino Annunziata
2019

Abstract

Tra le due guerre l'animazione e il disordine in strada e in particolare nei luoghi del turismo furono senza dubbio caratteri specifici del turismo a Napoli e richiesero continui interventi da parte delle forze dell'ordine. in molti casi l'illegalità e la frode facevano parte dello stereotipo della Napoli turistica, ma di fatto l'attività di controllo fu particolarmente serrata dopo il 1936, perché da quell'anno anche l'Ente provinciale per il turismo operò come una "prefettura del turismo", come fu detto nell'immediato dopoguerra, obbedendo alla politica di Roma, che aveva bisogno della vetrina del turismo per rafforzare il consenso internazionale al regime. In quel clima generale certamente non semplice, i comportamenti illegali del personale alberghiero erano meno evidenti, furono dunque più tollerati e diedero luogo a provvedimenti solo quando vi furono precise segnalazione, quando cioè ledevano altri interessi. In particolare si sapeva molto bene che i portieri d'albergo vendevano gite ed escursioni; il loro comportamento non era conseguenza dell'indeterminatezza dei profili professionali, era semplicemente illegale, e per molti aspetti era la conseguenza dell'assenza, per disposizione di legge, di un'offerta di agenti di viaggi in loco. Il fascismo infatti, per poter esercitare il controllo su ogni movimento, autorizzò solo pochi agenti a operare col turismo internazionale, mentre il movimento interno ed escursionistico fu assorbito quasi interamente, e naturalmente controllato, dalle sezioni del Partito nazionale fascista e dal Dopolavoro. Dunque il divieto assoluto di organizzare gite ed escursioni non solo generò comportamenti illegali da parte dei portieri, ma lasciò al turismo del dopoguerra una eredità pesante. A partire dal 1947 infatti, il contrasto all'abusivismo assumerà una dimensione e una visibilità ben maggiori e la lotta a operatori privi di licenza sarà uno dei principali terreni di impegno delle istituzioni turistiche e delle associazioni di agenti di viaggio ricostituite nell'Italia democratica.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2019 Berrino, Disordini in strada.pdf

accesso aperto

Descrizione: File del saggio
Tipologia: Documento in Post-print
Licenza: Accesso privato/ristretto
Dimensione 5.02 MB
Formato Adobe PDF
5.02 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/751310
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact