"In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla". Questa è la frase di Walter Benjamin scelta per significare una possibile interpretazione della questione del rapporto tra tradizione e innovazione declinato sub specie architettonica. La convinzione è che se i due termini vengono intesi come istanze distanti e incapaci di dialogare ed entrare in relazione tra loro, la tradizione rischia - con Benjamin - di diventare immobile conformismo ma, d’altra parte, anche l’innovazione, in tale ipotesi di non dialogo, ci appare come una sterile proiezione in avanti priva di fondamenti e, quindi, di significato. Qualcosa di sensibilmente differente è invece suggerito dalla citazione benjaminiana: la tradizione, lungi da connotarsi come immobile, è piuttosto, per sua stessa natura - per inciso nella etimologia della parola, la stessa di tradurre/tradire, è insito il concetto di qualcosa che cambia, si muove - e nel suo senso migliore, destinata a un incessante e fertile confronto con la cultura di un’epoca in quanto assume su di sé il difficile compito di prendere dal passato e trasferire al futuro gli ‘elementi stabili’ di quella cultura lasciando a un tempo breve ciò che non abbia assunto il carattere di permanenza. D’altra parte anche il termine innovazione non è assolutamente mero sinonimo di creazione ab nihilo ma richiama, anch’esso, una idea di confronto con qualcosa che già è, esiste, ed è soltanto rispetto a questo qualcosa e per relazione con esso che è possibile leggere la produzione di un qualche avanzamento. La tesi è poi che, in architettura in particolare, questo avanzamento non possa che essere lento e difficile, faticoso, fondato su tutto il patrimonio di conoscenze che preesiste e che, solo confrontandosi con il reale, può trovare risposte nuove, in quanto adeguate al tema e al problema che si sta affrontando, ma anche appartenenti ad una tradizione e, in quanto tali, intellegibili e riconoscibili.

Tradizione/innovazione. Da coppia oppositiva a permanenze dell'architettura / Visconti, Federica. - 01 2013:(2013), pp. 147-149.

Tradizione/innovazione. Da coppia oppositiva a permanenze dell'architettura

VISCONTI, FEDERICA
2013

Abstract

"In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla". Questa è la frase di Walter Benjamin scelta per significare una possibile interpretazione della questione del rapporto tra tradizione e innovazione declinato sub specie architettonica. La convinzione è che se i due termini vengono intesi come istanze distanti e incapaci di dialogare ed entrare in relazione tra loro, la tradizione rischia - con Benjamin - di diventare immobile conformismo ma, d’altra parte, anche l’innovazione, in tale ipotesi di non dialogo, ci appare come una sterile proiezione in avanti priva di fondamenti e, quindi, di significato. Qualcosa di sensibilmente differente è invece suggerito dalla citazione benjaminiana: la tradizione, lungi da connotarsi come immobile, è piuttosto, per sua stessa natura - per inciso nella etimologia della parola, la stessa di tradurre/tradire, è insito il concetto di qualcosa che cambia, si muove - e nel suo senso migliore, destinata a un incessante e fertile confronto con la cultura di un’epoca in quanto assume su di sé il difficile compito di prendere dal passato e trasferire al futuro gli ‘elementi stabili’ di quella cultura lasciando a un tempo breve ciò che non abbia assunto il carattere di permanenza. D’altra parte anche il termine innovazione non è assolutamente mero sinonimo di creazione ab nihilo ma richiama, anch’esso, una idea di confronto con qualcosa che già è, esiste, ed è soltanto rispetto a questo qualcosa e per relazione con esso che è possibile leggere la produzione di un qualche avanzamento. La tesi è poi che, in architettura in particolare, questo avanzamento non possa che essere lento e difficile, faticoso, fondato su tutto il patrimonio di conoscenze che preesiste e che, solo confrontandosi con il reale, può trovare risposte nuove, in quanto adeguate al tema e al problema che si sta affrontando, ma anche appartenenti ad una tradizione e, in quanto tali, intellegibili e riconoscibili.
2013
9788874316953
Tradizione/innovazione. Da coppia oppositiva a permanenze dell'architettura / Visconti, Federica. - 01 2013:(2013), pp. 147-149.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/571401
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