Le ampie dimensioni assunte dai fenomeni migratori richiedono oggi più che mai un’attenta disamina dei processi d’integrazione degli immigrati che chiedono di insediarsi nelle società di destinazione. In tale prospettiva, lo studio, seguendo un approccio qualitativo-quantitativo, si è prefisso come principale obiettivo l’analisi della rilevanza delle scelte linguistiche per l’efficacia di una normativa atta a tutelare i diritti fondamentali agli immigrati. Assumendo che le scelte linguistiche sono il risultato di selezioni che dipendono da una visione della realtà che induce ad adottare un sistema di valori sulla base di certi assunti culturali specifici del tempo (Cfr. Lantella 1979; Tiersma 1993; Antelmi 2007), l’obiettivo è stato quello di analizzare la presenza e il grado di influenza della ‘vaghezza’ aggettivale sulla efficacia dei diritti garantiti agli immigrati in un corpus di Direttive europee nell’arco temporale 2006-2013. Tale vaghezza è stata osservata per essere confrontata in chiave diacronica con quella risultante da un precedente studio su un corpus di Direttive emanate dal 2001 al 2005 (Polese / D’Avanzo, 2010; D’Avanzo, 2012). Per l’analisi linguistica del Corpus sono stati presi in considerazione studi su indeterminatezza e opacità lessicale in testi normativi (Endicott 2001; Bhatia/Engberg/Gotti/Heller 2005; Engberg/Heller 2008; Barberis 2014), teorie di semantica degli aggettivi (Pinkal 1995; Fjeld 2005), e studi sul discorso giuridico e ideologia (Fairclough 1992, 2006, 2007, 2011; Tiersma 1993; Antelmi 2007; Polese / D’Avanzo 2010; D’Avanzo 2012). Pur essendo la vaghezza riconosciuta essere prerequisito necessario per ogni efficiente sistema giuridico atta a garantire all-inclusiveness (Cfr. Bhatia 2005), nel nostro caso specifico, laddove essa concede spazio a negoziazione di significato essa apre anche a interpretazioni soggettive da parte degli Stati Membri. La presenza di aggettivi portatori di vaghezza linguistica e concettuale è stata osservata con distribuzione varia nelle sezioni delle Direttive esaminate ma nessuna sostanziale differenza è stata rilevata nell’uso di tali aggettivi rispetto al precedente studio condotto dagli autori. Ciò porta ad asserire che se è vero che il dibattito sulle dinamiche e tecniche di accoglimento è quanto mai caldo e aperto a nuove possibilità, il processo appare tuttora lento e cauto e tale da problematizzare la tutela dei diritti agli immigrati.

Vaghezza linguistica e concettuale: ruolo e valore dell’aggettivo nel discorso istituzionale-giuridico dell’Ue sull’integrazione degli immigrati

POLESE, VANDA;
2014

Abstract

Le ampie dimensioni assunte dai fenomeni migratori richiedono oggi più che mai un’attenta disamina dei processi d’integrazione degli immigrati che chiedono di insediarsi nelle società di destinazione. In tale prospettiva, lo studio, seguendo un approccio qualitativo-quantitativo, si è prefisso come principale obiettivo l’analisi della rilevanza delle scelte linguistiche per l’efficacia di una normativa atta a tutelare i diritti fondamentali agli immigrati. Assumendo che le scelte linguistiche sono il risultato di selezioni che dipendono da una visione della realtà che induce ad adottare un sistema di valori sulla base di certi assunti culturali specifici del tempo (Cfr. Lantella 1979; Tiersma 1993; Antelmi 2007), l’obiettivo è stato quello di analizzare la presenza e il grado di influenza della ‘vaghezza’ aggettivale sulla efficacia dei diritti garantiti agli immigrati in un corpus di Direttive europee nell’arco temporale 2006-2013. Tale vaghezza è stata osservata per essere confrontata in chiave diacronica con quella risultante da un precedente studio su un corpus di Direttive emanate dal 2001 al 2005 (Polese / D’Avanzo, 2010; D’Avanzo, 2012). Per l’analisi linguistica del Corpus sono stati presi in considerazione studi su indeterminatezza e opacità lessicale in testi normativi (Endicott 2001; Bhatia/Engberg/Gotti/Heller 2005; Engberg/Heller 2008; Barberis 2014), teorie di semantica degli aggettivi (Pinkal 1995; Fjeld 2005), e studi sul discorso giuridico e ideologia (Fairclough 1992, 2006, 2007, 2011; Tiersma 1993; Antelmi 2007; Polese / D’Avanzo 2010; D’Avanzo 2012). Pur essendo la vaghezza riconosciuta essere prerequisito necessario per ogni efficiente sistema giuridico atta a garantire all-inclusiveness (Cfr. Bhatia 2005), nel nostro caso specifico, laddove essa concede spazio a negoziazione di significato essa apre anche a interpretazioni soggettive da parte degli Stati Membri. La presenza di aggettivi portatori di vaghezza linguistica e concettuale è stata osservata con distribuzione varia nelle sezioni delle Direttive esaminate ma nessuna sostanziale differenza è stata rilevata nell’uso di tali aggettivi rispetto al precedente studio condotto dagli autori. Ciò porta ad asserire che se è vero che il dibattito sulle dinamiche e tecniche di accoglimento è quanto mai caldo e aperto a nuove possibilità, il processo appare tuttora lento e cauto e tale da problematizzare la tutela dei diritti agli immigrati.
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