È riduttivo e per alcuni aspetti anche fuorviante incentrare sul cosiddetto «gioco dell’imitazione», noto anche come Test di Turing (TT), l’analisi dei contributi di Alan Turing alla nascita e allo sviluppo iniziale dell’Intelligenza Artificiale (IA). Anzitutto, la funzione intesa del TT sembra essere stata fin dall’inizio puramente divulgativa: Turing aveva l’obiettivo di raggiungere un ampio pubblico di persone colte, alle quali trasmettere e illustrare la possibilità tecnologica di sviluppare macchine capaci di elaborare strutture simboliche e di manifestare comportamenti intelligenti. Inoltre, le regole proposte per la conduzione e il superamento del TT risultano essere molto vaghe, senza peraltro soddisfare i requisiti di intersoggettività per la valutazione dei risultati di un test empirico. È infine rilevante il dato di fatto che il TT non sia stato usato come benchmark o test empirico per i sistemi concretamente sviluppati dall’IA. L’obiettivo di superare il TT – qualunque cosa si intenda con ciò – è stato perseguito prevalentemente in manifestazioni socio-culturali, come il Loebner Prize. Ciononostante, è piuttosto diffusa la strategia di incentrare proprio intorno al TT il discorso sul rapporto tra Turing e l’IA. In questo lavoro seguiremo una diversa strategia per analizzare le relazioni tra Turing e l’IA, soprattutto in considerazione della sostanziale estraneità del TT allo svolgimento effettivo delle ricerche condotte nell’ambito dell’IA. Ecco in breve che cosa ci proponiamo di fare: partendo da una ricostruzione schematica dell’IA vista come un programma di ricerca, metteremo in evidenza i contributi di carattere modellistico, epistemologico, metodologico e anche tecnologico che Turing ha dato al suo sviluppo.

Alan Turing e il programma di ricerca dell'Intelligenza Artificiale

TAMBURRINI, GUGLIELMO
2015

Abstract

È riduttivo e per alcuni aspetti anche fuorviante incentrare sul cosiddetto «gioco dell’imitazione», noto anche come Test di Turing (TT), l’analisi dei contributi di Alan Turing alla nascita e allo sviluppo iniziale dell’Intelligenza Artificiale (IA). Anzitutto, la funzione intesa del TT sembra essere stata fin dall’inizio puramente divulgativa: Turing aveva l’obiettivo di raggiungere un ampio pubblico di persone colte, alle quali trasmettere e illustrare la possibilità tecnologica di sviluppare macchine capaci di elaborare strutture simboliche e di manifestare comportamenti intelligenti. Inoltre, le regole proposte per la conduzione e il superamento del TT risultano essere molto vaghe, senza peraltro soddisfare i requisiti di intersoggettività per la valutazione dei risultati di un test empirico. È infine rilevante il dato di fatto che il TT non sia stato usato come benchmark o test empirico per i sistemi concretamente sviluppati dall’IA. L’obiettivo di superare il TT – qualunque cosa si intenda con ciò – è stato perseguito prevalentemente in manifestazioni socio-culturali, come il Loebner Prize. Ciononostante, è piuttosto diffusa la strategia di incentrare proprio intorno al TT il discorso sul rapporto tra Turing e l’IA. In questo lavoro seguiremo una diversa strategia per analizzare le relazioni tra Turing e l’IA, soprattutto in considerazione della sostanziale estraneità del TT allo svolgimento effettivo delle ricerche condotte nell’ambito dell’IA. Ecco in breve che cosa ci proponiamo di fare: partendo da una ricostruzione schematica dell’IA vista come un programma di ricerca, metteremo in evidenza i contributi di carattere modellistico, epistemologico, metodologico e anche tecnologico che Turing ha dato al suo sviluppo.
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