Il saggio analizza l’evoluzione del rapporto fra il campo culturale dell’architettura e il mondo dell’elettronica e della simulazione digitale, dai primi convegni degli anni ‘60 e ’70 fino alle sofisticate elaborazioni di Gehry e Eisenman. Si sottolinea il passaggio dai paradigmi culturali e spaziali, che ancora legano l’architettura alle rappresentazioni cartesiane tridimensionali, verso un approccio differente che sappia utilizzare le notevoli potenzialità che la tecnologia digitale offre, anche in senso di pratica critica nel costruire, oltre che un ciberspazio, un territorio concettuale per il progetto di architettura fino a pochi anni fa inimmaginabile. Dall’acquisizione del computer come strumento progettuale, anche in una interazione sofisticata quale l’adattamento di CATIA di Frank Gehry per Bilbao, si sta sviluppando, inoltre, una tendenza radicalmente nuova di lasciare che il computer “guidi” il processo progettuale e sia esso stesso parte integrante della “trasformazione architettonica”. Ne sono esempi rappresentativi il paradigma evolutivo di Frazer e le ricerche di Karl Chu, basate sull’applicazione in campo architettonico dei sistemi di modellazione creativa di strutture genetiche in grado di autorganizzarsi e autotrasformarsi.

PREMESSA

PIEMONTESE, ANTONIETTA
2004

Abstract

Il saggio analizza l’evoluzione del rapporto fra il campo culturale dell’architettura e il mondo dell’elettronica e della simulazione digitale, dai primi convegni degli anni ‘60 e ’70 fino alle sofisticate elaborazioni di Gehry e Eisenman. Si sottolinea il passaggio dai paradigmi culturali e spaziali, che ancora legano l’architettura alle rappresentazioni cartesiane tridimensionali, verso un approccio differente che sappia utilizzare le notevoli potenzialità che la tecnologia digitale offre, anche in senso di pratica critica nel costruire, oltre che un ciberspazio, un territorio concettuale per il progetto di architettura fino a pochi anni fa inimmaginabile. Dall’acquisizione del computer come strumento progettuale, anche in una interazione sofisticata quale l’adattamento di CATIA di Frank Gehry per Bilbao, si sta sviluppando, inoltre, una tendenza radicalmente nuova di lasciare che il computer “guidi” il processo progettuale e sia esso stesso parte integrante della “trasformazione architettonica”. Ne sono esempi rappresentativi il paradigma evolutivo di Frazer e le ricerche di Karl Chu, basate sull’applicazione in campo architettonico dei sistemi di modellazione creativa di strutture genetiche in grado di autorganizzarsi e autotrasformarsi.
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