Aläjarvi è un luogo pressoché sconosciuto, il piccolo centro custodisce numerose opere di Alvar Aalto, sia dei primordi sia della maturità e offre, di conseguenza, un’occasione unica per comprendere l’origine e la permanenza di temi sviluppati lungo tutto il corso della vita professionale, ma già presenti e riconoscibili nelle prime opere. In questa regione egli ha conosciuto la struttura tradizionale degli spazi aperti, il sistema delle relazioni tra le tipologie dei fabbricati, caratteristico degli insediamenti rurali e dei nuclei urbani più antichi. Ad Aläjarvi Aalto, ormai divenuto architetto, con studio professionale nella vicina Jyväskylä, costruisce, poi, il piccolo ospedale (1924-1928). Paradigmatica appare la successiva Villa Väinöla, completata nel 1926, per il fratello Väinö. La ricerca ad Aläjarvi (Fig. 18) continua con la costruzione della propria casa, Villa Flora (1926), e, più tardi, dei memoriali per i caduti, e delle tombe di famiglia nel cimitero recinto dal granito nero sulle sponde del lago. Molti anni dopo, ormai maestro riconosciuto, è invitato, infine, a dar forma al centro amministrativo della cittadina (Fig. 20): il municipio, Kaupungintalo (1966-1969) , il centro sanitario, Terveystalo (1968) ed il centro parrocchiale, Seurakuntatalo (1970) costruiti dopo le felici prove dei centri civici di Seinäjoki (1960-1965) e Jyväskylä (1964). Ad Aläjarvi esiste, dunque, insieme alle prove della giovinezza, un sistema urbano di edifici pubblici della maturità, più volte sperimentato (Otaniemi, Seinäjoki, Jyväskylä e Rovaniemi) che ancora ci sorprende per l’appropriatezza della scala dell’intervento, per il rapporto che stabilisce con la preesistenza monumentale, per l’orizzontalità prevalente che si confronta col piano inclinato naturale e col paesaggio: un complesso urbano poco conosciuto, ma in cui si possono ritrovare i chiari fondamenti del suo pensiero architettonico. L’unità di luogo è un’occasione quasi unica per cogliere, nel variare dei tempi, il permanere della volontà e della capacità dell’uomo di essere architetto di un piccolo villaggio e, insieme, maestro dell’architettura di un grande paese.

Alajarvi: alle origini di Alvar Aalto, tra Neoclassicismo e identità finnica.

CORTESI, Isotta
2009

Abstract

Aläjarvi è un luogo pressoché sconosciuto, il piccolo centro custodisce numerose opere di Alvar Aalto, sia dei primordi sia della maturità e offre, di conseguenza, un’occasione unica per comprendere l’origine e la permanenza di temi sviluppati lungo tutto il corso della vita professionale, ma già presenti e riconoscibili nelle prime opere. In questa regione egli ha conosciuto la struttura tradizionale degli spazi aperti, il sistema delle relazioni tra le tipologie dei fabbricati, caratteristico degli insediamenti rurali e dei nuclei urbani più antichi. Ad Aläjarvi Aalto, ormai divenuto architetto, con studio professionale nella vicina Jyväskylä, costruisce, poi, il piccolo ospedale (1924-1928). Paradigmatica appare la successiva Villa Väinöla, completata nel 1926, per il fratello Väinö. La ricerca ad Aläjarvi (Fig. 18) continua con la costruzione della propria casa, Villa Flora (1926), e, più tardi, dei memoriali per i caduti, e delle tombe di famiglia nel cimitero recinto dal granito nero sulle sponde del lago. Molti anni dopo, ormai maestro riconosciuto, è invitato, infine, a dar forma al centro amministrativo della cittadina (Fig. 20): il municipio, Kaupungintalo (1966-1969) , il centro sanitario, Terveystalo (1968) ed il centro parrocchiale, Seurakuntatalo (1970) costruiti dopo le felici prove dei centri civici di Seinäjoki (1960-1965) e Jyväskylä (1964). Ad Aläjarvi esiste, dunque, insieme alle prove della giovinezza, un sistema urbano di edifici pubblici della maturità, più volte sperimentato (Otaniemi, Seinäjoki, Jyväskylä e Rovaniemi) che ancora ci sorprende per l’appropriatezza della scala dell’intervento, per il rapporto che stabilisce con la preesistenza monumentale, per l’orizzontalità prevalente che si confronta col piano inclinato naturale e col paesaggio: un complesso urbano poco conosciuto, ma in cui si possono ritrovare i chiari fondamenti del suo pensiero architettonico. L’unità di luogo è un’occasione quasi unica per cogliere, nel variare dei tempi, il permanere della volontà e della capacità dell’uomo di essere architetto di un piccolo villaggio e, insieme, maestro dell’architettura di un grande paese.
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