Il focus della ricerca è centrato sulla crisi della finanza locale nel XVII secolo. Il contributo intende superare una tradizione di studi sulla materia centrata sul singolo caso, insediamento urbano o rurale che sia. Mira ad utilizzare i risultati di una pluriennale ricerca già pubblicata e compiuta sulla base di un campione di circa 300 comunità locali per metterli in relazione con quelli della storiografia europea al fine di tracciare un confronto comparativo tra la realtà del Regno di Napoli con quella di altre aree territoriali dell’Italia, della Spagna e della Francia. L’analisi sarà indirizzata innanzitutto a definire la fisionomia della crisi della finanza locale. Sul tema generale della crisi del XVII secolo esiste una vasta letteratura che a far data dal dibattito sulla rivista Past and Present (1952) annovera posizioni articolate e non sempre concordi ed ha animato confronti che hanno segnato la storia della storiografia (una rassegna esaustiva in Benigno, 1996). Sulla crisi finanziaria delle municipalità locali si è registrata una minore attenzione. Non mancano studi che ne hanno segnalato l’esistenza e delineato la fisionomia (per la Francia: Emanuelli (dir.) 2008, Follain 2000 e 2008, Follain e Larguier (dir.) 2005; per la Spagna, Bernardo Ares e MartÍnez Ruiz, 1996; Bernardo Ares e González Beltrán, 1999Fortea Pérez, 2000, 2004, 2009; Fortea Pérez e Gelabert (eds.), 2008; per la Lombardia spagnola, Colombo, 2008, Dotti, 2011; per il Regno di Napoli: Galasso, 1975; Muto, 1978 e 1980; 2004; Caracciolo 1983, Bulgarelli Lukacs, 2012) . Si tratta ora di individuare cause, dinamiche ed effetti tenendo conto della teoria economica relativa alle crisi finanziarie (da Kindleberger a Minsky) per verificare se alcuni modelli siano o meno applicabili. Un fattore di destabilizzazione fu senza dubbio l’indebitamento di dimensioni significative che a partire dalla fine del XVI secolo rappresentò esperienza comune delle municipalità in Europa. Sappiamo che il fenomeno dell’indebitamento si coniugò con quello dell’alienazione delle entrate fiscali e non. Sappiamo anche che sul terreno del debito civico le finalità degli investitori assunsero caratteri non solo finanziari ma anche simbolici e politici. Ma quali furono i loro comportamenti quando la crisi fu manifesta e la disponibilità di liquidità diminuì? Quali cause e quali effetti l’indebitamento produsse sul piano non solo dell’equilibrio di bilancio ma anche su quello dell’economia reale. Analoga attenzione verrà prestata alle risposte formulate da parte dei governi. Le manovre sui tassi di interesse e sull’offerta di moneta furono tra le iniziative di questi decenni, ma c’è da chiedersi se le motivazioni trassero origine da una volontà politica di natura esclusivamente finanziaria volta a contenere la crisi. Quali furono le modalità di gestione della crisi adottate dalle autorità sul territorio e nella capitale nei confronti delle comunità locali. Quali provvedimenti furono presi, quali le iniziative del governo centrale. Vi furono istituti specifici destinati alla cura della finanza locale? Vi furono innovazioni istituzionali nella gestione della finanza locale e quale durata ebbero? Nel portare l’attenzione sul rapporto tra finanza locale e governo centrale si cercherà di guardare anche ai seguenti punti: negoziare accordi di natura fiscale; informazione; controllo del territorio A queste domande si tenterà di rispondere in chiave comparativa cercando di cogliere analogie e peculiarità tra le vicende territoriali delle aree europee di Italia, Francia e Spagna.

Facing the fiscal crisis. The Role of Information to enforce the Fiscal Contract with the local communities (Southern Italy, Seventeenth centuries)

BULGARELLI, ALESSANDRA
2014

Abstract

Il focus della ricerca è centrato sulla crisi della finanza locale nel XVII secolo. Il contributo intende superare una tradizione di studi sulla materia centrata sul singolo caso, insediamento urbano o rurale che sia. Mira ad utilizzare i risultati di una pluriennale ricerca già pubblicata e compiuta sulla base di un campione di circa 300 comunità locali per metterli in relazione con quelli della storiografia europea al fine di tracciare un confronto comparativo tra la realtà del Regno di Napoli con quella di altre aree territoriali dell’Italia, della Spagna e della Francia. L’analisi sarà indirizzata innanzitutto a definire la fisionomia della crisi della finanza locale. Sul tema generale della crisi del XVII secolo esiste una vasta letteratura che a far data dal dibattito sulla rivista Past and Present (1952) annovera posizioni articolate e non sempre concordi ed ha animato confronti che hanno segnato la storia della storiografia (una rassegna esaustiva in Benigno, 1996). Sulla crisi finanziaria delle municipalità locali si è registrata una minore attenzione. Non mancano studi che ne hanno segnalato l’esistenza e delineato la fisionomia (per la Francia: Emanuelli (dir.) 2008, Follain 2000 e 2008, Follain e Larguier (dir.) 2005; per la Spagna, Bernardo Ares e MartÍnez Ruiz, 1996; Bernardo Ares e González Beltrán, 1999Fortea Pérez, 2000, 2004, 2009; Fortea Pérez e Gelabert (eds.), 2008; per la Lombardia spagnola, Colombo, 2008, Dotti, 2011; per il Regno di Napoli: Galasso, 1975; Muto, 1978 e 1980; 2004; Caracciolo 1983, Bulgarelli Lukacs, 2012) . Si tratta ora di individuare cause, dinamiche ed effetti tenendo conto della teoria economica relativa alle crisi finanziarie (da Kindleberger a Minsky) per verificare se alcuni modelli siano o meno applicabili. Un fattore di destabilizzazione fu senza dubbio l’indebitamento di dimensioni significative che a partire dalla fine del XVI secolo rappresentò esperienza comune delle municipalità in Europa. Sappiamo che il fenomeno dell’indebitamento si coniugò con quello dell’alienazione delle entrate fiscali e non. Sappiamo anche che sul terreno del debito civico le finalità degli investitori assunsero caratteri non solo finanziari ma anche simbolici e politici. Ma quali furono i loro comportamenti quando la crisi fu manifesta e la disponibilità di liquidità diminuì? Quali cause e quali effetti l’indebitamento produsse sul piano non solo dell’equilibrio di bilancio ma anche su quello dell’economia reale. Analoga attenzione verrà prestata alle risposte formulate da parte dei governi. Le manovre sui tassi di interesse e sull’offerta di moneta furono tra le iniziative di questi decenni, ma c’è da chiedersi se le motivazioni trassero origine da una volontà politica di natura esclusivamente finanziaria volta a contenere la crisi. Quali furono le modalità di gestione della crisi adottate dalle autorità sul territorio e nella capitale nei confronti delle comunità locali. Quali provvedimenti furono presi, quali le iniziative del governo centrale. Vi furono istituti specifici destinati alla cura della finanza locale? Vi furono innovazioni istituzionali nella gestione della finanza locale e quale durata ebbero? Nel portare l’attenzione sul rapporto tra finanza locale e governo centrale si cercherà di guardare anche ai seguenti punti: negoziare accordi di natura fiscale; informazione; controllo del territorio A queste domande si tenterà di rispondere in chiave comparativa cercando di cogliere analogie e peculiarità tra le vicende territoriali delle aree europee di Italia, Francia e Spagna.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/602059
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