Gli Elegiarum Aurimpiae Libri dell’umanista Elisio Calenzio (Fratte-Ausonia 1430 – Fratte-Ausonia 1502), accademico napoletano ed amico di G. Pontano, nonché istitutore e segretario di Federico d’Aragona, futuro re di Napoli, rappresentano una delle più interessanti raccolte elegiache del ‘400 italiano. Sulla base del confronto dei due testimoni della raccolta, cioè della postuma editio princeps romana del 1503, curata dal Monsignore Angelo Colocci, col ms. Vat. Lat. 2833, vergato da Lucio Calenzio, figlio dell’umanista, e rivisto dal curatore dell’edizione a stampa, si mette in luce una serie di problemi ecdotici, soprattutto di natura strutturale, che si presenteranno al suo futuro editore critico nel tentativo di ricostruirne il testo autentico. Alcuni di tali problemi, come, per esempio, quello legato all’effettivo numero dei libri di cui doveva esser costituita la raccolta, non potranno trovare una vera e propria soluzione, perché con ogni probabilità l’umanista morì prima di portare a compimento una definitiva revisione dell’opera.

Il canzoniere 'Ad Aurimpiam' di Elisio Calenzio. Problematiche strutturali ed ecdotiche

GERMANO, GIUSEPPE
2015

Abstract

Gli Elegiarum Aurimpiae Libri dell’umanista Elisio Calenzio (Fratte-Ausonia 1430 – Fratte-Ausonia 1502), accademico napoletano ed amico di G. Pontano, nonché istitutore e segretario di Federico d’Aragona, futuro re di Napoli, rappresentano una delle più interessanti raccolte elegiache del ‘400 italiano. Sulla base del confronto dei due testimoni della raccolta, cioè della postuma editio princeps romana del 1503, curata dal Monsignore Angelo Colocci, col ms. Vat. Lat. 2833, vergato da Lucio Calenzio, figlio dell’umanista, e rivisto dal curatore dell’edizione a stampa, si mette in luce una serie di problemi ecdotici, soprattutto di natura strutturale, che si presenteranno al suo futuro editore critico nel tentativo di ricostruirne il testo autentico. Alcuni di tali problemi, come, per esempio, quello legato all’effettivo numero dei libri di cui doveva esser costituita la raccolta, non potranno trovare una vera e propria soluzione, perché con ogni probabilità l’umanista morì prima di portare a compimento una definitiva revisione dell’opera.
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