Nella ricerca teologica, tenta di farsi strada il linguaggio musicale, grazie ad un’attenzione maggiore data ai Commentari patristici dei Salmi, in particolare ad Agostino d’Ippona di cui si conserva l’intero commento al Salterio (150 salmi, omelie predicate o dettate tra il 392 - 415) oltre al suo scritto De musica del 388 - 391. Il vescovo d’Ippona commenta i Salmi come ‚canti della fede‘: «i salmi di Davide, questi canti di fede» scrive nelle Confessioni (9,4,8). Per Agostino il canto dei Salmi, espressione di amore, al medesimo tempo è aiuto per una maggiore comprensione del testo cantato (quindi per l‘esegesi biblica) e un elemento formativo paideutico. Il canto salmico tende a formare “l’uomo musicale“ che, nel cristiano, approda a quel rapporto unitario di tre termini sinonimi non dissociabili „cantare, suonare e operare“, che unificano il pensare l’amore e il vissuto del credente. Si ha qui, nel canto dei cristiani, il primo passaggio teologico, fondamentale per capire quell‘„uomo musicale“ agostiniano ancora in attesa di valorizzazione nell’ambito della teologia affettiva. Due sono le coordinate agostiniane del canto dei Salmi: il canto come percezione di un amore ricevuto in dono e di una risposta di amore, che si esprime ‚cantando bene‘. Esse sono alla base di una paideia cristiana enucleata con i parametri della teologia affettiva.

Introduzione alla Lectio Augustini Neapolitana sul tema : La Musica: "Scientia bene modulandi" / Piscitelli, Teresa. - (2017). (Intervento presentato al convegno La Musica: "Scientia bene modulandi" tenutosi a Pontoficia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Sezione San Tommaso d'Aquino - Napoli nel 12 gennaio 2017).

Introduzione alla Lectio Augustini Neapolitana sul tema : La Musica: "Scientia bene modulandi"

PISCITELLI, TERESA
2017

Abstract

Nella ricerca teologica, tenta di farsi strada il linguaggio musicale, grazie ad un’attenzione maggiore data ai Commentari patristici dei Salmi, in particolare ad Agostino d’Ippona di cui si conserva l’intero commento al Salterio (150 salmi, omelie predicate o dettate tra il 392 - 415) oltre al suo scritto De musica del 388 - 391. Il vescovo d’Ippona commenta i Salmi come ‚canti della fede‘: «i salmi di Davide, questi canti di fede» scrive nelle Confessioni (9,4,8). Per Agostino il canto dei Salmi, espressione di amore, al medesimo tempo è aiuto per una maggiore comprensione del testo cantato (quindi per l‘esegesi biblica) e un elemento formativo paideutico. Il canto salmico tende a formare “l’uomo musicale“ che, nel cristiano, approda a quel rapporto unitario di tre termini sinonimi non dissociabili „cantare, suonare e operare“, che unificano il pensare l’amore e il vissuto del credente. Si ha qui, nel canto dei cristiani, il primo passaggio teologico, fondamentale per capire quell‘„uomo musicale“ agostiniano ancora in attesa di valorizzazione nell’ambito della teologia affettiva. Due sono le coordinate agostiniane del canto dei Salmi: il canto come percezione di un amore ricevuto in dono e di una risposta di amore, che si esprime ‚cantando bene‘. Esse sono alla base di una paideia cristiana enucleata con i parametri della teologia affettiva.
2017
Introduzione alla Lectio Augustini Neapolitana sul tema : La Musica: "Scientia bene modulandi" / Piscitelli, Teresa. - (2017). (Intervento presentato al convegno La Musica: "Scientia bene modulandi" tenutosi a Pontoficia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Sezione San Tommaso d'Aquino - Napoli nel 12 gennaio 2017).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/682522
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