La relazione L'editio princeps Neapolitana delle opere inedite di G. Pontano e le epistolae praefatoriae di Pietro Summonte è stata strutturata in due momenti: la prima parte, affidata al prof. Giuseppe Germano, si è focalizzata sulla storia dell’edizione postuma delle opere inedite di Giovanni Pontano per le cura di Pietro Summonte; la seconda parte, affidata alla prof. Antonietta Iacono, ha riletto invece le epistolae praefatoriae di questa edizione come tessere documentarie della costruzione del mito del ‘Gran Pontano’. Il 17 settembre 1503 moriva in Napoli Giovanni Gioviano Pontano, Maestro riconosciuto dell'Umanesimo meridionale e capo dell'Accademia che da lui prendeva il nome. La morte colse impreparati i discepoli, gli amici e i soci tutti dell'Accademia, che però in breve tempo – e in evidente concorrenza con il progetto editoriale avviato dal Pontano stesso con Aldo Manuzio almeno per la parte delle opere in versi – riuscirono a radunare i manoscritti del maestro, recuperandone anche le carte disperse dalle figlie. Pietro Summonte, discepolo del Pontano e già suo fidato collaboratore, fu investito dell'incarico di curare l'edizione di quanto il Maestro aveva lasciato inedito: la concessione del vicerè Gonzalo Fernàndez de Cordoba nel 1504 di un privilegio di durata decennale che vietava a tutti (tranne che al Summonte) di stampare nel Regno di Napoli qualsiasi opera del Pontano ed anche di vendervi opere che fossero state stampate da altri fuori del Regno permise di realizzare un monumento straordinario alla memoria dell'amatissimo Maestro. Nel dare alle stampe i volumi degli inedita pontaniani, impresa nella quale avrebbe speso quasi un decennio della sua vita, dal 1503 al 1512, il Summonte accompagnò ciascun volume con lettere prefatorie che contenevano dediche, chiarivano contesti storici e indicavano i collaboratori e i sostenitori finanziari dell'onerosa edizione. La prima parte della relazione intende ricostruire la storia dell’edizione postuma napoletana, tracciando un quadro complessivo delle problematiche ecdotiche, del valore e della fortuna dell’editio princeps napoletana delle opere pontaniane. La seconda parte, invece, rilegge le epistolae praefatoriae dei volumi pontaniani pubblicati dal 1505 al 1512 alla luce scelte culturali e delle posizioni ideologiche dell’entourage di intellettuali che continuarono a sentirsi sodalitas nel nome e nel ricordo del Maestro

Le Epistolae praefatoriae di Pietro Summonte all’editio princeps dell’opera pontaniana

Germano Giuseppe
2019

Abstract

La relazione L'editio princeps Neapolitana delle opere inedite di G. Pontano e le epistolae praefatoriae di Pietro Summonte è stata strutturata in due momenti: la prima parte, affidata al prof. Giuseppe Germano, si è focalizzata sulla storia dell’edizione postuma delle opere inedite di Giovanni Pontano per le cura di Pietro Summonte; la seconda parte, affidata alla prof. Antonietta Iacono, ha riletto invece le epistolae praefatoriae di questa edizione come tessere documentarie della costruzione del mito del ‘Gran Pontano’. Il 17 settembre 1503 moriva in Napoli Giovanni Gioviano Pontano, Maestro riconosciuto dell'Umanesimo meridionale e capo dell'Accademia che da lui prendeva il nome. La morte colse impreparati i discepoli, gli amici e i soci tutti dell'Accademia, che però in breve tempo – e in evidente concorrenza con il progetto editoriale avviato dal Pontano stesso con Aldo Manuzio almeno per la parte delle opere in versi – riuscirono a radunare i manoscritti del maestro, recuperandone anche le carte disperse dalle figlie. Pietro Summonte, discepolo del Pontano e già suo fidato collaboratore, fu investito dell'incarico di curare l'edizione di quanto il Maestro aveva lasciato inedito: la concessione del vicerè Gonzalo Fernàndez de Cordoba nel 1504 di un privilegio di durata decennale che vietava a tutti (tranne che al Summonte) di stampare nel Regno di Napoli qualsiasi opera del Pontano ed anche di vendervi opere che fossero state stampate da altri fuori del Regno permise di realizzare un monumento straordinario alla memoria dell'amatissimo Maestro. Nel dare alle stampe i volumi degli inedita pontaniani, impresa nella quale avrebbe speso quasi un decennio della sua vita, dal 1503 al 1512, il Summonte accompagnò ciascun volume con lettere prefatorie che contenevano dediche, chiarivano contesti storici e indicavano i collaboratori e i sostenitori finanziari dell'onerosa edizione. La prima parte della relazione intende ricostruire la storia dell’edizione postuma napoletana, tracciando un quadro complessivo delle problematiche ecdotiche, del valore e della fortuna dell’editio princeps napoletana delle opere pontaniane. La seconda parte, invece, rilegge le epistolae praefatoriae dei volumi pontaniani pubblicati dal 1505 al 1512 alla luce scelte culturali e delle posizioni ideologiche dell’entourage di intellettuali che continuarono a sentirsi sodalitas nel nome e nel ricordo del Maestro
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