La “traduzione” delle persone da un luogo all’altro può ingenerare un senso di perdita delle proprie radici e della propria lingua, produrre una chiusura nei confronti della nuova cultura, difficoltà pratica di integrazione/scambio comunicativo (condivisione di codice linguistico). La presenza sempre più massiccia di studenti non nativi nelle scuole italiane ha ingenerato una serie di necessità di ordine metodologico ed organizzativo che trovano in nuove figure professionali, come i mediatori culturali e i facilitatori linguistici, i loro principali attori. Il facilitatore linguistico è un insegnante di L2 che ha lo specifico compito di sostenere l’apprendimento dell’Italiano nel laboratorio di L2. Obiettivi primari del facilitatore linguistico sono il saper gestire l’accoglienza e l’inserimento di studenti stranieri e progettare percorsi didattici in coabitazione con la classe rendendo trasferibili gli apprendimenti maturati nei due contesti. Attraverso un sondaggio condotto su un campione di migranti provenienti dal cosiddetto Outer Circle e residenti in un paese del Sud Italia si è voluto valutare se, e in che misura, l’inglese stesso in Italia possa divenire ‘facilitatore linguistico’ nei processi di comprensione/interazione tra i migranti e le figure professionali nelle varie istituzioni (ospedale, tribunale, scuola, associazioni di volontariato,ecc.). I risultati del sondaggio e le conseguenti implicazioni sono discussi e commentati all’interno di una dimensione socio-linguistica.
ELF come‘facilitatore linguistico’ nel processo di integrazione sociale dei migranti in Italia / Cavaliere, Flavia. - (2016). ( Dislocating People(s) and Cultures Università degli Studi di Napoli Federico II Dipartimento di Studi Umanistici 21 gennaio 2016).
ELF come‘facilitatore linguistico’ nel processo di integrazione sociale dei migranti in Italia
CAVALIERE, Flavia
2016
Abstract
La “traduzione” delle persone da un luogo all’altro può ingenerare un senso di perdita delle proprie radici e della propria lingua, produrre una chiusura nei confronti della nuova cultura, difficoltà pratica di integrazione/scambio comunicativo (condivisione di codice linguistico). La presenza sempre più massiccia di studenti non nativi nelle scuole italiane ha ingenerato una serie di necessità di ordine metodologico ed organizzativo che trovano in nuove figure professionali, come i mediatori culturali e i facilitatori linguistici, i loro principali attori. Il facilitatore linguistico è un insegnante di L2 che ha lo specifico compito di sostenere l’apprendimento dell’Italiano nel laboratorio di L2. Obiettivi primari del facilitatore linguistico sono il saper gestire l’accoglienza e l’inserimento di studenti stranieri e progettare percorsi didattici in coabitazione con la classe rendendo trasferibili gli apprendimenti maturati nei due contesti. Attraverso un sondaggio condotto su un campione di migranti provenienti dal cosiddetto Outer Circle e residenti in un paese del Sud Italia si è voluto valutare se, e in che misura, l’inglese stesso in Italia possa divenire ‘facilitatore linguistico’ nei processi di comprensione/interazione tra i migranti e le figure professionali nelle varie istituzioni (ospedale, tribunale, scuola, associazioni di volontariato,ecc.). I risultati del sondaggio e le conseguenti implicazioni sono discussi e commentati all’interno di una dimensione socio-linguistica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


