Le dieci tesi da sperimentare: 1. Definire tutte quelle parti della Regione Campania a forti vocazioni ambientali, produttive agricole e zootecniche, turistico-ricettive, dalle importanti stratificazioni storiche e dalle spiccate identità locali. Promuovere il decentramento delle funzioni urbane a scala provinciale e regionale e tendere alla programmazione di investimenti omogeneamente distribuiti sull’intero territorio regionale e non esclusivamente su Napoli e la sua area metropolitana. 2. Promuovere Comprensori e Unioni di Comuni su temi specifici di sviluppo e di cura del territorio e delle comunità insediate con la definizione delle popolazioni sostenibili per ciascun ambito in rapporto all’opportunità occupazionale calcolata in base alla Land Evaluation, cioè alla migliore destinazione produttiva dei suoli e del territorio. 3. Recuperare l’armatura urbana storica regionale attraverso un sistema a Costellazione di città medie per il rilancio equilibrato dell’intero territorio campano. 4. Potenziare la mobilità del trasporto pubblico delle linee su ferro, su gomma e via mare integrandole alle direttrici internazionali anche mediante la realizzazione degli scambiatori intermodali del traffico e con le reti infrastrutturali aeree e telematiche. Mobilità, infrastrutture telematiche e reti energetiche devono costituire un quadro unitario di base di partenza per lo sviluppo futuro del territorio regionale. 5. Attuare sistematicamente politiche urbane fondate sul recupero prudente delle preesistenze senza attivare progetti faraonici che ingoiano ingenti risorse senza mai tradursi in reali opere di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Il recupero prudente ha lo scopo di cambiare l’approccio mentale dell’idea di sviluppo verso il tema rigoroso della cura del territorio, delle sue risorse e dei suoi abitanti. 6. Valorizzare la capacità produttiva del territorio attraverso la sapienza storica delle popolazioni di arti e mestieri che oggi possono essere tradotti in capacità imprenditoriali innovative e a tecnologia avanzata. L’innovazione tecnologica attuale e in via di sperimentazione deve costituire l’opportunità per le nuove generazioni di trarre dai propri territori nuove occasioni di lavoro pur nel segno della tradizione di attività lavorative millenarie. 7. Coniugare la difesa ambientale con lo sviluppo economico attraverso la sperimentazione delle tecnologie innovative e la realizzazione di impianti produttivi ad efficienza energetica per il risparmio delle risorse naturali. I campi di applicazione sono molteplici e di grande importanza per le strategie che si intendono sostenere in campo europeo per il futuro. Ciascun settore occupazionale deve essere innovato nell’impostazione ed organizzazione aziendale e le nuove generazioni sono chiamate a questa vera rivoluzione sociale ed economica, per Social Innovation si intende non solo migliorare la qualità della vita dei cittadini ma promuovere la loro innovazione sociale e crescita culturale oltre che economica. 8. Promuovere processi di aggregazione dei piccoli comuni per invertire l’attuale tendenza allo spopolamento progressivo e alla desertificazione sociale in atto. Le nuove forme di migrazione intellettuale verso aree del Paese con elevati valori urbani e verso altre mete europee ed anche extra europee potrebbe rappresentare la definitiva disgregazione dell’armatura urbana storica della Campania e, soprattutto, l’abbandono definitivo di interi comprensori della regione. La crescita delle attività intellettuali e scientifiche per la formazione permanente delle persone corrisponde alla nascita di Smart-Landascape per Smart-City e Creative City. 9. Cambiare l’approccio della programmazione e della pianificazione del territorio di comuni e regione verso forme di cooperazione in alternativa alla competizione, di cura e di recupero prudente invece di opere faraoniche, di visione policentrica e pluridirezionale piuttosto che di ossessione Napolicentrista, di buon governo in alternativa all’esercizio del potere. 10. Ritrovare la memoria del pensiero di Emilio Sereni della storia del paesaggio agrario in Italia per ricondurre all’unitarietà del processo storico del Paese per un buon governo del territorio e il bel paesaggio ancora da salvaguardare e valorizzare.

Valorizzazione di Lustra Cilento, la Rocca, il Borgo, la Chiesa ed il Convento dei Francescani e la Selva.

BUONDONNO, EMMA
2015

Abstract

Le dieci tesi da sperimentare: 1. Definire tutte quelle parti della Regione Campania a forti vocazioni ambientali, produttive agricole e zootecniche, turistico-ricettive, dalle importanti stratificazioni storiche e dalle spiccate identità locali. Promuovere il decentramento delle funzioni urbane a scala provinciale e regionale e tendere alla programmazione di investimenti omogeneamente distribuiti sull’intero territorio regionale e non esclusivamente su Napoli e la sua area metropolitana. 2. Promuovere Comprensori e Unioni di Comuni su temi specifici di sviluppo e di cura del territorio e delle comunità insediate con la definizione delle popolazioni sostenibili per ciascun ambito in rapporto all’opportunità occupazionale calcolata in base alla Land Evaluation, cioè alla migliore destinazione produttiva dei suoli e del territorio. 3. Recuperare l’armatura urbana storica regionale attraverso un sistema a Costellazione di città medie per il rilancio equilibrato dell’intero territorio campano. 4. Potenziare la mobilità del trasporto pubblico delle linee su ferro, su gomma e via mare integrandole alle direttrici internazionali anche mediante la realizzazione degli scambiatori intermodali del traffico e con le reti infrastrutturali aeree e telematiche. Mobilità, infrastrutture telematiche e reti energetiche devono costituire un quadro unitario di base di partenza per lo sviluppo futuro del territorio regionale. 5. Attuare sistematicamente politiche urbane fondate sul recupero prudente delle preesistenze senza attivare progetti faraonici che ingoiano ingenti risorse senza mai tradursi in reali opere di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Il recupero prudente ha lo scopo di cambiare l’approccio mentale dell’idea di sviluppo verso il tema rigoroso della cura del territorio, delle sue risorse e dei suoi abitanti. 6. Valorizzare la capacità produttiva del territorio attraverso la sapienza storica delle popolazioni di arti e mestieri che oggi possono essere tradotti in capacità imprenditoriali innovative e a tecnologia avanzata. L’innovazione tecnologica attuale e in via di sperimentazione deve costituire l’opportunità per le nuove generazioni di trarre dai propri territori nuove occasioni di lavoro pur nel segno della tradizione di attività lavorative millenarie. 7. Coniugare la difesa ambientale con lo sviluppo economico attraverso la sperimentazione delle tecnologie innovative e la realizzazione di impianti produttivi ad efficienza energetica per il risparmio delle risorse naturali. I campi di applicazione sono molteplici e di grande importanza per le strategie che si intendono sostenere in campo europeo per il futuro. Ciascun settore occupazionale deve essere innovato nell’impostazione ed organizzazione aziendale e le nuove generazioni sono chiamate a questa vera rivoluzione sociale ed economica, per Social Innovation si intende non solo migliorare la qualità della vita dei cittadini ma promuovere la loro innovazione sociale e crescita culturale oltre che economica. 8. Promuovere processi di aggregazione dei piccoli comuni per invertire l’attuale tendenza allo spopolamento progressivo e alla desertificazione sociale in atto. Le nuove forme di migrazione intellettuale verso aree del Paese con elevati valori urbani e verso altre mete europee ed anche extra europee potrebbe rappresentare la definitiva disgregazione dell’armatura urbana storica della Campania e, soprattutto, l’abbandono definitivo di interi comprensori della regione. La crescita delle attività intellettuali e scientifiche per la formazione permanente delle persone corrisponde alla nascita di Smart-Landascape per Smart-City e Creative City. 9. Cambiare l’approccio della programmazione e della pianificazione del territorio di comuni e regione verso forme di cooperazione in alternativa alla competizione, di cura e di recupero prudente invece di opere faraoniche, di visione policentrica e pluridirezionale piuttosto che di ossessione Napolicentrista, di buon governo in alternativa all’esercizio del potere. 10. Ritrovare la memoria del pensiero di Emilio Sereni della storia del paesaggio agrario in Italia per ricondurre all’unitarietà del processo storico del Paese per un buon governo del territorio e il bel paesaggio ancora da salvaguardare e valorizzare.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/605615
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