A otto anni dall’approvazione della Legge 240/2010 del Governo Berlusconi e a firma della Ministra Maria Stella Gelmini, infatti, il divario tra le Università del Nord e quelle del Mezzogiorno si è ampliato e l’intero sistema della formazione registra un vero e proprio collasso. L’Italia continua ad essere il fanalino di coda nelle classifiche europee per numero di laureati rispetto alla popolazione. Si deve chiedere al prossimo Governo di portare al centro della propria agenda politica di andare oltre la Legge Gelmini del Governo Berlusconi e ripartire dal progetto di scuole, università e centri di ricerca statali e pubblici per garantire il diritto allo studio, la crescita culturale dell’intero Paese e le adeguate retribuzioni dei docenti al pari degli altri paesi europei. Si deve chiedere, inoltre, di non trascurare i numerosi ricorsi avviati dai docenti universitari e che potrebbero trovare risoluzioni in pochissime azioni a bassissimo costo ma ad alto significato per il ripristino della libertà della ricerca e dell’insegnamento e l’affrancamento dal feudalesimo lobbistico accademico. Si deve chiedere, infine, soprattutto ai partiti della sinistra che si sono sempre distinti nelle battaglie per i diritti civili e per le pari opportunità, di investire adeguate risorse e promuovere azioni per rimuovere il gender gap esistente nelle università italiane che dalle ultime statistiche pubblicate dal World Economic Forum è indietro di 200 anni! L’arretratezza culturale e politica dell’Accademia Italiana è tutta riassunta in questo dato. Spetta alla sinistra superare le logiche di chiusura e di incrostazioni particolaristiche degli atenei del Paese per ridurre drasticamente questo dato insopportabile sulla condizione delle donne che operano nel campo della ricerca e della scienza. Il paradosso che esiste è nella non percezione del gender gap nell’università e nella ricerca scientifica proprio da parte delle donne stesse che per tutta la fase di formazione e fino ai primi livelli di accesso alle carriere accademiche rimuovono del tutto il dato gravissimo del maschilismo imperante ai vertici dell’Accademia Italiana.

Le riforme dell'Università Statale Pubblica in Italia e le ideologie neo-liberiste / Buondonno, Emma. - (2018). ( Conoscenza, Competenza e Cooperazione: Università e Sistema Integrato della Formazione per il Mezzogiorno Galleria Mediterranea, Via Carlo De Cesare, 60 - Napoli 10 Maggio 2018).

Le riforme dell'Università Statale Pubblica in Italia e le ideologie neo-liberiste

BUONDONNO, EMMA
2018

Abstract

A otto anni dall’approvazione della Legge 240/2010 del Governo Berlusconi e a firma della Ministra Maria Stella Gelmini, infatti, il divario tra le Università del Nord e quelle del Mezzogiorno si è ampliato e l’intero sistema della formazione registra un vero e proprio collasso. L’Italia continua ad essere il fanalino di coda nelle classifiche europee per numero di laureati rispetto alla popolazione. Si deve chiedere al prossimo Governo di portare al centro della propria agenda politica di andare oltre la Legge Gelmini del Governo Berlusconi e ripartire dal progetto di scuole, università e centri di ricerca statali e pubblici per garantire il diritto allo studio, la crescita culturale dell’intero Paese e le adeguate retribuzioni dei docenti al pari degli altri paesi europei. Si deve chiedere, inoltre, di non trascurare i numerosi ricorsi avviati dai docenti universitari e che potrebbero trovare risoluzioni in pochissime azioni a bassissimo costo ma ad alto significato per il ripristino della libertà della ricerca e dell’insegnamento e l’affrancamento dal feudalesimo lobbistico accademico. Si deve chiedere, infine, soprattutto ai partiti della sinistra che si sono sempre distinti nelle battaglie per i diritti civili e per le pari opportunità, di investire adeguate risorse e promuovere azioni per rimuovere il gender gap esistente nelle università italiane che dalle ultime statistiche pubblicate dal World Economic Forum è indietro di 200 anni! L’arretratezza culturale e politica dell’Accademia Italiana è tutta riassunta in questo dato. Spetta alla sinistra superare le logiche di chiusura e di incrostazioni particolaristiche degli atenei del Paese per ridurre drasticamente questo dato insopportabile sulla condizione delle donne che operano nel campo della ricerca e della scienza. Il paradosso che esiste è nella non percezione del gender gap nell’università e nella ricerca scientifica proprio da parte delle donne stesse che per tutta la fase di formazione e fino ai primi livelli di accesso alle carriere accademiche rimuovono del tutto il dato gravissimo del maschilismo imperante ai vertici dell’Accademia Italiana.
2018
Le riforme dell'Università Statale Pubblica in Italia e le ideologie neo-liberiste / Buondonno, Emma. - (2018). ( Conoscenza, Competenza e Cooperazione: Università e Sistema Integrato della Formazione per il Mezzogiorno Galleria Mediterranea, Via Carlo De Cesare, 60 - Napoli 10 Maggio 2018).
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