Lo scopo principale di questo progetto è quello di mettere in atto opportune strategie per la salvaguardia del bovina podolica di ceppo calabrese. Le strategie per la salvaguardia di specie o razze animali a rischio di estinzione e, quindi, per la tutela della biodiversità animale, si distinguono sostanzialmente in due tipologie: la conservazione in situ ed ex situ. Nella prima la razza resta allevata all’interno della specifica filiera zootecnica, nel quadro del suo contesto storico, culturale e paesaggistico. Ci si prefigge di individuare in termini oggettivi le caratteristiche di peculiarità del tipo genetico autoctono (TGA), del sistema di allevamento e qualificare e migliorare le produzioni tipiche. La conservazione in situ prevede, inoltre, di tesaurizzare il materiale genetico negli ecosistemi e negli habitat naturali e il mantenimento e recupero delle popolazioni vitali di specie o di razze animali nel loro ambiente naturale e, nel caso di razze animali domestiche, nell’ambiente domestico dove tali razze hanno sviluppato le proprie caratteristiche distintive. La strategia ex situ, invece, si identifica nella conservazione di materiale genetico per uso agricolo al di fuori dell’habitat naturale. Le strategie di conservazione in situ ed ex situ sono attualmente divenute fondamentali per la preservazione delle specie e delle razze a particolare rischio di estinzione, grazie all’utilizzo delle biotecnologie riproduttive avanzate. Tali strategie di conservazione prevedono la crioconservazione di materiale genetico sotto forma di gameti, embrioni ma anche di campioni di cellule somatiche e tessuti. Ne consegue che la realizzazione di banche di risorse genomiche (Genome Resource Banking) è di fondamentale importanza per la conservazione del patrimonio genetico e, quindi, per la sua perpetuazione, rappresentando uno step propedeutico all’applicazione di tecnologie riproduttive innovative, quali l’ inseminazione strumentale, la produzione embrionale in vitro, il trasferimento embrionale e il sessaggio sia del seme sia degli embrioni. Queste moderne tecniche di riproduzione assistita consentono di salvare dall’estinzione le specie a rischio, incrementando in maniera sensibile il numero di embrioni e, quindi di potenziali figli ottenibili da donatori e, nel contempo, assicurando anche la variabilità genetica, mediante la selezione dei genitori nell’ambito di fecondazioni programmate. Una problematica rilevante è, infatti, la perdita della biodiversità, causata dalla elevata incidenza di consanguineità che viene a crearsi all’interno di popolazioni animali ristrette e relegate in aree relativamente circoscritte. L’obiettivo del nostro progetto è pertanto, duplice: da un lato, si tenta di ovviare al fenomeno di erosione delle risorse genetiche animali; dall’altro, di definire un’azione finalizzata all’incremento che come illustrato nella relazione tecnica è considerata a rischio di estinzione. I bovini di razza podolica sono da considerare un vero e proprio bene 'culturale', cioè un patrimonio connaturato e connesso all'antropizzazione dell'ambiente peculiare di quella determinata 'nicchia ecologica'. La riduzione o l'assenza di variabilità genetica comporta una diminuzione (o scomparsa, nei casi estremi) della capacità omeostatica o di autogoverno del sistema biologico, con il rischio di perdere informazioni che non sono più recuperabili. La diversità biologica deve essere considerata anche ai fini della produzione di 'beni materiali' o `servizi', quali, ad esempio, i servizi di gestione e presidio ambientale di aree geografiche altrimenti destinate a essere abbandonate, con tutti gli effetti conseguenti. Pertanto, le risorse genetiche autoctone danno un contributo al 'terziario verde' di natura non commerciale. La convinzione dell’importanza delle criticità e delle considerazioni esposte, ci ha spinto alla stesura di un progetto che si propone i seguenti obiettivi: • Definizione di idonee strategie di salvaguardia della popolazione bovina Podolica di ceppo calabrese. • Valutazione morfologica di soggetti giovani allevati in aziende rappresentative • Registrazione di tutti i parametri produttivi, riproduttivi e della qualità del latte nelle femmine in lattazione nelle aziende coinvolte • Monitoraggio del livello di consanguineità all’interno della popolazione • Scelta dei riproduttori maschi/giovani tori in funzione delle produzioni e della parentela, per minimizzare la consanguineità senza compromettere le produzioni. In particolare, ci si prefigge di valutare la fertilità dei soggetti scelti sulla base dei criteri sovraesposti, mediante monitoraggio dei tassi di concepimento dopo fecondazione artificiale (FA) e fertility test • Pianificazione degli accoppiamenti e assistenza agli allevatori per la scelta del toro • Valutazione dell’effetto stagionale sulle performance produttive e riproduttive • Utilizzo di tecnologie riproduttive avanzate per incrementare il numero di capi presenti attualmente sul territorio. • Incremento del potenziale riproduttivo delle femmine mediante programmi di superovulazione ed embryo transfer (MOET). • Incremento del potenziale riproduttivo delle femmine mediante prelievo in vivo di oociti (ovum pick-up) e produzione embrionale in vitro. • Trasferimento degli embrioni prodotti in riceventi di altre razze presenti sul territorio che porteranno a termine le gravidanze. • Creazione di una banca dati genetica, mediante la crioconservazione di parte degli embrioni, gameti e gonadi • Valorizzazione dei prodotti tipici della razza specialmente per quanto attiene la carne. Il perseguimento e la realizzazione di questi obiettivi ci consentirà di ottenere i seguenti risultati: • Tesaurizzare la genetica del bovino di razza Podolica di ceppo calabrese. • Migliorare l’efficienza riproduttiva mediante utilizzo di biotecnologie. • Ridurre la consanguineità mediante fecondazioni programmate. • Ottimizzare il potenziale riproduttivo dei tori e valutare la fertilità dei riproduttori. • Incrementare il numero di embrioni e, quindi di potenziali figli ottenibili da donatori a rischio. • Utilizzare femmine riceventi di altre razze come madri surrogate per portare a termine le gravidanze. • Incrementare il numero di capi presenti in un arco di tempo relativamente contenuto. • Creare banche di materiale genetico di razza bovino Podolico di ceppo calabrese.
”Progetto comprensoriale per la salvaguardia del bovino podolico di ceppo calabrese” / Gasparrini, Bianca. - (2013). ( ”Progetto comprensoriale per la salvaguardia del bovino podolico di ceppo calabrese”2013).
”Progetto comprensoriale per la salvaguardia del bovino podolico di ceppo calabrese”
GASPARRINI, BIANCA
2013
Abstract
Lo scopo principale di questo progetto è quello di mettere in atto opportune strategie per la salvaguardia del bovina podolica di ceppo calabrese. Le strategie per la salvaguardia di specie o razze animali a rischio di estinzione e, quindi, per la tutela della biodiversità animale, si distinguono sostanzialmente in due tipologie: la conservazione in situ ed ex situ. Nella prima la razza resta allevata all’interno della specifica filiera zootecnica, nel quadro del suo contesto storico, culturale e paesaggistico. Ci si prefigge di individuare in termini oggettivi le caratteristiche di peculiarità del tipo genetico autoctono (TGA), del sistema di allevamento e qualificare e migliorare le produzioni tipiche. La conservazione in situ prevede, inoltre, di tesaurizzare il materiale genetico negli ecosistemi e negli habitat naturali e il mantenimento e recupero delle popolazioni vitali di specie o di razze animali nel loro ambiente naturale e, nel caso di razze animali domestiche, nell’ambiente domestico dove tali razze hanno sviluppato le proprie caratteristiche distintive. La strategia ex situ, invece, si identifica nella conservazione di materiale genetico per uso agricolo al di fuori dell’habitat naturale. Le strategie di conservazione in situ ed ex situ sono attualmente divenute fondamentali per la preservazione delle specie e delle razze a particolare rischio di estinzione, grazie all’utilizzo delle biotecnologie riproduttive avanzate. Tali strategie di conservazione prevedono la crioconservazione di materiale genetico sotto forma di gameti, embrioni ma anche di campioni di cellule somatiche e tessuti. Ne consegue che la realizzazione di banche di risorse genomiche (Genome Resource Banking) è di fondamentale importanza per la conservazione del patrimonio genetico e, quindi, per la sua perpetuazione, rappresentando uno step propedeutico all’applicazione di tecnologie riproduttive innovative, quali l’ inseminazione strumentale, la produzione embrionale in vitro, il trasferimento embrionale e il sessaggio sia del seme sia degli embrioni. Queste moderne tecniche di riproduzione assistita consentono di salvare dall’estinzione le specie a rischio, incrementando in maniera sensibile il numero di embrioni e, quindi di potenziali figli ottenibili da donatori e, nel contempo, assicurando anche la variabilità genetica, mediante la selezione dei genitori nell’ambito di fecondazioni programmate. Una problematica rilevante è, infatti, la perdita della biodiversità, causata dalla elevata incidenza di consanguineità che viene a crearsi all’interno di popolazioni animali ristrette e relegate in aree relativamente circoscritte. L’obiettivo del nostro progetto è pertanto, duplice: da un lato, si tenta di ovviare al fenomeno di erosione delle risorse genetiche animali; dall’altro, di definire un’azione finalizzata all’incremento che come illustrato nella relazione tecnica è considerata a rischio di estinzione. I bovini di razza podolica sono da considerare un vero e proprio bene 'culturale', cioè un patrimonio connaturato e connesso all'antropizzazione dell'ambiente peculiare di quella determinata 'nicchia ecologica'. La riduzione o l'assenza di variabilità genetica comporta una diminuzione (o scomparsa, nei casi estremi) della capacità omeostatica o di autogoverno del sistema biologico, con il rischio di perdere informazioni che non sono più recuperabili. La diversità biologica deve essere considerata anche ai fini della produzione di 'beni materiali' o `servizi', quali, ad esempio, i servizi di gestione e presidio ambientale di aree geografiche altrimenti destinate a essere abbandonate, con tutti gli effetti conseguenti. Pertanto, le risorse genetiche autoctone danno un contributo al 'terziario verde' di natura non commerciale. La convinzione dell’importanza delle criticità e delle considerazioni esposte, ci ha spinto alla stesura di un progetto che si propone i seguenti obiettivi: • Definizione di idonee strategie di salvaguardia della popolazione bovina Podolica di ceppo calabrese. • Valutazione morfologica di soggetti giovani allevati in aziende rappresentative • Registrazione di tutti i parametri produttivi, riproduttivi e della qualità del latte nelle femmine in lattazione nelle aziende coinvolte • Monitoraggio del livello di consanguineità all’interno della popolazione • Scelta dei riproduttori maschi/giovani tori in funzione delle produzioni e della parentela, per minimizzare la consanguineità senza compromettere le produzioni. In particolare, ci si prefigge di valutare la fertilità dei soggetti scelti sulla base dei criteri sovraesposti, mediante monitoraggio dei tassi di concepimento dopo fecondazione artificiale (FA) e fertility test • Pianificazione degli accoppiamenti e assistenza agli allevatori per la scelta del toro • Valutazione dell’effetto stagionale sulle performance produttive e riproduttive • Utilizzo di tecnologie riproduttive avanzate per incrementare il numero di capi presenti attualmente sul territorio. • Incremento del potenziale riproduttivo delle femmine mediante programmi di superovulazione ed embryo transfer (MOET). • Incremento del potenziale riproduttivo delle femmine mediante prelievo in vivo di oociti (ovum pick-up) e produzione embrionale in vitro. • Trasferimento degli embrioni prodotti in riceventi di altre razze presenti sul territorio che porteranno a termine le gravidanze. • Creazione di una banca dati genetica, mediante la crioconservazione di parte degli embrioni, gameti e gonadi • Valorizzazione dei prodotti tipici della razza specialmente per quanto attiene la carne. Il perseguimento e la realizzazione di questi obiettivi ci consentirà di ottenere i seguenti risultati: • Tesaurizzare la genetica del bovino di razza Podolica di ceppo calabrese. • Migliorare l’efficienza riproduttiva mediante utilizzo di biotecnologie. • Ridurre la consanguineità mediante fecondazioni programmate. • Ottimizzare il potenziale riproduttivo dei tori e valutare la fertilità dei riproduttori. • Incrementare il numero di embrioni e, quindi di potenziali figli ottenibili da donatori a rischio. • Utilizzare femmine riceventi di altre razze come madri surrogate per portare a termine le gravidanze. • Incrementare il numero di capi presenti in un arco di tempo relativamente contenuto. • Creare banche di materiale genetico di razza bovino Podolico di ceppo calabrese.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


