Giovanni Gioviano Pontano (1429-1503), Maestro indiscusso del Rinascimento italiano, compose negli anni estremi della sua vita un Canzoniere che porta il nome dei bagni termali situati nelle vicinanze di Napoli: I libri di Baia. Ambientati nella cornice di Baia, luogo noto sin dall’antichità come ritiro mondano, che ai tempi dell’umanista era ancora meta delle vacanze dell’aristocrazia napoletana e dei principi aragonesi, i versi del Pontano descrivono uno spaccato di vita mondana che coinvolge il poeta se stesso, i suoi amici, Pietro Golino e Marino Tomacelli, l’intero entourage di funzionari ed intellettuali attivi alla corte aragonese, e persino il principe ereditario, Alfonso duca di Calabria. Nell’incantevole luogo di villeggiatura, luogo di lusso e di libertà sessuale, il poeta colloca avventure di piacere e di voluttà; celebrando uno dei luoghi più belli e suggestivi di Napoli e riattualizzando il mito antico della bellezza edenica del Golfo di Napoli. Non esiste a tutt’oggi una traduzione italiana integrale di questo Canzoniere: una corposa antologia di traduzioni è datata al 1964 (con ristampa nel 1976) e si deve a Liliana Monti Sabia. In questa prospettiva appare ancor più significativa e valida l’operazione condotta da Tobias Roth che, traducendo per la prima volta in forma integrale e in lingua moderna (in tedesco) questi versi del Pontano, che ebbero una fortuna straordinaria e furono letti dalle successive generazioni di umanisti di tutta l’Europa, li rende di nuovo disponibili alla fruizione culturale. Con I Libri di Baia il Pontano volle creare, mentre la penisola italiana sprofondava nella guerra, un’Utopia: in Baia, luogo di benessere e di pace, la forza motrice dell’Eros conduce l’umanista e i suoi amici ad uno stato di completa armonia. Ma I libri di Baia sono anche un’opera sul tempo: l’io parlante delle poesie è un vecchio, che parla della giovinezza: il Pontano si rivolge agli amici, ai conoscenti ed alle personalità famose, dà consigli, scherza e li coinvolge in un gioco di avvolgente erotismo, che si cristallizza in una parola: Baia. Il ritmo coinvolgente, talora indiavolato, degli endecasillabi ed i motivi che si ripetono conducono il lettore nel mondo di Baia e in un tempo senza fine. La traduzione in Tedesco raccoglie la sfida della lingua immaginifica del Pontano e riesce a riprodurne lo scintillante e travolgente ritmo nel sogno paradossale di cogliere l’eterna giovinezza nel presente.
«Antipetrarchismo e mutuus amor negli Hendecasyllaborum Libri di Giovanni Pontano» / Germano, Giuseppe; Iacono, Antonietta; Sabbatino, Pasquale. - (2016).
«Antipetrarchismo e mutuus amor negli Hendecasyllaborum Libri di Giovanni Pontano».
GERMANO, GIUSEPPE;IACONO, ANTONIETTA;SABBATINO, PASQUALE
2016
Abstract
Giovanni Gioviano Pontano (1429-1503), Maestro indiscusso del Rinascimento italiano, compose negli anni estremi della sua vita un Canzoniere che porta il nome dei bagni termali situati nelle vicinanze di Napoli: I libri di Baia. Ambientati nella cornice di Baia, luogo noto sin dall’antichità come ritiro mondano, che ai tempi dell’umanista era ancora meta delle vacanze dell’aristocrazia napoletana e dei principi aragonesi, i versi del Pontano descrivono uno spaccato di vita mondana che coinvolge il poeta se stesso, i suoi amici, Pietro Golino e Marino Tomacelli, l’intero entourage di funzionari ed intellettuali attivi alla corte aragonese, e persino il principe ereditario, Alfonso duca di Calabria. Nell’incantevole luogo di villeggiatura, luogo di lusso e di libertà sessuale, il poeta colloca avventure di piacere e di voluttà; celebrando uno dei luoghi più belli e suggestivi di Napoli e riattualizzando il mito antico della bellezza edenica del Golfo di Napoli. Non esiste a tutt’oggi una traduzione italiana integrale di questo Canzoniere: una corposa antologia di traduzioni è datata al 1964 (con ristampa nel 1976) e si deve a Liliana Monti Sabia. In questa prospettiva appare ancor più significativa e valida l’operazione condotta da Tobias Roth che, traducendo per la prima volta in forma integrale e in lingua moderna (in tedesco) questi versi del Pontano, che ebbero una fortuna straordinaria e furono letti dalle successive generazioni di umanisti di tutta l’Europa, li rende di nuovo disponibili alla fruizione culturale. Con I Libri di Baia il Pontano volle creare, mentre la penisola italiana sprofondava nella guerra, un’Utopia: in Baia, luogo di benessere e di pace, la forza motrice dell’Eros conduce l’umanista e i suoi amici ad uno stato di completa armonia. Ma I libri di Baia sono anche un’opera sul tempo: l’io parlante delle poesie è un vecchio, che parla della giovinezza: il Pontano si rivolge agli amici, ai conoscenti ed alle personalità famose, dà consigli, scherza e li coinvolge in un gioco di avvolgente erotismo, che si cristallizza in una parola: Baia. Il ritmo coinvolgente, talora indiavolato, degli endecasillabi ed i motivi che si ripetono conducono il lettore nel mondo di Baia e in un tempo senza fine. La traduzione in Tedesco raccoglie la sfida della lingua immaginifica del Pontano e riesce a riprodurne lo scintillante e travolgente ritmo nel sogno paradossale di cogliere l’eterna giovinezza nel presente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


