In questo volume si presenta la prima traduzione in italiano del quinto libro del Tractatus de Opere sex dierum di Francisco Suárez (capp. I -parr. I-II- VII, VIII, IX, X, XI, XII). La creazione è il tema di tale opera e, in particolare nel quinto libro, è la creatura-uomo ad assumere un rilievo teorico essenziale. È in queste pagine, infatti, che si trova l’antecedente teologico e, allo stesso tempo, il fondamento politico della comunità umana. Del resto è lecito domandarsi se Adamo non avesse peccato, il genere umano quale vita avrebbe potuto realizzare? Si sarebbe potuto moltiplicare? Ed avrebbe potuto realizzare una comunità politica? Sono queste le domande a cui Suárez dà una risposta a partire da una semplice considerazione, ma che è quanto mai illuminante e moderna allo stesso tempo. «[La] moltiplicazione delle persone contribuisce a una qualche bellezza e al decoro di tutta la specie, poiché per la diversità di molti individui risplende di più la grandezza delle perfezioni di tutta la specie. Oltre a ciò, perché è necessaria alla società politica molto naturale per l’uomo». Il gesuita aveva, quindi, riservato alla fine della sua vita lo scritto che, forse più di ogni altro, giustificava la visione dell’adgregatio humana come elemento caratterizzante dell’essere uomo e della congregatio politica come elemento caratterizzante la libertà dell’uomo medesimo al ben vivere.

La portata politica di un’opera teologica: il trattato dell’opera dei sei giorni

Faraco Cintia
2015

Abstract

In questo volume si presenta la prima traduzione in italiano del quinto libro del Tractatus de Opere sex dierum di Francisco Suárez (capp. I -parr. I-II- VII, VIII, IX, X, XI, XII). La creazione è il tema di tale opera e, in particolare nel quinto libro, è la creatura-uomo ad assumere un rilievo teorico essenziale. È in queste pagine, infatti, che si trova l’antecedente teologico e, allo stesso tempo, il fondamento politico della comunità umana. Del resto è lecito domandarsi se Adamo non avesse peccato, il genere umano quale vita avrebbe potuto realizzare? Si sarebbe potuto moltiplicare? Ed avrebbe potuto realizzare una comunità politica? Sono queste le domande a cui Suárez dà una risposta a partire da una semplice considerazione, ma che è quanto mai illuminante e moderna allo stesso tempo. «[La] moltiplicazione delle persone contribuisce a una qualche bellezza e al decoro di tutta la specie, poiché per la diversità di molti individui risplende di più la grandezza delle perfezioni di tutta la specie. Oltre a ciò, perché è necessaria alla società politica molto naturale per l’uomo». Il gesuita aveva, quindi, riservato alla fine della sua vita lo scritto che, forse più di ogni altro, giustificava la visione dell’adgregatio humana come elemento caratterizzante dell’essere uomo e della congregatio politica come elemento caratterizzante la libertà dell’uomo medesimo al ben vivere.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/729502
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