L'architettura degli interni ricerca e studia il significato dell'architettura, cioè i valori dello spazio abitato, i rapporti che si instaurano tra gli utenti e l'ambiente costruito; quindi non il tipo inteso come impronta, ma ciò che ha impresso, costruito e determinato quella forma, tutto quello che ha plasmato dall'interno la materia affinché costruisse tali margini e strutture percepibili e fruibili. Per le discipline degli interni il tipo, inteso come modello fisico della struttura architettonica che definisce lo spazio, ha relativa importanza, se non come espressione formale dei “modelli di vita” che sono il vero oggetto di interesse, e delle ragioni dell'abitare che li hanno determinati. E' quindi ad un diverso sistema logico entro cui ordinare i luoghi di vita che, chi progetta l'architettura vista dall'interno fa riferimento, un sistema che parte dall'uomo, dalla società che in cui vive, dalle sue abitudini e dalle usanze del suo tempo e del luogo in cui è. Modello, per quanto immateriale, che è “progettabile”, in quanto determinato dalle scelte oggettuali e materiche che lo renderanno possibile. Tipo architettonico e modello di vita, nel tempo, non sono sempre andati di pari passo: i modi di abitare spesso si sono dovuti adattare a forme di spazio, ad impianti compositivi obsoleti, tuttavia resistenti e persistenti, così come innovazioni linguistiche e distributive sono state proposte troppo in anticipo sui tempi che hanno accettato con riluttanza le innovazioni suggerite dai migliori architetti. Il “modello” del prossimo futuro dovrà essere capace di dare vita a spazi reali, fisici e tangibili, in cui riuscire a ricostruire il dinamismo, la flessibilità e la creatività insita nei “luoghi virtuali” che già invadono e condizionano i nuovi sistemi di relazioni sociali e di comunicazione. Tali luoghi virtuali, privi di sostanza materiale, nati inizialmente sulle consuetudini e sulla comprensione del mondo, plasmati dall'esperienza e dalla conoscenza sensoriale, si sono poi evoluti e consolidati in una dimensione mentale più che fisica, di rapporti aperti e liberi più che di gerarchie sociali. E' evidente che la società odierna richiede spazi in cui vivere, con soddisfazione, qualsiasi condizione, sia di anonimato volontario, sia di partecipazione attiva, scegliendo se interagire e quando, per esprimersi o per comunicare con altri.

Tipi significanti, modelli del significato. Significant types and models of the meaning.

GIARDIELLO, PAOLO
2015

Abstract

L'architettura degli interni ricerca e studia il significato dell'architettura, cioè i valori dello spazio abitato, i rapporti che si instaurano tra gli utenti e l'ambiente costruito; quindi non il tipo inteso come impronta, ma ciò che ha impresso, costruito e determinato quella forma, tutto quello che ha plasmato dall'interno la materia affinché costruisse tali margini e strutture percepibili e fruibili. Per le discipline degli interni il tipo, inteso come modello fisico della struttura architettonica che definisce lo spazio, ha relativa importanza, se non come espressione formale dei “modelli di vita” che sono il vero oggetto di interesse, e delle ragioni dell'abitare che li hanno determinati. E' quindi ad un diverso sistema logico entro cui ordinare i luoghi di vita che, chi progetta l'architettura vista dall'interno fa riferimento, un sistema che parte dall'uomo, dalla società che in cui vive, dalle sue abitudini e dalle usanze del suo tempo e del luogo in cui è. Modello, per quanto immateriale, che è “progettabile”, in quanto determinato dalle scelte oggettuali e materiche che lo renderanno possibile. Tipo architettonico e modello di vita, nel tempo, non sono sempre andati di pari passo: i modi di abitare spesso si sono dovuti adattare a forme di spazio, ad impianti compositivi obsoleti, tuttavia resistenti e persistenti, così come innovazioni linguistiche e distributive sono state proposte troppo in anticipo sui tempi che hanno accettato con riluttanza le innovazioni suggerite dai migliori architetti. Il “modello” del prossimo futuro dovrà essere capace di dare vita a spazi reali, fisici e tangibili, in cui riuscire a ricostruire il dinamismo, la flessibilità e la creatività insita nei “luoghi virtuali” che già invadono e condizionano i nuovi sistemi di relazioni sociali e di comunicazione. Tali luoghi virtuali, privi di sostanza materiale, nati inizialmente sulle consuetudini e sulla comprensione del mondo, plasmati dall'esperienza e dalla conoscenza sensoriale, si sono poi evoluti e consolidati in una dimensione mentale più che fisica, di rapporti aperti e liberi più che di gerarchie sociali. E' evidente che la società odierna richiede spazi in cui vivere, con soddisfazione, qualsiasi condizione, sia di anonimato volontario, sia di partecipazione attiva, scegliendo se interagire e quando, per esprimersi o per comunicare con altri.
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