I recenti studi dell’ambiente costiero della Campania fino a -30 m di profondità, completi di cartografia batimetrica, geomorfologica e geologica, hanno permesso sia una nuova lettura, sia di raccordare la fascia prossimale ai contigui settori continentali e a quelli sottomarini profondi, aggiornando il quadro geomorfologico e sedimentario d’insieme. La suddivisione in principali ambienti (spiaggia emersa e sommersa, piattaforma interna ed esterna, falesia, piede di falesia) ha consentito di raggruppare aree con processi erosivo-deposizionali simili, attivi o meno, e correlare le forme alle zone emerse. Il riconoscimento e l’interpretazione di elementi tettonici, litostratigrafici e geomorfologici, antichi o recenti, nonché di strutture geoarcheologiche, rappresentano utili geoindicatori per la ricostruzione dell’evoluzione del paesaggio nei diversi morfotipi costieri, di cui si analizzano alcuni casi studio. Al fine di mitigare erosione e dissesti idrogeologici anche nei lungomare densamente urbanizzati, questi geoindicatori si possono usare per guidare i criteri di progettazione in tali ambienti di transizione in relazione ai vari tempi di ritorno dei fenomeni. La scelta ed integrazione di specifiche tecniche d’ingegneria naturalistica e di sistemi di gestione del prisma litoraneo sono connesse ai locali aspetti ambientali. Le metodologie adattive e le soluzioni non impositive contribuiscono a ridurre gli impatti antropici ed i rischi ambientali in una regione caratterizzata da alte pericolosità naturali, migliorando sicurezza e stabilità delle coste.

Geoindicatori della morfodinamica costiera della Campania e criteri di progettazione ambientale / Donadio, Carlo; Pennetta, Micla; Valente, R.. - In: STUDI COSTIERI. - ISSN 1129-8588. - 22:(2014), pp. 179-198.

Geoindicatori della morfodinamica costiera della Campania e criteri di progettazione ambientale

DONADIO, CARLO;PENNETTA, MICLA;
2014

Abstract

I recenti studi dell’ambiente costiero della Campania fino a -30 m di profondità, completi di cartografia batimetrica, geomorfologica e geologica, hanno permesso sia una nuova lettura, sia di raccordare la fascia prossimale ai contigui settori continentali e a quelli sottomarini profondi, aggiornando il quadro geomorfologico e sedimentario d’insieme. La suddivisione in principali ambienti (spiaggia emersa e sommersa, piattaforma interna ed esterna, falesia, piede di falesia) ha consentito di raggruppare aree con processi erosivo-deposizionali simili, attivi o meno, e correlare le forme alle zone emerse. Il riconoscimento e l’interpretazione di elementi tettonici, litostratigrafici e geomorfologici, antichi o recenti, nonché di strutture geoarcheologiche, rappresentano utili geoindicatori per la ricostruzione dell’evoluzione del paesaggio nei diversi morfotipi costieri, di cui si analizzano alcuni casi studio. Al fine di mitigare erosione e dissesti idrogeologici anche nei lungomare densamente urbanizzati, questi geoindicatori si possono usare per guidare i criteri di progettazione in tali ambienti di transizione in relazione ai vari tempi di ritorno dei fenomeni. La scelta ed integrazione di specifiche tecniche d’ingegneria naturalistica e di sistemi di gestione del prisma litoraneo sono connesse ai locali aspetti ambientali. Le metodologie adattive e le soluzioni non impositive contribuiscono a ridurre gli impatti antropici ed i rischi ambientali in una regione caratterizzata da alte pericolosità naturali, migliorando sicurezza e stabilità delle coste.
2014
Geoindicatori della morfodinamica costiera della Campania e criteri di progettazione ambientale / Donadio, Carlo; Pennetta, Micla; Valente, R.. - In: STUDI COSTIERI. - ISSN 1129-8588. - 22:(2014), pp. 179-198.
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