In un ambiente segnato, nel corso del Seicento, dal susseguirsi di eventi sismici e laceranti epidemie, l'intervento di trasformazione dell'architettura chiesastica assume un ruolo-chiave nella riconfigurazione "alla moderna" della capitale del Viceregno borbonico. Approcci fortemente contrastanti convivono in progettisti e operatori come nella guidistica e letteratura artistica locale così da configurare un fenomeno complesso di modifica dell'esistente; un fenomeno che, superando la deterministica contrapposizione conservazione/innovazione alla luce di molteplici scelte architettoniche, si arricchisce proprio nella variabilità degli esiti. In conseguenza di ciò, una necessaria "contestualizzazione" di quanto effettuato in campo architettonico rispetto a componenti "altre" dall'architettura − di tipo scientifico, sociale, religioso − appare utile per una migliore comprensione dei risultati conseguiti. L'intreccio tra cogenti esigenze tecniche, nuovi fattori liturgici e aspirazioni formali di tipo collettivo si riflette, difatti, in un processo di ri-appropriazione dell'esistente e di un suo ininterrotto riuso nel contesto barocco partenopeo, pur se aggiornato nel linguaggio architettonico, nelle tecniche costruttive e nelle modalità di impiego di materiali della tradizione locale. Sulla scorta di tali considerazioni, il contributo si pone l'obiettivo di interpretare l'intenso cantiere di restauro delle fabbriche religiose a Napoli e in contesti limitrofi durante il secolo diciassettesimo nei nessi con la precettistica tridentina, nei rapporti con l'evoluzione delle scienze e del collezionismo nonché, non ultimo, rispetto alle acquisizioni tecniche maturate in ambito locale. I cantieri analizzati, articolati diacronicamente, sono letti in relazione a fattori connessi ai significati attribuiti soprattutto ai concetti di "memoria", di "autenticità" e di "materia" nonché in rapporto ai diversi "tempi" del passato − "antico", "vecchio", "venerando", ecc. −, tali da riflettersi in una gradualità di possibili modi di intervenire sul già dato al fine della sua trasmissione al futuro.
Architecture and Memory of Ancient Times: Renewal, Re-Use, Restoration in Seventeenth Century Neapolitan Churches / Russo, Valentina. - (2015), pp. 69-97.
Architecture and Memory of Ancient Times: Renewal, Re-Use, Restoration in Seventeenth Century Neapolitan Churches
RUSSO, VALENTINA
2015
Abstract
In un ambiente segnato, nel corso del Seicento, dal susseguirsi di eventi sismici e laceranti epidemie, l'intervento di trasformazione dell'architettura chiesastica assume un ruolo-chiave nella riconfigurazione "alla moderna" della capitale del Viceregno borbonico. Approcci fortemente contrastanti convivono in progettisti e operatori come nella guidistica e letteratura artistica locale così da configurare un fenomeno complesso di modifica dell'esistente; un fenomeno che, superando la deterministica contrapposizione conservazione/innovazione alla luce di molteplici scelte architettoniche, si arricchisce proprio nella variabilità degli esiti. In conseguenza di ciò, una necessaria "contestualizzazione" di quanto effettuato in campo architettonico rispetto a componenti "altre" dall'architettura − di tipo scientifico, sociale, religioso − appare utile per una migliore comprensione dei risultati conseguiti. L'intreccio tra cogenti esigenze tecniche, nuovi fattori liturgici e aspirazioni formali di tipo collettivo si riflette, difatti, in un processo di ri-appropriazione dell'esistente e di un suo ininterrotto riuso nel contesto barocco partenopeo, pur se aggiornato nel linguaggio architettonico, nelle tecniche costruttive e nelle modalità di impiego di materiali della tradizione locale. Sulla scorta di tali considerazioni, il contributo si pone l'obiettivo di interpretare l'intenso cantiere di restauro delle fabbriche religiose a Napoli e in contesti limitrofi durante il secolo diciassettesimo nei nessi con la precettistica tridentina, nei rapporti con l'evoluzione delle scienze e del collezionismo nonché, non ultimo, rispetto alle acquisizioni tecniche maturate in ambito locale. I cantieri analizzati, articolati diacronicamente, sono letti in relazione a fattori connessi ai significati attribuiti soprattutto ai concetti di "memoria", di "autenticità" e di "materia" nonché in rapporto ai diversi "tempi" del passato − "antico", "vecchio", "venerando", ecc. −, tali da riflettersi in una gradualità di possibili modi di intervenire sul già dato al fine della sua trasmissione al futuro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


