Come riutilizzare il palazzo-città? Una struttura imponente, lunga più di quattrocento metri, composta da centomila metri quadrati e nove chilometri di corridoi. Fu voluto da Carlo di Borbone e realizzato da Fuga per ospitare potenzialmente tutti i poveri del Regno di Napoli, diecimila persone fra ospiti e addetti. Due lotti, sono stati ristrutturati e sono agibili dal 2006 ma inutilizzati, altri due lotti restano in stato di abbandono a causa della mancanza di fondi. Quello che per la sua maestosità dovrebbe essere un simbolo, una delle porte di accesso al centro di Napoli, viene trattato come elemento marginale nelle complesse dinamiche della città. Per interrompere tale tendenza vengono varate nuove proposte concordate da tutti i soggetti interessati, esperti, architetti, amministratori, giuristi e cittadini; proposte tutte praticabili, se sostenute da una forte volontà. Nato per i meno abbienti il Real Albergo dei Poveri potrebbe tornare completamente alla vocazione di "Fabbrica per i giovani", di “Città per i giovani”: luogo di formazione, produzione ed esposizione, riportando alla vita una struttura che da troppo tempo aspetta di essere riutilizzata. Bisogna generare una fucina di idee come lo è stato il Bauhaus di Gropius o l'Art and Crafts, una struttura capace di conciliare istruzione e produzione, di concretizzare le idee in realizzazioni, di auto-sostenersi collaborando con le imprese, producendo brevetti industriali e diventando un polo produttivo e culturale. I giovani dovranno conservare il legame con il Palazzo-Scuola, insegnando a chi verrà dopo di loro e creando un processo di condivisione di esperienze e di conoscenze. Il Palazzo non può non avere una funzione sociale, attraendo e stimolando i giovani di classi meno agiate a cercare e trovare alternative valide per la crescita personale e della città, allontanandoli dai rischi prodotti dalla povertà e dalla malavita. “La realizzazione di un opera di tale impatto economico e sociale può dare nuovi impulsi ad una città che sembra stenti a ripartire, sarebbe un ulteriore pezzo ricomposto nella frammentata metropoli Napoletana”.

Idee e progetti per il Real Albergo dei Poveri / Buondonno, E.. - (2016). (Real Albergo de' Poveri, Regium Totius Regni Pauperum Hospicium, il Passato Prossimo Venturo. Polo dello Shipping, Via Depretis, n. 45, Napoli. 17 Aprile 2016).

Idee e progetti per il Real Albergo dei Poveri.

BUONDONNO, EMMA
2016

Abstract

Come riutilizzare il palazzo-città? Una struttura imponente, lunga più di quattrocento metri, composta da centomila metri quadrati e nove chilometri di corridoi. Fu voluto da Carlo di Borbone e realizzato da Fuga per ospitare potenzialmente tutti i poveri del Regno di Napoli, diecimila persone fra ospiti e addetti. Due lotti, sono stati ristrutturati e sono agibili dal 2006 ma inutilizzati, altri due lotti restano in stato di abbandono a causa della mancanza di fondi. Quello che per la sua maestosità dovrebbe essere un simbolo, una delle porte di accesso al centro di Napoli, viene trattato come elemento marginale nelle complesse dinamiche della città. Per interrompere tale tendenza vengono varate nuove proposte concordate da tutti i soggetti interessati, esperti, architetti, amministratori, giuristi e cittadini; proposte tutte praticabili, se sostenute da una forte volontà. Nato per i meno abbienti il Real Albergo dei Poveri potrebbe tornare completamente alla vocazione di "Fabbrica per i giovani", di “Città per i giovani”: luogo di formazione, produzione ed esposizione, riportando alla vita una struttura che da troppo tempo aspetta di essere riutilizzata. Bisogna generare una fucina di idee come lo è stato il Bauhaus di Gropius o l'Art and Crafts, una struttura capace di conciliare istruzione e produzione, di concretizzare le idee in realizzazioni, di auto-sostenersi collaborando con le imprese, producendo brevetti industriali e diventando un polo produttivo e culturale. I giovani dovranno conservare il legame con il Palazzo-Scuola, insegnando a chi verrà dopo di loro e creando un processo di condivisione di esperienze e di conoscenze. Il Palazzo non può non avere una funzione sociale, attraendo e stimolando i giovani di classi meno agiate a cercare e trovare alternative valide per la crescita personale e della città, allontanandoli dai rischi prodotti dalla povertà e dalla malavita. “La realizzazione di un opera di tale impatto economico e sociale può dare nuovi impulsi ad una città che sembra stenti a ripartire, sarebbe un ulteriore pezzo ricomposto nella frammentata metropoli Napoletana”.
2016
Idee e progetti per il Real Albergo dei Poveri / Buondonno, E.. - (2016). (Real Albergo de' Poveri, Regium Totius Regni Pauperum Hospicium, il Passato Prossimo Venturo. Polo dello Shipping, Via Depretis, n. 45, Napoli. 17 Aprile 2016).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/662655
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