Le mucositi bollose a patogenesi autoimmune occupano un ruolo centrale in campo medico e più specificatamente odontoiatrico nella diagnosi precoce al cavo orale, in quanto nella maggior parte dei casi la mucosa orale rappresenta il target iniziale dell’aggressione umorale da parte di auto-anticorpi circolanti , ed a volta ne rappresenta la sola sede delle manifestazioni cliniche. Il processo diagnostico si concretizza in una fase clinica con l’individuazione della lesione bollosa (segno di Nikolsky), in una fase immuno-istologica caratterizzata dall’utilizzo di tecniche di immunofluorescenza diretta su tessuto e in una fase di ricerca sierologica degli auto-anticorpi circolanti attraverso tests di immunofluorescenza indiretta, ELISA ed immunoblotting. La combinazione delle tre fasi consente abbastanza facilmente la diagnosi differenziale tra le diverse mucositi bollose autoimmuni, permettendo una corretta programmazione terapeutica e, conseguentemente una migliore prognosi. Il pemfigo volgare, il pemfigoide delle membrane mucose, la malattia ad accumulo lineare di IgA e l’eritema multiforme rappresentano le mucositi bollose di maggiore riscontro nella pratica clinica, con differente tasso di mortalità e/o morbilità. Negli ultimi trent’anni, l’utilizzo di metodiche sofisticate con sempre maggiore sensibilità e specificità di ricerca sierologica auto-anticorpale ha permesso una diagnosi precoce sempre più precisa, veloce e standardizzata, sebbene i costi risultino tutt’ora elevati per il sistema sanitario nazionale ed i centri di eccellenza di riferimento ancora rari. Tuttavia, tali metodiche sebbene ampiamente studiate ed applicate in vari settori della medicina, applicate a mucositi bollose “rare”, non sono ancora supportate da studi in letteratura su ampi gruppi di pazienti con randomizzazione e presenza di follow-up a lungo termine.

Le mucositi bollose autoimmuni orofaringee / Mignogna, MICHELE DAVIDE; Leuci, Stefania. - (2013).

Le mucositi bollose autoimmuni orofaringee

MIGNOGNA, MICHELE DAVIDE;LEUCI, STEFANIA
2013

Abstract

Le mucositi bollose a patogenesi autoimmune occupano un ruolo centrale in campo medico e più specificatamente odontoiatrico nella diagnosi precoce al cavo orale, in quanto nella maggior parte dei casi la mucosa orale rappresenta il target iniziale dell’aggressione umorale da parte di auto-anticorpi circolanti , ed a volta ne rappresenta la sola sede delle manifestazioni cliniche. Il processo diagnostico si concretizza in una fase clinica con l’individuazione della lesione bollosa (segno di Nikolsky), in una fase immuno-istologica caratterizzata dall’utilizzo di tecniche di immunofluorescenza diretta su tessuto e in una fase di ricerca sierologica degli auto-anticorpi circolanti attraverso tests di immunofluorescenza indiretta, ELISA ed immunoblotting. La combinazione delle tre fasi consente abbastanza facilmente la diagnosi differenziale tra le diverse mucositi bollose autoimmuni, permettendo una corretta programmazione terapeutica e, conseguentemente una migliore prognosi. Il pemfigo volgare, il pemfigoide delle membrane mucose, la malattia ad accumulo lineare di IgA e l’eritema multiforme rappresentano le mucositi bollose di maggiore riscontro nella pratica clinica, con differente tasso di mortalità e/o morbilità. Negli ultimi trent’anni, l’utilizzo di metodiche sofisticate con sempre maggiore sensibilità e specificità di ricerca sierologica auto-anticorpale ha permesso una diagnosi precoce sempre più precisa, veloce e standardizzata, sebbene i costi risultino tutt’ora elevati per il sistema sanitario nazionale ed i centri di eccellenza di riferimento ancora rari. Tuttavia, tali metodiche sebbene ampiamente studiate ed applicate in vari settori della medicina, applicate a mucositi bollose “rare”, non sono ancora supportate da studi in letteratura su ampi gruppi di pazienti con randomizzazione e presenza di follow-up a lungo termine.
2013
Le mucositi bollose autoimmuni orofaringee / Mignogna, MICHELE DAVIDE; Leuci, Stefania. - (2013).
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