Dato per assunto che l’architettura contemporanea vede la sua nascita legata alla Rivoluzione Industriale (1760-1830) non possiamo tralasciare le trasformazioni di carattere sociale, culturale, politico, economico affiancate da radicali cambiamenti urbani, legati a fenomeni demografici, ed architettonici strettamente connessi all’utilizzo dei nuovi materiali, prodotto dell’industria ed alle nuove tecnologie. Le riflessioni che seguono intendono costituire un’ utile base di approfondimento per una materioteca: se è vero che la struttura rappresenta da sempre il mezzo necessario di realizzazione dell’architettura, attraverso l’analisi di opere paradigmatiche può leggersi anche la storia evolutiva dei materiali da costruzione e dell’espressione architettonica che essi hanno condizionato e/o reso possibile. Infatti, è un dato innegabile che nell’epoca contemporanea la versatilità strutturale degli edifici sia in grado di garantire una estrema arditezza delle forme nello spazio architettonico fino ad inserimenti improbabili ed avventurosi e nella natura e nel contesto. Fu così che la materia ed i materiali in genere si trovarono a condizionare fortemente la forma e la spazialità dell’architettura, il suo invaso e il suo involucro. Oggetto del presente saggio è quello di indagare come, nell’ambito dell’architettura contemporanea, i nuovi materiali abbiano inciso fortemente sulla forma e sui linguaggi dei diversi codici-stile che si sono succeduti e, talvolta, coesistono. Siamo in una fase in cui le innovazioni tecnologiche accelerano ed agevolano il processo creativo con tale rapidità da prendere talvolta il sopravvento sulla qualità del progetto spaziale in sé. Questa lettura condotta attraverso l’uso dei materiali ci consente un nuovo tipo di analisi dell’attuale stato dell’architettura. E’ proprio in questo ambito che viene analizzato il ruolo della materia e delle tecnologie nell’architettura dell’ingegneria con le serre, le strutture in ferro e vetro e il grattacielo con scheletro metallico, dal Crystal Palace alla Torre Eiffel, dalle gallerie commerciali alle spettacolari stazioni ferroviarie. Le sperimentazioni del Razionalismo e del Movimento Moderno come l’angolo svuotato delle Officine Fagus o il pilastro cruciforme abbinato a materiali naturali del Padiglione espositivo di Mies del 1929. O le maggiori opere legate all’architettura organica statunitense di Wright o quelle europee di Alvar Aalto. Così vengono affrontati i ruoli che assumono i materiali utilizzati nelle opere significative con la sperimentazione strutturista o dell’architettura dell’Espressionismo, dell’High Tech, del Decostruttivismo, del Minimalismo fino a che l’architettura diventa quasi una sfida a chi realizza la struttura più grande, più imponente più decontestualizzata, più aggressiva nei confronti dell’ambiente e della natura, che maggiormente potesse sfidare il “tutto”. In questa ottica si sono sviluppate città come Dubai con edifici che, pur di strabiliare, sono stati edificati in acqua. Anzi: sott’acqua. Penso al Burij Dubai ed all’Hydropolis. Va però rilevato che tutti i nuovi materiali hanno dimostrato talvolta di non riuscire a essere competitivi, almeno su vasta scala, con gli ormai consolidati materiali da costruzione frutto della rivoluzione industriale, infatti sia l’acciaio sia il cemento armato continuano ad avere un ruolo principale nei sistemi strutturali. A differenza di quei materiali utilizzati per la “pelle” di un edificio. Vengono, quindi, identificate le novità di natura tecnica, scientifica e culturale che si sono sviluppate e diffuse e che hanno segnato le basi di un nuovo modo di fare architettura, che si è andato affermando dagli albori del secolo scorso e continua a mutare fortemente sfidando talvolta la natura stessa.

Influenze e mutazioni dei materiali in architettura dalla Rivoluzione Industriale ad oggi / Castagnaro, Alessandro. - (2013), pp. 231-240.

Influenze e mutazioni dei materiali in architettura dalla Rivoluzione Industriale ad oggi

CASTAGNARO, ALESSANDRO
2013

Abstract

Dato per assunto che l’architettura contemporanea vede la sua nascita legata alla Rivoluzione Industriale (1760-1830) non possiamo tralasciare le trasformazioni di carattere sociale, culturale, politico, economico affiancate da radicali cambiamenti urbani, legati a fenomeni demografici, ed architettonici strettamente connessi all’utilizzo dei nuovi materiali, prodotto dell’industria ed alle nuove tecnologie. Le riflessioni che seguono intendono costituire un’ utile base di approfondimento per una materioteca: se è vero che la struttura rappresenta da sempre il mezzo necessario di realizzazione dell’architettura, attraverso l’analisi di opere paradigmatiche può leggersi anche la storia evolutiva dei materiali da costruzione e dell’espressione architettonica che essi hanno condizionato e/o reso possibile. Infatti, è un dato innegabile che nell’epoca contemporanea la versatilità strutturale degli edifici sia in grado di garantire una estrema arditezza delle forme nello spazio architettonico fino ad inserimenti improbabili ed avventurosi e nella natura e nel contesto. Fu così che la materia ed i materiali in genere si trovarono a condizionare fortemente la forma e la spazialità dell’architettura, il suo invaso e il suo involucro. Oggetto del presente saggio è quello di indagare come, nell’ambito dell’architettura contemporanea, i nuovi materiali abbiano inciso fortemente sulla forma e sui linguaggi dei diversi codici-stile che si sono succeduti e, talvolta, coesistono. Siamo in una fase in cui le innovazioni tecnologiche accelerano ed agevolano il processo creativo con tale rapidità da prendere talvolta il sopravvento sulla qualità del progetto spaziale in sé. Questa lettura condotta attraverso l’uso dei materiali ci consente un nuovo tipo di analisi dell’attuale stato dell’architettura. E’ proprio in questo ambito che viene analizzato il ruolo della materia e delle tecnologie nell’architettura dell’ingegneria con le serre, le strutture in ferro e vetro e il grattacielo con scheletro metallico, dal Crystal Palace alla Torre Eiffel, dalle gallerie commerciali alle spettacolari stazioni ferroviarie. Le sperimentazioni del Razionalismo e del Movimento Moderno come l’angolo svuotato delle Officine Fagus o il pilastro cruciforme abbinato a materiali naturali del Padiglione espositivo di Mies del 1929. O le maggiori opere legate all’architettura organica statunitense di Wright o quelle europee di Alvar Aalto. Così vengono affrontati i ruoli che assumono i materiali utilizzati nelle opere significative con la sperimentazione strutturista o dell’architettura dell’Espressionismo, dell’High Tech, del Decostruttivismo, del Minimalismo fino a che l’architettura diventa quasi una sfida a chi realizza la struttura più grande, più imponente più decontestualizzata, più aggressiva nei confronti dell’ambiente e della natura, che maggiormente potesse sfidare il “tutto”. In questa ottica si sono sviluppate città come Dubai con edifici che, pur di strabiliare, sono stati edificati in acqua. Anzi: sott’acqua. Penso al Burij Dubai ed all’Hydropolis. Va però rilevato che tutti i nuovi materiali hanno dimostrato talvolta di non riuscire a essere competitivi, almeno su vasta scala, con gli ormai consolidati materiali da costruzione frutto della rivoluzione industriale, infatti sia l’acciaio sia il cemento armato continuano ad avere un ruolo principale nei sistemi strutturali. A differenza di quei materiali utilizzati per la “pelle” di un edificio. Vengono, quindi, identificate le novità di natura tecnica, scientifica e culturale che si sono sviluppate e diffuse e che hanno segnato le basi di un nuovo modo di fare architettura, che si è andato affermando dagli albori del secolo scorso e continua a mutare fortemente sfidando talvolta la natura stessa.
2013
Influenze e mutazioni dei materiali in architettura dalla Rivoluzione Industriale ad oggi / Castagnaro, Alessandro. - (2013), pp. 231-240.
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