Il dialogo incessante tra dottrina e giurisprudenza in materia di contratti costituisce l’oggetto dei contributi raccolti nel volume. Il divieto di citazione degli autori di scritti dottrinali contenuto nell’art. 118 disp. att. c.p.c. non preclude questo dialogo che è alla base dello sviluppo della scienza giuridica moderna e finisce con l’essere soltanto un irragionevole ostacolo ad una trasparente lettura del ragionamento posto alla base della decisione. In questa prospettiva il sindacato del giudice sul contenuto del contratto può essere compreso e a sua volta analizzato sulla base dell’applicazione di princìpi e criteri indagati dalla dottrina più attenta quali la ragionevolezza e la proporzionalità nonché valutando l’uso dell’equità, della buona fede e dell’abuso del diritto, istituti anch’essi cari alla dottrina e densi di rilevanti applicazioni giurisprudenziali. Il rapporto circolare tra dottrina e giurisprudenza emerge sia nei più recenti indirizzi giurisprudenziali in materia di nullità e di risoluzione del contratto, ma anche in ordine alla dialettica tra tipicità e atipicità sempre più improntata ad una ricerca dell’interesse che in concreto ogni contratto attua e persegue. Scopo del volume è fornire al lettore un quadro aggiornato e meditato delle soluzioni che giurisprudenza e dottrina offrono per la soluzione di questioni poste dalla prassi contrattuale in contratti di grande rilevanza economica quali, ad esempio, le vendite, gli appalti, gli swap e il carpooling. Lo snodo tra dottrina e giurisprudenza è indagato anche in ordine a profili tradizionalmente problematici di recente al centro di interessanti indirizzi giurisprudenziali quali i contratti con funzione di garanzia, i negozi compositivi della lite e i patti successori. I contributi raccolti offrono al lettore importanti riflessioni sul ruolo dell’autonomia contrattuale quale fonte di regole improntate a princìpi nazionali, europei ed internazionali elaborati da studiosi e giudici sempre più consapevoli della necessità di approntare soluzioni conformi ad una legalità che non è solo nazionale, ma europea.

L'incidenza della dottrina sulla giurisprudenza nel diritto dei contratti. Presentazione.

PERLINGIERI, CAROLINA
2016

Abstract

Il dialogo incessante tra dottrina e giurisprudenza in materia di contratti costituisce l’oggetto dei contributi raccolti nel volume. Il divieto di citazione degli autori di scritti dottrinali contenuto nell’art. 118 disp. att. c.p.c. non preclude questo dialogo che è alla base dello sviluppo della scienza giuridica moderna e finisce con l’essere soltanto un irragionevole ostacolo ad una trasparente lettura del ragionamento posto alla base della decisione. In questa prospettiva il sindacato del giudice sul contenuto del contratto può essere compreso e a sua volta analizzato sulla base dell’applicazione di princìpi e criteri indagati dalla dottrina più attenta quali la ragionevolezza e la proporzionalità nonché valutando l’uso dell’equità, della buona fede e dell’abuso del diritto, istituti anch’essi cari alla dottrina e densi di rilevanti applicazioni giurisprudenziali. Il rapporto circolare tra dottrina e giurisprudenza emerge sia nei più recenti indirizzi giurisprudenziali in materia di nullità e di risoluzione del contratto, ma anche in ordine alla dialettica tra tipicità e atipicità sempre più improntata ad una ricerca dell’interesse che in concreto ogni contratto attua e persegue. Scopo del volume è fornire al lettore un quadro aggiornato e meditato delle soluzioni che giurisprudenza e dottrina offrono per la soluzione di questioni poste dalla prassi contrattuale in contratti di grande rilevanza economica quali, ad esempio, le vendite, gli appalti, gli swap e il carpooling. Lo snodo tra dottrina e giurisprudenza è indagato anche in ordine a profili tradizionalmente problematici di recente al centro di interessanti indirizzi giurisprudenziali quali i contratti con funzione di garanzia, i negozi compositivi della lite e i patti successori. I contributi raccolti offrono al lettore importanti riflessioni sul ruolo dell’autonomia contrattuale quale fonte di regole improntate a princìpi nazionali, europei ed internazionali elaborati da studiosi e giudici sempre più consapevoli della necessità di approntare soluzioni conformi ad una legalità che non è solo nazionale, ma europea.
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