Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità. A tal fine, nei laboratori di progettazione partecipata si fornisce in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale. Le esperienze dei laboratori di architettura partecipata, in particolare, hanno come obietto la condivisione con i bambini del tema di “dare alla natura il tempo di reagire” per la riconversione ecologica del territorio di appartenenza ed in particolare del territorio del Vesuvio. La pianificazione partecipata con i bambini nasce dalla scoperta dei luoghi, della loro natura e dagli elementi originari come l’acqua, la terra, il fuoco e l’aria; si evolve attraverso la scoperta della storia e della stratificazione dei segni dell’azione umana e degli effetti dell’antropizzazione dei territori di appartenenza fino a giungere alla scoperta dei bisogni reali di uomini, donne, bambini, anziani e persone abili in maniera differente che in questi tempi compongono la comunità dei luoghi stessi. Ragioni della Natura, Ragioni della Storia e Ragioni della Comunità devono coniugarsi allo sguardo e al sentire dei bambini e delle bambine. La formazione di figure professionali in grado di interagire con i bambini per la pianificazione partecipata, in questa chiave di lettura, rappresenta l’anello di congiunzione tra le istanze scientifiche e culturali, i metodi e le tecniche della legislazione e della giurisprudenza e le prassi amministrative ed esecutive per cui si procede nella trasformazione dei contesti territoriali. All’interno di tale circuito, che si evolve in maniera permanente, la capacità di dare spazio alle esigenze sia dell’intelligenza emotiva che dell’intelligenza cognitiva dei bambini si è progressivamente compressa fino quasi a sparire del tutto proprio nei contesti urbani e metropolitani dove, al contrario, si è concentrata la maggior parte della popolazione mondiale e quindi anche dei bambini e delle bambine. I processi di pianificazione e progettazione dello spazio, da quello naturale a quello urbano, devono avere nei bambini e nelle bambine i soggetti promotori del cambiamento e dell’evoluzione e non soltanto destinatari/consumatori finali. La sfida proposta è tanto più ambiziosa in un’epoca come l’attuale in cui la principale contraddizione sta proprio nella elevata coscienza etica e morale di dover praticare la democrazia reale dei diritti di tutti a fronte di processi economico-politici rivolti allo strangolamento della partecipazione democratica.

Per la costruzione delle città amiche i metodi della progettazione partecipata con i bambini e le bambine / Buondonno, Emma. - (2014). ( Giornata Universale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. AMBO PER LA VITA. Teatro Mediterraneo, Mostra d'Oltremare. Napoli 20 novembre 2014).

Per la costruzione delle città amiche i metodi della progettazione partecipata con i bambini e le bambine.

BUONDONNO, EMMA
2014

Abstract

Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità. A tal fine, nei laboratori di progettazione partecipata si fornisce in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale. Le esperienze dei laboratori di architettura partecipata, in particolare, hanno come obietto la condivisione con i bambini del tema di “dare alla natura il tempo di reagire” per la riconversione ecologica del territorio di appartenenza ed in particolare del territorio del Vesuvio. La pianificazione partecipata con i bambini nasce dalla scoperta dei luoghi, della loro natura e dagli elementi originari come l’acqua, la terra, il fuoco e l’aria; si evolve attraverso la scoperta della storia e della stratificazione dei segni dell’azione umana e degli effetti dell’antropizzazione dei territori di appartenenza fino a giungere alla scoperta dei bisogni reali di uomini, donne, bambini, anziani e persone abili in maniera differente che in questi tempi compongono la comunità dei luoghi stessi. Ragioni della Natura, Ragioni della Storia e Ragioni della Comunità devono coniugarsi allo sguardo e al sentire dei bambini e delle bambine. La formazione di figure professionali in grado di interagire con i bambini per la pianificazione partecipata, in questa chiave di lettura, rappresenta l’anello di congiunzione tra le istanze scientifiche e culturali, i metodi e le tecniche della legislazione e della giurisprudenza e le prassi amministrative ed esecutive per cui si procede nella trasformazione dei contesti territoriali. All’interno di tale circuito, che si evolve in maniera permanente, la capacità di dare spazio alle esigenze sia dell’intelligenza emotiva che dell’intelligenza cognitiva dei bambini si è progressivamente compressa fino quasi a sparire del tutto proprio nei contesti urbani e metropolitani dove, al contrario, si è concentrata la maggior parte della popolazione mondiale e quindi anche dei bambini e delle bambine. I processi di pianificazione e progettazione dello spazio, da quello naturale a quello urbano, devono avere nei bambini e nelle bambine i soggetti promotori del cambiamento e dell’evoluzione e non soltanto destinatari/consumatori finali. La sfida proposta è tanto più ambiziosa in un’epoca come l’attuale in cui la principale contraddizione sta proprio nella elevata coscienza etica e morale di dover praticare la democrazia reale dei diritti di tutti a fronte di processi economico-politici rivolti allo strangolamento della partecipazione democratica.
2014
Per la costruzione delle città amiche i metodi della progettazione partecipata con i bambini e le bambine / Buondonno, Emma. - (2014). ( Giornata Universale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. AMBO PER LA VITA. Teatro Mediterraneo, Mostra d'Oltremare. Napoli 20 novembre 2014).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/591283
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