L'articolo ricostruisce la precoce diffusione dei Promessi Sposi nell'Italia meridionale, testimoniata anche dalla diffusione di edizioni non autorizzate. La ricezione del romanzo viene esaminata attraverso i giudizi sulla lingua manzoniana espressi dai più influenti intellettuali meridionali, come F. Persico e Alfonso Della Valle Casanova, amico e corrispondente del Manzoni, che per primo allestì una comparazione tra l'edizione del 27 e del 40 dei Promessi Sposi. Sono messe in rilievo le figure di Ippolito Amicarelli e Vito Fornari, ultimi puristi che , come studiosi di retorica e di lingua, furono maestri di una generazione. Sarà proprio Francesco D'Ovidio, esponente della nuova scuola positivistica e dello studio scientifico della lingua, a ricordare gli aspetti non caduchi dell'insegnamento dei vecchi maestri che avevano avuto il merito di innestare purismo e manzonismo. Consapevole di un mutamento sostanziale, D'Ovidio proporrà il Manzoni come modello di lingua d'uso e di stile modernamente efficace, sollecitandone anche lo studio nelle scuole, ponendo su altre basi lo studio della grammatica.
I "Promessi Sposi" nella cultura meridionale: dal purismo alla scuola storica / Bianchi, Patricia. - In: FILOLOGIA E CRITICA. - ISSN 0391-2493. - III(1983), pp. 321-363.
I "Promessi Sposi" nella cultura meridionale: dal purismo alla scuola storica
BIANCHI, PATRICIA
1983
Abstract
L'articolo ricostruisce la precoce diffusione dei Promessi Sposi nell'Italia meridionale, testimoniata anche dalla diffusione di edizioni non autorizzate. La ricezione del romanzo viene esaminata attraverso i giudizi sulla lingua manzoniana espressi dai più influenti intellettuali meridionali, come F. Persico e Alfonso Della Valle Casanova, amico e corrispondente del Manzoni, che per primo allestì una comparazione tra l'edizione del 27 e del 40 dei Promessi Sposi. Sono messe in rilievo le figure di Ippolito Amicarelli e Vito Fornari, ultimi puristi che , come studiosi di retorica e di lingua, furono maestri di una generazione. Sarà proprio Francesco D'Ovidio, esponente della nuova scuola positivistica e dello studio scientifico della lingua, a ricordare gli aspetti non caduchi dell'insegnamento dei vecchi maestri che avevano avuto il merito di innestare purismo e manzonismo. Consapevole di un mutamento sostanziale, D'Ovidio proporrà il Manzoni come modello di lingua d'uso e di stile modernamente efficace, sollecitandone anche lo studio nelle scuole, ponendo su altre basi lo studio della grammatica.| File | Dimensione | Formato | |
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