Straordinario creatore di atmosfere sospese, della rappresentazione della solitudine metropolitana che trasforma i luoghi della collettività in spazi di estraneità e smarrimento, E. Hopper sceglie l’architettura americana della prima metà del Novecento come tema privilegiato in cui inserire la figura umana. Dipinge scene quotidiane, con particolare attenzione alla rappresentazione dei fenomeni effimeri e mutevoli della luce e della psicologia dei personaggi. I suoi interni non sono meri fondali, ma hanno un valore autonomo. Rappresenta la firmitas degli spazi in un tempo sospeso e dilatato, sottratto al suo normale svolgimento, in un istante di fissità metafisica: dilata l’attimo, lo esplora nei dettagli e lo restituisce allo scorrere del tempo. Come in una vista sempre parziale, H. ritaglia e delimita fortemente gli spazi rappresentati, che sembrano essere porzioni di un contesto molto più grande: certamente influenzato dalla tecnica fotografica, il centro prospettico che sceglie di adottare, ovvero il punto di vista, non è mai centrale o allineato le architetture, ma sempre di sfuggita, di passaggio. Extraordinary creator of suspended atmospheres, which represent contemporary metropolitan solitude that transforms the public spaces into places characterized by alienation and loss of identity, E. Hopper chooses the American architecture of the first half of the twentieth century as the privileged theme in which to insert human figures. He paints scenes of everyday life, with particular attention to the representation of some ephemeral and changing phenomena such as light and psychology of the characters. The interiors are not mere backgrounds, but they have an autonomous value. He paints the architecture solidity in a suspended and dilated moment, subtracted from its normal development, in an instant of metaphysical fixity: he expands the moment, explores it in the details and returns it to the passage of time. As in a partial perspective view, H. crops and strongly delimits the architecture, which seems to be just a portion of a larger setting: certainly influenced by the photographic technique, the perspective centre that he adopts, the point of view, is never central or aligned to architectures, but always fleeting and passing. 2- Stato dell’arte e riferimenti bibliografici principali Frequenti sono state negli ultimi decenni le trasposizioni cinematografiche delle scene di Hopper (End of Violence e Don’t come knocking di W. Wenders oppure Shirley. Visions of Reality, 2013, di G. Deutsch) in quanto il dinamismo della realtà filmata si pone come uno dei strumenti interpretativi di maggiore efficacia per la capacità di dare “un prima” e “un dopo” alle scene dipinte. Cinematographic transpositions of Hopper's scenes have been frequent in the last decades (End of Violence e Don’t come knocking di W. Wenders oppure Shirley. Visions of Reality, 2013, di G. Deutsch) as the dynamism of the filmed reality stands as one of the most effective analytical tools for its ability to give a "before" and an "after" the painted scenes. 3- Definizione delle metodologie adottate nella ricerca Mediante i processi geometrici inversi della prospettiva lineare le architetture presenti in alcuni quadri sono state restituite in pianta e in elevazione, con la conseguente creazione di un modello 3D virtuale, che svela alcune opportune “deroghe artistiche” operate da H. nella regolare struttura geometrica dell’architettura dipinta. Using the inverse geometric processes of linear perspective, we got plants and elevations of some painted architectures, with the consequent creation of a virtual 3D model, which reveals some appropriate "artistic exceptions" made by H. in the regular geometrical structure of drawn buildings. 4- Obiettivi perseguiti e raggiunti L’obiettivo è stato quello di usare gli strumenti forniti dall’ICT per la comunicazione e la valorizzazione dell’opera di H., sperimentandone le possibilità nella lettura del celebre Sunlight in a Cafeteria (1958). Le ITC mirano infatti ad allargare il bacino di possibili fruitori dei beni culturali attraverso una nuova forma di apprendimento attivo e partecipato. L’utilizzo della VR e della AR ci ha permesso di allargare la visione parziale del dipinto esplorandone gli spazi, mentre la stampa 3D ha reso possibile la comprensione attraverso il tatto anche per il fruitore non vedente. Particolare attenzione è stata posta nelle modalità di percezione tattile della luce dipinta, materia tradizionalmente impalpabile. The goal was to use the tools provided by ICT for the dissemination and enhancement of Hopper’s work, experimenting their possibilities by analysing the famous painting Sunlight in a Cafeteria (1958). ITCs are aimed in fact to broaden the pool of cultural heritage potential users by using a new form of active and participatory learning. The use of VR and AR allowed us to broaden the partial vision of the painting by exploring the spaces, while 3D printing allowed the tactile comprehension of the painted scene also in favour of the blind users. Particular attention was paid to represent painted light by tactile perception, traditionally considered as an impalpable material.

"Edward Hopper’s unveiled spaces: new digital technologies for a multisensory knowledge and dissemination of Cultural Heritage / Gli spazi svelati di Edward Hopper: le nuove tecnologie digitali per la comunicazione multisensoriale della conoscenza del patrimonio culturale" / Pagliano, A.; Cammarota, Claudio. - (2018). ( 40° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione XV Congresso della Unione Italiana per il Disegno, RAPPRESENTAZIONE/MATERIALE/IMMATERIALE Drawing as (in)tangible representation Politecnico di Milano MILANO 13 | 14 | 15 settembre 2018).

"Edward Hopper’s unveiled spaces: new digital technologies for a multisensory knowledge and dissemination of Cultural Heritage / Gli spazi svelati di Edward Hopper: le nuove tecnologie digitali per la comunicazione multisensoriale della conoscenza del patrimonio culturale"

A. Pagliano
;
CAMMAROTA, CLAUDIO
2018

Abstract

Straordinario creatore di atmosfere sospese, della rappresentazione della solitudine metropolitana che trasforma i luoghi della collettività in spazi di estraneità e smarrimento, E. Hopper sceglie l’architettura americana della prima metà del Novecento come tema privilegiato in cui inserire la figura umana. Dipinge scene quotidiane, con particolare attenzione alla rappresentazione dei fenomeni effimeri e mutevoli della luce e della psicologia dei personaggi. I suoi interni non sono meri fondali, ma hanno un valore autonomo. Rappresenta la firmitas degli spazi in un tempo sospeso e dilatato, sottratto al suo normale svolgimento, in un istante di fissità metafisica: dilata l’attimo, lo esplora nei dettagli e lo restituisce allo scorrere del tempo. Come in una vista sempre parziale, H. ritaglia e delimita fortemente gli spazi rappresentati, che sembrano essere porzioni di un contesto molto più grande: certamente influenzato dalla tecnica fotografica, il centro prospettico che sceglie di adottare, ovvero il punto di vista, non è mai centrale o allineato le architetture, ma sempre di sfuggita, di passaggio. Extraordinary creator of suspended atmospheres, which represent contemporary metropolitan solitude that transforms the public spaces into places characterized by alienation and loss of identity, E. Hopper chooses the American architecture of the first half of the twentieth century as the privileged theme in which to insert human figures. He paints scenes of everyday life, with particular attention to the representation of some ephemeral and changing phenomena such as light and psychology of the characters. The interiors are not mere backgrounds, but they have an autonomous value. He paints the architecture solidity in a suspended and dilated moment, subtracted from its normal development, in an instant of metaphysical fixity: he expands the moment, explores it in the details and returns it to the passage of time. As in a partial perspective view, H. crops and strongly delimits the architecture, which seems to be just a portion of a larger setting: certainly influenced by the photographic technique, the perspective centre that he adopts, the point of view, is never central or aligned to architectures, but always fleeting and passing. 2- Stato dell’arte e riferimenti bibliografici principali Frequenti sono state negli ultimi decenni le trasposizioni cinematografiche delle scene di Hopper (End of Violence e Don’t come knocking di W. Wenders oppure Shirley. Visions of Reality, 2013, di G. Deutsch) in quanto il dinamismo della realtà filmata si pone come uno dei strumenti interpretativi di maggiore efficacia per la capacità di dare “un prima” e “un dopo” alle scene dipinte. Cinematographic transpositions of Hopper's scenes have been frequent in the last decades (End of Violence e Don’t come knocking di W. Wenders oppure Shirley. Visions of Reality, 2013, di G. Deutsch) as the dynamism of the filmed reality stands as one of the most effective analytical tools for its ability to give a "before" and an "after" the painted scenes. 3- Definizione delle metodologie adottate nella ricerca Mediante i processi geometrici inversi della prospettiva lineare le architetture presenti in alcuni quadri sono state restituite in pianta e in elevazione, con la conseguente creazione di un modello 3D virtuale, che svela alcune opportune “deroghe artistiche” operate da H. nella regolare struttura geometrica dell’architettura dipinta. Using the inverse geometric processes of linear perspective, we got plants and elevations of some painted architectures, with the consequent creation of a virtual 3D model, which reveals some appropriate "artistic exceptions" made by H. in the regular geometrical structure of drawn buildings. 4- Obiettivi perseguiti e raggiunti L’obiettivo è stato quello di usare gli strumenti forniti dall’ICT per la comunicazione e la valorizzazione dell’opera di H., sperimentandone le possibilità nella lettura del celebre Sunlight in a Cafeteria (1958). Le ITC mirano infatti ad allargare il bacino di possibili fruitori dei beni culturali attraverso una nuova forma di apprendimento attivo e partecipato. L’utilizzo della VR e della AR ci ha permesso di allargare la visione parziale del dipinto esplorandone gli spazi, mentre la stampa 3D ha reso possibile la comprensione attraverso il tatto anche per il fruitore non vedente. Particolare attenzione è stata posta nelle modalità di percezione tattile della luce dipinta, materia tradizionalmente impalpabile. The goal was to use the tools provided by ICT for the dissemination and enhancement of Hopper’s work, experimenting their possibilities by analysing the famous painting Sunlight in a Cafeteria (1958). ITCs are aimed in fact to broaden the pool of cultural heritage potential users by using a new form of active and participatory learning. The use of VR and AR allowed us to broaden the partial vision of the painting by exploring the spaces, while 3D printing allowed the tactile comprehension of the painted scene also in favour of the blind users. Particular attention was paid to represent painted light by tactile perception, traditionally considered as an impalpable material.
2018
"Edward Hopper’s unveiled spaces: new digital technologies for a multisensory knowledge and dissemination of Cultural Heritage / Gli spazi svelati di Edward Hopper: le nuove tecnologie digitali per la comunicazione multisensoriale della conoscenza del patrimonio culturale" / Pagliano, A.; Cammarota, Claudio. - (2018). ( 40° Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione XV Congresso della Unione Italiana per il Disegno, RAPPRESENTAZIONE/MATERIALE/IMMATERIALE Drawing as (in)tangible representation Politecnico di Milano MILANO 13 | 14 | 15 settembre 2018).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/727178
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