I recenti processi evolutivi in ambito museografico hanno indotto ad una sempre maggiore apertura nei confronti del territorio. Dalla condizione di “scrigno”, impenetrabile custode di beni preziosi racchiusi al suo interno, il Museo è divenuto una struttura più aperta e permeabile: ciò è dimostrato dai mutamenti registrabili nei modi in cui è allestito e nelle funzioni di cui si fa portatore, tra cui assume sempre maggior peso, accanto a quella di custodire e tramandare, anche quella di produrre cultura e conoscenza ed innescare processi e sinergie, proponendosi quale “incubatore”. Sebbene il legame tra territorio e museo sia stato invocato già da Quatremère de Quincy, in tempi recenti si è affermata la consapevolezza diffusa delle potenzialità connesse ad un maggiore legame tra museo e contesto, in grado di favorire maggiore comprensione e valorizzazione dei contenuti dell’uno e dei valori dell’altro. Un ulteriore ambito di relazione tra museo e territorio è reso evidente dal progressivo includere, nei contenuti del primo, documenti e testimonianze della cultura materiale o delle vicende storiche, sociali ed economiche che hanno definito e caratterizzato il secondo, coerentemente con l’idea di intendere il paesaggio come insieme, in continua trasformazione, di natura e cultura. Fioriscono nuove tipologie di museo, collegate ad attività in essere, come i musei di impresa od i musei connessi a luoghi di formazione, come scuole o università. Il museo si apre al territorio anche fisicamente, impollinandolo: il modello di museo diffuso si estende a comprendere siti, attività produttive, costruendo una rete sinergica con i musei tradizionali. Attraverso studi condotti su musei, esistenti o possibili, nell’area della Penisola Sorrentina e Capri, testimonianze della storia artistica, naturale, produttiva e sociale, si è indagato il legame tra museo e territorio, inteso come paesaggio culturale. Questa ottica, utilizzando il progetto architettonico e museografico quale base di partenza per un’ideale connessione tra la tangibilità di architetture, siti e documenti e la intangibilità di saperi e valori ad essi connessi, esplora le potenzialità incluse nel considerare i musei quali soggetti attivi nella tutela e nella valorizzazione dei paesaggi culturali in cui sono immersi e dai quali sono generati.
Museo e territorio, tra materialità e immaterialità / Cafiero, Gioconda. - (2016). ( La Baia di Napoli. Strategie integrate per la conservazione e la fruizione del paesaggio culturale. Napoli 5-6 dicembre 2016).
Museo e territorio, tra materialità e immaterialità
CAFIERO, GIOCONDA
2016
Abstract
I recenti processi evolutivi in ambito museografico hanno indotto ad una sempre maggiore apertura nei confronti del territorio. Dalla condizione di “scrigno”, impenetrabile custode di beni preziosi racchiusi al suo interno, il Museo è divenuto una struttura più aperta e permeabile: ciò è dimostrato dai mutamenti registrabili nei modi in cui è allestito e nelle funzioni di cui si fa portatore, tra cui assume sempre maggior peso, accanto a quella di custodire e tramandare, anche quella di produrre cultura e conoscenza ed innescare processi e sinergie, proponendosi quale “incubatore”. Sebbene il legame tra territorio e museo sia stato invocato già da Quatremère de Quincy, in tempi recenti si è affermata la consapevolezza diffusa delle potenzialità connesse ad un maggiore legame tra museo e contesto, in grado di favorire maggiore comprensione e valorizzazione dei contenuti dell’uno e dei valori dell’altro. Un ulteriore ambito di relazione tra museo e territorio è reso evidente dal progressivo includere, nei contenuti del primo, documenti e testimonianze della cultura materiale o delle vicende storiche, sociali ed economiche che hanno definito e caratterizzato il secondo, coerentemente con l’idea di intendere il paesaggio come insieme, in continua trasformazione, di natura e cultura. Fioriscono nuove tipologie di museo, collegate ad attività in essere, come i musei di impresa od i musei connessi a luoghi di formazione, come scuole o università. Il museo si apre al territorio anche fisicamente, impollinandolo: il modello di museo diffuso si estende a comprendere siti, attività produttive, costruendo una rete sinergica con i musei tradizionali. Attraverso studi condotti su musei, esistenti o possibili, nell’area della Penisola Sorrentina e Capri, testimonianze della storia artistica, naturale, produttiva e sociale, si è indagato il legame tra museo e territorio, inteso come paesaggio culturale. Questa ottica, utilizzando il progetto architettonico e museografico quale base di partenza per un’ideale connessione tra la tangibilità di architetture, siti e documenti e la intangibilità di saperi e valori ad essi connessi, esplora le potenzialità incluse nel considerare i musei quali soggetti attivi nella tutela e nella valorizzazione dei paesaggi culturali in cui sono immersi e dai quali sono generati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


