Gli obblighi di solidarietà del legislatore di fronte ai diritti del minore, affermati in tante Carte internazionali, trainanti le necessitate diversità di trattamento del minore vittima e/o imputato e delle più articolate forme di tutela pure in presenza della commissione di un reato, però, non potevano essere tradotti in schemi comportamentali rigidi; perciò è risultato indispensabile l' affidamento al giudice di un' ampia discrezionalità, non solo nel momento finale del giudizio, ma anche rispetto alle scelte processuali meglio rispondenti al tasso educativo e di maturità del minore ed alla realizzazione della pretesa punitiva della società: il tutto "in modo adeguato alla personalità ed elle esigenze educative del minorenne". La difficile specializzazione del giudice minorile si muove all' interno di questi contrastanti argini - spesso anche di natura psicologica -; per cui non basta dire che il Tribunale per i minorenni è giudice specializzato perché è formato in modo composito con esperti "esterni" alla magistratura. Il giudice per i minorenni è specializzato perché chiamato ad una sintesi tra fatto e personalità; tra evento storico accaduto e prospettive educative future del minore; tra diagnosi e prognosi, scommessa continua sulla irripetibilità dell' accaduto da parte di quel soggetto (= l' occasionalità è elemento filosofico della giurisdizione penale minorile, non solo di una specifica "misura" degiurisdizionalizzante) che ogni giorno quel giudice compie (= deve compiere) tutte le volte che si trova al cospetto di un minorenne imputato. Dunque, la giurisdizione minorile non è solo applicazione della legge; è anche valutazione di compatibilità della legge con l' evento ed è adeguatezza della soluzione con la situazione; con l' unico limite del rispetto delle regole del "giusto processo minorile", che elimina la tentazione di sottrarre garanzie procedurali al minore.

Devianza minorile e diritto

IASEVOLI, CLELIA
2014

Abstract

Gli obblighi di solidarietà del legislatore di fronte ai diritti del minore, affermati in tante Carte internazionali, trainanti le necessitate diversità di trattamento del minore vittima e/o imputato e delle più articolate forme di tutela pure in presenza della commissione di un reato, però, non potevano essere tradotti in schemi comportamentali rigidi; perciò è risultato indispensabile l' affidamento al giudice di un' ampia discrezionalità, non solo nel momento finale del giudizio, ma anche rispetto alle scelte processuali meglio rispondenti al tasso educativo e di maturità del minore ed alla realizzazione della pretesa punitiva della società: il tutto "in modo adeguato alla personalità ed elle esigenze educative del minorenne". La difficile specializzazione del giudice minorile si muove all' interno di questi contrastanti argini - spesso anche di natura psicologica -; per cui non basta dire che il Tribunale per i minorenni è giudice specializzato perché è formato in modo composito con esperti "esterni" alla magistratura. Il giudice per i minorenni è specializzato perché chiamato ad una sintesi tra fatto e personalità; tra evento storico accaduto e prospettive educative future del minore; tra diagnosi e prognosi, scommessa continua sulla irripetibilità dell' accaduto da parte di quel soggetto (= l' occasionalità è elemento filosofico della giurisdizione penale minorile, non solo di una specifica "misura" degiurisdizionalizzante) che ogni giorno quel giudice compie (= deve compiere) tutte le volte che si trova al cospetto di un minorenne imputato. Dunque, la giurisdizione minorile non è solo applicazione della legge; è anche valutazione di compatibilità della legge con l' evento ed è adeguatezza della soluzione con la situazione; con l' unico limite del rispetto delle regole del "giusto processo minorile", che elimina la tentazione di sottrarre garanzie procedurali al minore.
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