La dissertazione della dott.ssa Laura Raffaele ha come oggetto il trattato 'De Musica', trasmesso nel corpus dei 'Moralia' di Plutarco. Questo trattato si configura come un dialogo ambientato nella dimora di un certo Onesicrate durante un pranzo organizzato in occasione dei Saturnali e si articola in due lunghi discorsi: il primo, quello di Lisia (capitoli 3- 14), si incentra sulla nascita e sull'evoluzione della musica nel corso della storia; il secondo, quello di Soterico (capitoli 15-42), cura gli aspetti più tecnici della musica e insieme quelli etici ed estetici, sempre, però, calati nel contesto storico. Si deve precisare, tuttavia, che il 'De Musica' non è un'opera strutturata in modo sistematico. Infatti, già a una prima lettura, esso risulta essere un trattato alquanto disorganico. Ciò è dovuto principalmente al fatto che l'autore adopera una molteplicità di fonti, senza essere sempre in grado di riorganizzarle in modo da creare un discorso coerente. Il fatto che le riflessioni musicali di natura tecnica siano inserite all'interno del più ampio contesto d'informazione storica e siano affrontate anche dal punto di vista della riflessione etica fa del 'De Musica' un trattato peculiare rispetto agli altri trattati di musica pervenuti dall'antichità, che affrontano l'argomento da un punto di vista per lo più tecnico-teorico. Inoltre un aspetto di particolare interesse, che contribuisce all'originale taglio storico del trattato, è la presenza diffusa di testimonianze e di citazioni legate ai poeti lirici. La dissertazione della dott.ssa Raffaele consiste appunto in una discussione su tutti i poeti lirici così come li menziona lo Pseudo-Plutarco nel 'De Musica', sotto forma sia di testimonianze sia di citazioni, e offre un commento sistematico incentrato sui singoli poeti. La dott.ssa Raffaele è partita dall’idea che una ricerca così strutturata trovasse la sua giustificazione proprio nel fatto che all’interno del 'De Musica' non si riscontra una sistematicità nella trattazione dei poeti: lo Pseudo-Plutarco non costruisce un discorso organico e coerente, iniziando, per esempio, dalle informazioni sulla vita di un poeta per concludere con quelle sullo stile. Al contrario, in ogni capitolo del trattato troviamo disseminate delle informazioni su vari poeti, che possono riguardare tanto la cronologia e la vita, quanto le innovazioni da loro apportate alla musica oppure i metri da loro utilizzati. La scelta di limitare l'analisi ai poeti lirici è stata dettata dal fatto che essi ricorrono nel testo con una frequenza molto maggiore rispetto ai giambografi o agli elegiaci, quasi del tutto assenti, e rispetto anche ai tragediografi e ai commediografi, che sono menzionati molto sporadicamente. I passi presi in analisi forniscono informazioni poco dettagliate sul conto della maggior parte dei lirici. Tuttavia, in alcuni casi, il trattato è una fonte indispensabile per l'acquisizione di alcune notizie che non sarebbero pervenute altrimenti. La dott.ssa Raffaele ha rivolto un'attenzione costante al modo in cui di volta in volta lo Pseudo-Plutarco utilizza le sue fonti, con l'obiettivo di individuare e discutere quelle che ricorrono con maggiore rilevanza all'interno del trattato. La dissertazione è così articolata: Introduzione; 1. Le origini mitiche della lirica e la questione delle fonti; 2. Le origini storiche della lirica; 3. I poeti 'canonici' e Laso di Ermione; 4. La 'musica nuova'; Conclusioni; Glossario; Indice dei poeti lirici in ordine di trattazione; Indice dei poeti lirici in ordine alfabetico; Bibliografia.

I poeti lirici nel 'De Musica' pseudo-plutarcheo

MASSIMILLA GIULIO
2019

Abstract

La dissertazione della dott.ssa Laura Raffaele ha come oggetto il trattato 'De Musica', trasmesso nel corpus dei 'Moralia' di Plutarco. Questo trattato si configura come un dialogo ambientato nella dimora di un certo Onesicrate durante un pranzo organizzato in occasione dei Saturnali e si articola in due lunghi discorsi: il primo, quello di Lisia (capitoli 3- 14), si incentra sulla nascita e sull'evoluzione della musica nel corso della storia; il secondo, quello di Soterico (capitoli 15-42), cura gli aspetti più tecnici della musica e insieme quelli etici ed estetici, sempre, però, calati nel contesto storico. Si deve precisare, tuttavia, che il 'De Musica' non è un'opera strutturata in modo sistematico. Infatti, già a una prima lettura, esso risulta essere un trattato alquanto disorganico. Ciò è dovuto principalmente al fatto che l'autore adopera una molteplicità di fonti, senza essere sempre in grado di riorganizzarle in modo da creare un discorso coerente. Il fatto che le riflessioni musicali di natura tecnica siano inserite all'interno del più ampio contesto d'informazione storica e siano affrontate anche dal punto di vista della riflessione etica fa del 'De Musica' un trattato peculiare rispetto agli altri trattati di musica pervenuti dall'antichità, che affrontano l'argomento da un punto di vista per lo più tecnico-teorico. Inoltre un aspetto di particolare interesse, che contribuisce all'originale taglio storico del trattato, è la presenza diffusa di testimonianze e di citazioni legate ai poeti lirici. La dissertazione della dott.ssa Raffaele consiste appunto in una discussione su tutti i poeti lirici così come li menziona lo Pseudo-Plutarco nel 'De Musica', sotto forma sia di testimonianze sia di citazioni, e offre un commento sistematico incentrato sui singoli poeti. La dott.ssa Raffaele è partita dall’idea che una ricerca così strutturata trovasse la sua giustificazione proprio nel fatto che all’interno del 'De Musica' non si riscontra una sistematicità nella trattazione dei poeti: lo Pseudo-Plutarco non costruisce un discorso organico e coerente, iniziando, per esempio, dalle informazioni sulla vita di un poeta per concludere con quelle sullo stile. Al contrario, in ogni capitolo del trattato troviamo disseminate delle informazioni su vari poeti, che possono riguardare tanto la cronologia e la vita, quanto le innovazioni da loro apportate alla musica oppure i metri da loro utilizzati. La scelta di limitare l'analisi ai poeti lirici è stata dettata dal fatto che essi ricorrono nel testo con una frequenza molto maggiore rispetto ai giambografi o agli elegiaci, quasi del tutto assenti, e rispetto anche ai tragediografi e ai commediografi, che sono menzionati molto sporadicamente. I passi presi in analisi forniscono informazioni poco dettagliate sul conto della maggior parte dei lirici. Tuttavia, in alcuni casi, il trattato è una fonte indispensabile per l'acquisizione di alcune notizie che non sarebbero pervenute altrimenti. La dott.ssa Raffaele ha rivolto un'attenzione costante al modo in cui di volta in volta lo Pseudo-Plutarco utilizza le sue fonti, con l'obiettivo di individuare e discutere quelle che ricorrono con maggiore rilevanza all'interno del trattato. La dissertazione è così articolata: Introduzione; 1. Le origini mitiche della lirica e la questione delle fonti; 2. Le origini storiche della lirica; 3. I poeti 'canonici' e Laso di Ermione; 4. La 'musica nuova'; Conclusioni; Glossario; Indice dei poeti lirici in ordine di trattazione; Indice dei poeti lirici in ordine alfabetico; Bibliografia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/745353
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