Il lavoro si propone di ricostruire il significato del binomio concettuale sapienza-prudenza all’interno della filosofia politica di Christian Wolff, nel tentativo di dare risalto alla centralità che sapientia e prudentia occupano nella dinamica dell’azione morale wolffiana. L’analisi si focalizza, in particolare, sulla tela intessuta dal giusnaturalista slesiano nel primo tomo della Philosophia moralis sive Ethica, che tratta della intellectus perfectio. Wolff, infatti, áncora la possibilità di emendazione morale, l’emendatio voluntatis, nella perfectio dell’intelletto, ossia nel processo di costruzione del sé che, avendo come fine ultimo la perfezione del soggetto morale, mira all’acquisizione della virtù. In tale cornice teorica, sapienza e prudenza, quali virtù intellettuali materiali, risultano fondamentali per acquisire la vera virtus, vale a dire l’abito dell’ordinare le azioni libere dell’uomo conformemente alla legge naturale. Tale habitus rappresenta il mezzo per il conseguimento della felicitas, definita da Wolff finis Ethicae, perché, consentendo al soggetto razionale di divenire sibimetipsi lex, lo avvia alla propria edificazione e lo rende artifex della propria felicità.

«Homo ratione valens et utens sibimetipsi lex est». Sapientia e prudentia quali media felicitatis nel pensiero politico di Christian Wolff

DIONI, Gianluca
2015

Abstract

Il lavoro si propone di ricostruire il significato del binomio concettuale sapienza-prudenza all’interno della filosofia politica di Christian Wolff, nel tentativo di dare risalto alla centralità che sapientia e prudentia occupano nella dinamica dell’azione morale wolffiana. L’analisi si focalizza, in particolare, sulla tela intessuta dal giusnaturalista slesiano nel primo tomo della Philosophia moralis sive Ethica, che tratta della intellectus perfectio. Wolff, infatti, áncora la possibilità di emendazione morale, l’emendatio voluntatis, nella perfectio dell’intelletto, ossia nel processo di costruzione del sé che, avendo come fine ultimo la perfezione del soggetto morale, mira all’acquisizione della virtù. In tale cornice teorica, sapienza e prudenza, quali virtù intellettuali materiali, risultano fondamentali per acquisire la vera virtus, vale a dire l’abito dell’ordinare le azioni libere dell’uomo conformemente alla legge naturale. Tale habitus rappresenta il mezzo per il conseguimento della felicitas, definita da Wolff finis Ethicae, perché, consentendo al soggetto razionale di divenire sibimetipsi lex, lo avvia alla propria edificazione e lo rende artifex della propria felicità.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/630031
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