L'obiettivo principale del progetto consiste nell'ultilizzare il cross-linking del collagene corneale per un uovo approccio alle patologie che provocano una ridotta resitenza biomeccanica della cornea.Una varietà di condizioni primarie, quali cheratocono e degenerazione marginale pellucida, o secondarie, quali ectasia iatrogena e post-infettiva, infatti, determinano disturbi ectastici che portano ad una ridotta resistenza biomeccanica della cornea. Il cross-linking del collagene corneale rappresenta un approccio innovativo a tali patologie in grado di evitare, in molti casi, il ricorrere a procedure di trapianto corneale (cheratoplastica perforante o lamellare). La tecnica standard viene eseguita in sala operatoria e consiste nella rimozione dell'epitelio corneale, al fine di favorire la penetrazione della sostanza fotosensibile, seguita dall'irraggiamento mediante ultravioletti a specifiche lunghezze d'onda. Il trattamento proposto dal presente progetto di ricerca prevede, al contrario, la permeazione della sostanza fotosensibile attraverso l'epitelio corneale, evitando l'intervento chirugico e le complicazioni ad esso potenzialmente associate (infezioni, cheratiti, edema, cicatrici), in grado di comportare un ulteriore abbassamento del visus ed una scarsa compliance da parte del paziente.Tale obiettivo sarà perseguito attraverso la formulazione di medical devices atti a favorire una maggiore permeazione della sostanza fotosensibile in presenza di epitelio corneale intatto attraverso l'uso di enhancer di penetrazione e/o sistemi di rilascio micro e nanoparticellari. Allo stesso tempo, data la potenziale tossicità corneale dell'irraggiamento UV-A, il progetto prevede la creazione di un protocollo di cross-linking corneale personalizzata, identificando i parametri fondamentali nella riduzione della fototossicità (intesità della radiazione, spessore della cornea, tempo di irraggiamento) e creando una nuova apparecchiatura che, sulla base dell'incidenza dei suddetti parametri sia in grado di variare potenza, intensità e durata per garantire una maggiore sicurezza ed efficacia di trattamento al paziente.

Cross-linking del collagene corneale e biomeccanica delle cornee

SACCHI, ANTONIA;
2012

Abstract

L'obiettivo principale del progetto consiste nell'ultilizzare il cross-linking del collagene corneale per un uovo approccio alle patologie che provocano una ridotta resitenza biomeccanica della cornea.Una varietà di condizioni primarie, quali cheratocono e degenerazione marginale pellucida, o secondarie, quali ectasia iatrogena e post-infettiva, infatti, determinano disturbi ectastici che portano ad una ridotta resistenza biomeccanica della cornea. Il cross-linking del collagene corneale rappresenta un approccio innovativo a tali patologie in grado di evitare, in molti casi, il ricorrere a procedure di trapianto corneale (cheratoplastica perforante o lamellare). La tecnica standard viene eseguita in sala operatoria e consiste nella rimozione dell'epitelio corneale, al fine di favorire la penetrazione della sostanza fotosensibile, seguita dall'irraggiamento mediante ultravioletti a specifiche lunghezze d'onda. Il trattamento proposto dal presente progetto di ricerca prevede, al contrario, la permeazione della sostanza fotosensibile attraverso l'epitelio corneale, evitando l'intervento chirugico e le complicazioni ad esso potenzialmente associate (infezioni, cheratiti, edema, cicatrici), in grado di comportare un ulteriore abbassamento del visus ed una scarsa compliance da parte del paziente.Tale obiettivo sarà perseguito attraverso la formulazione di medical devices atti a favorire una maggiore permeazione della sostanza fotosensibile in presenza di epitelio corneale intatto attraverso l'uso di enhancer di penetrazione e/o sistemi di rilascio micro e nanoparticellari. Allo stesso tempo, data la potenziale tossicità corneale dell'irraggiamento UV-A, il progetto prevede la creazione di un protocollo di cross-linking corneale personalizzata, identificando i parametri fondamentali nella riduzione della fototossicità (intesità della radiazione, spessore della cornea, tempo di irraggiamento) e creando una nuova apparecchiatura che, sulla base dell'incidenza dei suddetti parametri sia in grado di variare potenza, intensità e durata per garantire una maggiore sicurezza ed efficacia di trattamento al paziente.
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