"L'esperienza visuale è più che l'esperienza di pure sensorialità ... le sensazioni visuali sono intrecciate a stratificazioni della memoria. Ogni configurazione visuale contiene un testo ricco di significato, evoca associazioni di cose, eventi, crea reazioni emotive e consce" (G. Kepes, Il linguaggio della visione) Il linguaggio della visione è universale, è in grado di trasmettere idee e fatti meglio di ogni altro mezzo di comunicazione e rispecchia sempre e comunque il rapporto che l'essere umano stabilisce con il mondo fisico, ma, come tutti i linguaggi, è al tempo stesso uno strumento e una trappola. E' uno strumento perché per "mezzo suo ordiniamo la nostra esperienza" in relazione al "modo in cui ci è stato insegnato vedere", ed è una trappola perché in quanto linguaggio ha il compito di selezionare, lasciando fuori ciò che non è stato selezionato. I progressi tecnologici hanno creato una nuova dimensione comunicativa, hanno mutato il nostro ambiente visivo fornendoci nuovi strumenti per la costruzione di un linguaggio visuale multidimensionale, coerente con l'iconografia dinamica contemporanea. Il testo affronta da un punto di vista teorico e pratico le potenzialità, le problematiche e le relative modalità di fruizione, connesse all'utilizzo di sistemi interattivi di comunicazione basati sull'utilizzo di tecniche di AR o di modelli tridimensionali esplorabili all'interno di un testo, 3D Visual Interfaces per "ostendere, rilevare e raffigurare l'invisibile", per comunicare l'architettura esistente, non ancora esistente o non più esistente, Queste "immagini dinamiche interattive", possono diventare interfacce user friendly per accedere a sistemi informativi più complessi, attraverso le diverse possibilità di visualizzazione esse assumono di volta in volta un ruolo evocativo, euristico ma anche esplicativo, spiegano chiarificano comunicano, svolgono una funzione di mediazione ed hanno il compito di rendere manifesto allo sguardo i diversi significati di cui l'oggetto della rappresentazione è portatore.

3D Visual Interfaces: verso un'iconografia dinamica

CAPONE, MARA
2015

Abstract

"L'esperienza visuale è più che l'esperienza di pure sensorialità ... le sensazioni visuali sono intrecciate a stratificazioni della memoria. Ogni configurazione visuale contiene un testo ricco di significato, evoca associazioni di cose, eventi, crea reazioni emotive e consce" (G. Kepes, Il linguaggio della visione) Il linguaggio della visione è universale, è in grado di trasmettere idee e fatti meglio di ogni altro mezzo di comunicazione e rispecchia sempre e comunque il rapporto che l'essere umano stabilisce con il mondo fisico, ma, come tutti i linguaggi, è al tempo stesso uno strumento e una trappola. E' uno strumento perché per "mezzo suo ordiniamo la nostra esperienza" in relazione al "modo in cui ci è stato insegnato vedere", ed è una trappola perché in quanto linguaggio ha il compito di selezionare, lasciando fuori ciò che non è stato selezionato. I progressi tecnologici hanno creato una nuova dimensione comunicativa, hanno mutato il nostro ambiente visivo fornendoci nuovi strumenti per la costruzione di un linguaggio visuale multidimensionale, coerente con l'iconografia dinamica contemporanea. Il testo affronta da un punto di vista teorico e pratico le potenzialità, le problematiche e le relative modalità di fruizione, connesse all'utilizzo di sistemi interattivi di comunicazione basati sull'utilizzo di tecniche di AR o di modelli tridimensionali esplorabili all'interno di un testo, 3D Visual Interfaces per "ostendere, rilevare e raffigurare l'invisibile", per comunicare l'architettura esistente, non ancora esistente o non più esistente, Queste "immagini dinamiche interattive", possono diventare interfacce user friendly per accedere a sistemi informativi più complessi, attraverso le diverse possibilità di visualizzazione esse assumono di volta in volta un ruolo evocativo, euristico ma anche esplicativo, spiegano chiarificano comunicano, svolgono una funzione di mediazione ed hanno il compito di rendere manifesto allo sguardo i diversi significati di cui l'oggetto della rappresentazione è portatore.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/587698
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