Il testo affronta alcune riflessioni sul processo per la costituzione della Città Metropolitana di Napoli, nuova forma di governo fra Provincia di Napoli e Comuni prescelti e lo stesso accadrà per le altre otto aree metropolitane – di Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari – cui è stata riconosciuta questa dignità. Vengono richiamate le esperienze di Barcellona, Torino, Venezia, Copenaghen e Berlino per affermare che due, in particolare, sono le questioni effettivamente considerabili come comuni a tutte le esperienze. La prima è proprio quella della specificità dei fatti urbani e delle singole realtà territoriali che determina l’apparente paradosso della impossibilità di esportare soluzioni che, altrove, hanno dimostrato la loro efficacia. Ma proprio alla disciplina della architettura e degli studi urbani compete, in una loro visione sinceramente moderna e tesa alla salvaguardia e alla valorizzazione dei valori locali pur – o meglio proprio – in un quadro di competizione globale, la messa a punto di soluzioni e tecniche che non pretendano di generalizzare in manufatti normativi validi ovunque ma siano in grado di reggere al contatto con la realtà delle singole situazioni. Il secondo carattere di generalità è quello che vede, per tutto quanto detto, la strumentazione urbanistica, intesa in maniera adeguata al nostro tempo, non più rigida ma elastica e modificabile, aperta nel tempo agli eventi che possono accadere o ai soggetti che possono proporsi per intervenire nelle modificazioni territoriali, senza che vada ogni volta perduta la visione strategica complessiva disegnata per lo sviluppo di una regione metropolitana. Per realizzare ciò il requisito indispensabile è quello che vengano coniugate insieme le ragioni della tecnica e quelle della politica: nelle realtà italiane ed europee richiamate, seppure con diversi gradi e qualità, questo sodalizio sembra aver funzionato, si tratta ora, in un immediato futuro, di provare ad adeguare le idee e le tecniche sperimentate altrove alla specificità dei nostri luoghi.

Città e strategie metropolitane

SIOLA, UBERTO;VISCONTI, FEDERICA
2014

Abstract

Il testo affronta alcune riflessioni sul processo per la costituzione della Città Metropolitana di Napoli, nuova forma di governo fra Provincia di Napoli e Comuni prescelti e lo stesso accadrà per le altre otto aree metropolitane – di Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari – cui è stata riconosciuta questa dignità. Vengono richiamate le esperienze di Barcellona, Torino, Venezia, Copenaghen e Berlino per affermare che due, in particolare, sono le questioni effettivamente considerabili come comuni a tutte le esperienze. La prima è proprio quella della specificità dei fatti urbani e delle singole realtà territoriali che determina l’apparente paradosso della impossibilità di esportare soluzioni che, altrove, hanno dimostrato la loro efficacia. Ma proprio alla disciplina della architettura e degli studi urbani compete, in una loro visione sinceramente moderna e tesa alla salvaguardia e alla valorizzazione dei valori locali pur – o meglio proprio – in un quadro di competizione globale, la messa a punto di soluzioni e tecniche che non pretendano di generalizzare in manufatti normativi validi ovunque ma siano in grado di reggere al contatto con la realtà delle singole situazioni. Il secondo carattere di generalità è quello che vede, per tutto quanto detto, la strumentazione urbanistica, intesa in maniera adeguata al nostro tempo, non più rigida ma elastica e modificabile, aperta nel tempo agli eventi che possono accadere o ai soggetti che possono proporsi per intervenire nelle modificazioni territoriali, senza che vada ogni volta perduta la visione strategica complessiva disegnata per lo sviluppo di una regione metropolitana. Per realizzare ciò il requisito indispensabile è quello che vengano coniugate insieme le ragioni della tecnica e quelle della politica: nelle realtà italiane ed europee richiamate, seppure con diversi gradi e qualità, questo sodalizio sembra aver funzionato, si tratta ora, in un immediato futuro, di provare ad adeguare le idee e le tecniche sperimentate altrove alla specificità dei nostri luoghi.
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