Partendo dall’esegesi del frammento tràdito in D. 48.19.13 (Ulp. 1 de appellat.), riguardante la facoltà del giudice di modulare le sanzioni per i crimina nell’ambito della cognitio extra ordinem, si sono discussi alcuni profili dell’evoluzione del pensiero giuridico romano in tema di funzione della pena, alla luce di recenti studi in materia. In particolare, il pensiero espresso in questo frammento (e ribadito anche in altre fonti) è stato confrontato con gli altri ‘criteri-guida’ nell’irrogazione della pena che caratterizzano il titolo De poenis dei Digesta.
D. 48.19.13 e la ratio nella determinazione della sanzione criminale / Manni, Alessandro. - (2018). ( LXXIIe Session de la Société Internationale Fernand de Visscher pour l’Histoire des Droits de l’Antiquité: «Plus ratio quam vis» Cracovia 14.9.2018).
D. 48.19.13 e la ratio nella determinazione della sanzione criminale
Manni
2018
Abstract
Partendo dall’esegesi del frammento tràdito in D. 48.19.13 (Ulp. 1 de appellat.), riguardante la facoltà del giudice di modulare le sanzioni per i crimina nell’ambito della cognitio extra ordinem, si sono discussi alcuni profili dell’evoluzione del pensiero giuridico romano in tema di funzione della pena, alla luce di recenti studi in materia. In particolare, il pensiero espresso in questo frammento (e ribadito anche in altre fonti) è stato confrontato con gli altri ‘criteri-guida’ nell’irrogazione della pena che caratterizzano il titolo De poenis dei Digesta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


