In linea con gli obiettivi del convegno AIV e della Sessione ‘Dalla valutazione al miglioramento della scuola’, la relazione intende dare un contributo al dibattito sulla costruzione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) adottando uno sguardo prossimale rispetto ai processi di embedding dei saperi e dei dispositivi che ne costituiscono l’ossatura nei contesti organizzativi e sociali delle scuole. In particolare, il contributo mira a rovesciare la prospettiva istituzionale, settoriale e discreta a partire dalla quale troppo spesso vengono condotte le riflessioni sulle singole linee di sviluppo del SNV e sui suoi dispositivi adottando il punto di vista di insegnanti e dirigenti che si trovano, nel flusso quotidiano della pratica scolastica, immersi in un complesso (ed in questa fase del tutto nuovo) assemblaggio di attori, saperi e dispositivi che prefigurano un nuovo regime di governo della scuola in cui la valutazione gioca un ruolo sempre più importante (Dean, 2010). L’analisi proposta mira dunque, innanzitutto, a ricostruire in una prospettiva cartografica la configurazione emergente di questo nuovo regime di governo, mettendo al centro della rappresentazione dirigenti ed insegnanti. In secondo luogo, nel corso della presentazione si proverà ad evidenziare alcuni dei principali effetti, attuali e potenziali, che la nuova matrice di saperi e dispositivi produce, leggendoli in termini di processi di oggettivazione e soggettivazione che vedono coinvolti insegnanti e dirigenti (Foucault, 1982). Il contributo si basa su alcune scelte teoriche ed analitiche. In primo luogo, adotta una prospettiva relazionale ed orientata ad una analisi dei processi di enactment delle politiche e dei dispositivi della valutazione in campo educativo (Ball et al., 2012), che tiene conto della complessità dei processi di interpretazione, traduzione, tradimento e resistenza implicati nell’implementazione delle riforme e dei cambiamenti istituzionali, nella scuola come in altri contesti organizzativi (Callon, 1986; Landri, 2016; Grimaldi e Barzanò, 2014). Mettendo al centro il punto di vista dell’insegnante/dirigente che si trova a dover fronteggiare contemporaneamente diverse istanze di accountability e di valutazione/auto-valutazione, il contributo proverà ad evidenziare gli effetti prodotti dalla co-esistenza e dall’assemblaggio tra i diversi dispositivi e le diverse forme di razionalità dispiegate, guardando in particolare all’interazione tra: - le nuove modalità di produzione della conoscenza sui/dei professionisti dell’educazione implicati dai nuovi dispositivi valutativi dispiegati (oggettivazione); - le pratiche di divisione e classificazione che tali dispositivi mettono in campo (oggettivazione); - le implicazioni che il nuovo regime di governo/regolazione basato sulla valutazione ha rispetto alla autoregolazione della condotta da parte del dirigente/insegnante (soggettivazione). In questo senso, le domande che la relazione proverà, in una forma ovviamente solo embrionale, ad affrontare riguardano quale sia il tipo di attore che le nuove politiche valutative sembrano presupporre (attore razionale e strategico orientato allo scopo?), che tipo di disposizione etica venga promossa tra insegnanti e dirigenti rispetto al loro rapporto con la valutazione e l’orientamento al miglioramento (riflessiva, strumentale, rituale?), che tipo di soggetti si stia chiedendo di essere loro (performers? Competitivi?). Anche a partire dal richiamo ad un consolidato corpus di conoscenza prodotto da più di due decenni dalla ricerca educativa in contesti che prima dell’Italia hanno percorso le strade intraprese dal nostro paese in materia di valutazione della scuola, il contributo prova ad evidenziare alcuni rischi connessi all’implementazione del nuovo regime valutativo, richiamando i concetti di performativity, fabrication e abjection (Ball, 2003; Youdell, 2011).

Uno sguardo sociologico sul miglioramento nella scuola. Saperi, dispositivi ed etica

GRIMALDI, EMILIANO
2016

Abstract

In linea con gli obiettivi del convegno AIV e della Sessione ‘Dalla valutazione al miglioramento della scuola’, la relazione intende dare un contributo al dibattito sulla costruzione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) adottando uno sguardo prossimale rispetto ai processi di embedding dei saperi e dei dispositivi che ne costituiscono l’ossatura nei contesti organizzativi e sociali delle scuole. In particolare, il contributo mira a rovesciare la prospettiva istituzionale, settoriale e discreta a partire dalla quale troppo spesso vengono condotte le riflessioni sulle singole linee di sviluppo del SNV e sui suoi dispositivi adottando il punto di vista di insegnanti e dirigenti che si trovano, nel flusso quotidiano della pratica scolastica, immersi in un complesso (ed in questa fase del tutto nuovo) assemblaggio di attori, saperi e dispositivi che prefigurano un nuovo regime di governo della scuola in cui la valutazione gioca un ruolo sempre più importante (Dean, 2010). L’analisi proposta mira dunque, innanzitutto, a ricostruire in una prospettiva cartografica la configurazione emergente di questo nuovo regime di governo, mettendo al centro della rappresentazione dirigenti ed insegnanti. In secondo luogo, nel corso della presentazione si proverà ad evidenziare alcuni dei principali effetti, attuali e potenziali, che la nuova matrice di saperi e dispositivi produce, leggendoli in termini di processi di oggettivazione e soggettivazione che vedono coinvolti insegnanti e dirigenti (Foucault, 1982). Il contributo si basa su alcune scelte teoriche ed analitiche. In primo luogo, adotta una prospettiva relazionale ed orientata ad una analisi dei processi di enactment delle politiche e dei dispositivi della valutazione in campo educativo (Ball et al., 2012), che tiene conto della complessità dei processi di interpretazione, traduzione, tradimento e resistenza implicati nell’implementazione delle riforme e dei cambiamenti istituzionali, nella scuola come in altri contesti organizzativi (Callon, 1986; Landri, 2016; Grimaldi e Barzanò, 2014). Mettendo al centro il punto di vista dell’insegnante/dirigente che si trova a dover fronteggiare contemporaneamente diverse istanze di accountability e di valutazione/auto-valutazione, il contributo proverà ad evidenziare gli effetti prodotti dalla co-esistenza e dall’assemblaggio tra i diversi dispositivi e le diverse forme di razionalità dispiegate, guardando in particolare all’interazione tra: - le nuove modalità di produzione della conoscenza sui/dei professionisti dell’educazione implicati dai nuovi dispositivi valutativi dispiegati (oggettivazione); - le pratiche di divisione e classificazione che tali dispositivi mettono in campo (oggettivazione); - le implicazioni che il nuovo regime di governo/regolazione basato sulla valutazione ha rispetto alla autoregolazione della condotta da parte del dirigente/insegnante (soggettivazione). In questo senso, le domande che la relazione proverà, in una forma ovviamente solo embrionale, ad affrontare riguardano quale sia il tipo di attore che le nuove politiche valutative sembrano presupporre (attore razionale e strategico orientato allo scopo?), che tipo di disposizione etica venga promossa tra insegnanti e dirigenti rispetto al loro rapporto con la valutazione e l’orientamento al miglioramento (riflessiva, strumentale, rituale?), che tipo di soggetti si stia chiedendo di essere loro (performers? Competitivi?). Anche a partire dal richiamo ad un consolidato corpus di conoscenza prodotto da più di due decenni dalla ricerca educativa in contesti che prima dell’Italia hanno percorso le strade intraprese dal nostro paese in materia di valutazione della scuola, il contributo prova ad evidenziare alcuni rischi connessi all’implementazione del nuovo regime valutativo, richiamando i concetti di performativity, fabrication e abjection (Ball, 2003; Youdell, 2011).
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