In quarant’anni circa la Campania Felix, che si estende a nord di Napoli per circa 30.000 ettari, da orto fertile d’Europa è diventata una “landa piena di veleni”, la ormai nota “Terra dei Fuochi” per la diffusa presenza di roghi tossici. Dagli anni novanta in poi nella Pianura Campana la qualità dell’urbanizzato è cambiata con l’accentuarsi dello sprawl urbano e dell'inquinamento ambientale. Gli effetti negativi di questo modello di crescita sono rappresentati dalla frammentazione del territorio rurale e dal consumo irreversibile di suoli fertili. Parallelamente al consumo di suolo, la Campania paradossalmente risalta in ambito nazionale anche per la valorizzazione delle aree rurali: le aree pianeggianti occupano ancora oggi un ruolo fondamentale proprio in termini di produttività delle aziende agricole e della filiera dell’agroalimentare basata su un ampia varietà di prodotti, molti dei quali sono oggetto di tutela con marchio comunitario o nazionale (DOP, IGP, DOC, IGT). La descrizione dell’evoluzione del territorio napoletano e l’emergenza delle questioni ambientali e paesaggistiche diventano campo di proposta di adozione nel contesto italiano delle best practices europee, riferite alle infrastrutture verdi a supporto dei servizi ecosistemici in un'ottica di sviluppo della green economy. La ricerca presentata è l'esito di studi e riflessioni, che provano a ragionare sulle possibili politiche ed azioni di riqualificazione e valorizzazione delle risorse agro-alimentari, culturali e paesaggistiche della piana campana, a valle e durante le azioni di bonifica dei suoli contaminati.

Ambiente e agricoltura nella Campania Felix

ACIERNO, ANTONIO
2015

Abstract

In quarant’anni circa la Campania Felix, che si estende a nord di Napoli per circa 30.000 ettari, da orto fertile d’Europa è diventata una “landa piena di veleni”, la ormai nota “Terra dei Fuochi” per la diffusa presenza di roghi tossici. Dagli anni novanta in poi nella Pianura Campana la qualità dell’urbanizzato è cambiata con l’accentuarsi dello sprawl urbano e dell'inquinamento ambientale. Gli effetti negativi di questo modello di crescita sono rappresentati dalla frammentazione del territorio rurale e dal consumo irreversibile di suoli fertili. Parallelamente al consumo di suolo, la Campania paradossalmente risalta in ambito nazionale anche per la valorizzazione delle aree rurali: le aree pianeggianti occupano ancora oggi un ruolo fondamentale proprio in termini di produttività delle aziende agricole e della filiera dell’agroalimentare basata su un ampia varietà di prodotti, molti dei quali sono oggetto di tutela con marchio comunitario o nazionale (DOP, IGP, DOC, IGT). La descrizione dell’evoluzione del territorio napoletano e l’emergenza delle questioni ambientali e paesaggistiche diventano campo di proposta di adozione nel contesto italiano delle best practices europee, riferite alle infrastrutture verdi a supporto dei servizi ecosistemici in un'ottica di sviluppo della green economy. La ricerca presentata è l'esito di studi e riflessioni, che provano a ragionare sulle possibili politiche ed azioni di riqualificazione e valorizzazione delle risorse agro-alimentari, culturali e paesaggistiche della piana campana, a valle e durante le azioni di bonifica dei suoli contaminati.
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