L’art. 17 del recente d.l. 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla l. 11 novembre 2014, n. 164, ha introdotto una serie di novità nel testo unico edilizia (d.P.R. n. 380 del 2001) aventi il dichiarato fine di semplificare le procedure edilizie, ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese e assicurare processi di sviluppo sostenibile, con particolare riguardo al recupero del patrimonio edilizio esistente e alla riduzione del consumo di suolo (così, testualmente, l’art. 17 citato). Le novità presuppongono un intento di maggiore sostenibilità ambientale dello sviluppo urbanistico, secondo un approccio innovativo rispetto agli interventi riformatori – di poco precedenti – rappresentati dai decreti “Sviluppo” (2011) e “Del fare” (2013). Sono state così previste una serie di misure, che vengono partitamente esaminate nel contributo, dirette a favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, riducendo il tasso di consumo di suolo, e che si articolano su due fronti: da un lato, modifiche alla classificazione degli interventi edilizi e alla connessa disciplina dei titoli abilitativi; dall’altro lato, modifiche in senso incentivante del regime di onerosità degli interventi edilizi sul patrimonio esistente.

Disciplina edilizia e sviluppo sostenibile nel recente decreto “Sblocca Italia”

MARI, GIUSEPPINA
2015

Abstract

L’art. 17 del recente d.l. 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla l. 11 novembre 2014, n. 164, ha introdotto una serie di novità nel testo unico edilizia (d.P.R. n. 380 del 2001) aventi il dichiarato fine di semplificare le procedure edilizie, ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese e assicurare processi di sviluppo sostenibile, con particolare riguardo al recupero del patrimonio edilizio esistente e alla riduzione del consumo di suolo (così, testualmente, l’art. 17 citato). Le novità presuppongono un intento di maggiore sostenibilità ambientale dello sviluppo urbanistico, secondo un approccio innovativo rispetto agli interventi riformatori – di poco precedenti – rappresentati dai decreti “Sviluppo” (2011) e “Del fare” (2013). Sono state così previste una serie di misure, che vengono partitamente esaminate nel contributo, dirette a favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, riducendo il tasso di consumo di suolo, e che si articolano su due fronti: da un lato, modifiche alla classificazione degli interventi edilizi e alla connessa disciplina dei titoli abilitativi; dall’altro lato, modifiche in senso incentivante del regime di onerosità degli interventi edilizi sul patrimonio esistente.
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