La riflessione si incentra da un lato sulla definizione teorica che sta alla base della strategia dei centri direzionali in Italia a partire dalla disanima dei temi del concorso per il centro direzionale di Torino che inaugurò quella stagione e dall’altro sull’analisi dei presupposti e degli esiti del Centro Direzionale di Napoli e delle recenti previsioni di ampliamento. In tal senso le proposte “realistiche” elaborate nel laboratorio di progettazione diretto da Giovanni Multari riescono a rideterminare quell’irrisolto ambito urbano attraverso una chiara impostazione metodologica e compositiva una nuova centralità in grado di dare un nuovo senso e una misura all’eccessiva dilatazione degli spazi pubblici. Il contributo si chiude con la critica alle grandi operazioni immobiliari degli ultimi anni preponendo, di converso, una nuova possibile idea di “città aperta” basata su un rinnovato rapporto col territorio in una dimensione metropolitana in grado di proporre nuovi luoghi centrali e polarità definite da cospicue entità compiute e multiscalari quali argini alla dispersione e insensatezza della “generic city” che annuncia tragicamente lo junkspace della condizione contemporanea. This text begins with a reflection on the theoretical definition that was the base of the strategy for the business centres construction in Italy in the second half of the last century starting form a close examination of the competition’s themes for the business centre in Turin, that opened that season. On the other hand, the text analyses assumptions and outcomes of the Business Centre of Naples and the recent previsions for its development and enlargement. In this sense, the “realistic” proposals elaborated by the design lab directed by Giovanni Multari, are able to re-determine these unsolved urban areas through a clear methodological and design approach that produces a new centrality able to give new meaning and a measure to the excessive dilatation of the public spaces. The text conclusion is a criticism of the large real estate transactions in recent years suggesting, on the contrary, a new desirable idea of "open city" based on a renewed relationship with the territory in the metropolitan dimension able to propose new central places and polarity defined by conspicuous and definite multi-scalar entities as embankments to the dispersion and senselessness of the "generic city" that tragically announces the Junkspace of the contemporary condition.

Centri direzionali o luoghi centrali?

CAPOZZI, RENATO
2015

Abstract

La riflessione si incentra da un lato sulla definizione teorica che sta alla base della strategia dei centri direzionali in Italia a partire dalla disanima dei temi del concorso per il centro direzionale di Torino che inaugurò quella stagione e dall’altro sull’analisi dei presupposti e degli esiti del Centro Direzionale di Napoli e delle recenti previsioni di ampliamento. In tal senso le proposte “realistiche” elaborate nel laboratorio di progettazione diretto da Giovanni Multari riescono a rideterminare quell’irrisolto ambito urbano attraverso una chiara impostazione metodologica e compositiva una nuova centralità in grado di dare un nuovo senso e una misura all’eccessiva dilatazione degli spazi pubblici. Il contributo si chiude con la critica alle grandi operazioni immobiliari degli ultimi anni preponendo, di converso, una nuova possibile idea di “città aperta” basata su un rinnovato rapporto col territorio in una dimensione metropolitana in grado di proporre nuovi luoghi centrali e polarità definite da cospicue entità compiute e multiscalari quali argini alla dispersione e insensatezza della “generic city” che annuncia tragicamente lo junkspace della condizione contemporanea. This text begins with a reflection on the theoretical definition that was the base of the strategy for the business centres construction in Italy in the second half of the last century starting form a close examination of the competition’s themes for the business centre in Turin, that opened that season. On the other hand, the text analyses assumptions and outcomes of the Business Centre of Naples and the recent previsions for its development and enlargement. In this sense, the “realistic” proposals elaborated by the design lab directed by Giovanni Multari, are able to re-determine these unsolved urban areas through a clear methodological and design approach that produces a new centrality able to give new meaning and a measure to the excessive dilatation of the public spaces. The text conclusion is a criticism of the large real estate transactions in recent years suggesting, on the contrary, a new desirable idea of "open city" based on a renewed relationship with the territory in the metropolitan dimension able to propose new central places and polarity defined by conspicuous and definite multi-scalar entities as embankments to the dispersion and senselessness of the "generic city" that tragically announces the Junkspace of the contemporary condition.
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