In questo contributo sono presentati i risultati di due workshop tematico - progettuali svolti nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Progettazione Urbana e di Urbanistica dell’Università Federico II di Napoli (cicli XXV-XXVI-XXVII), impostati con un duplice obiettivo: da un lato costruire in maniera innovativa una tematica conoscitivo – progettuale, un supporto utile nell’ambito delle ricerche dei dottorandi in architettura e urbanistica, dall’altro sviluppare approfondimenti sui temi specifici affrontati in relazione ai contesti territoriali e urbani presi in considerazione, ma anche in riferimento ai quadri tematici generali in continua evoluzione. Trasformazione e progetto delle città - waterfront e L’architettura per i paesaggi archeologici costituiscono i due temi, nell’ambito dei quali sono state sviluppate le elaborazioni su aspetti relativi al porto di Napoli e alle aree archeologiche dei Campi Flegrei. Il primo workshop è incentrato sull’intero arco costiero napoletano con particolare riferimento al porto di Napoli, una realtà importante e significativa, con un’organizzazione funzionale interna molto articolata, ma anche una potenzialità inespressa: dal Molo S. Vincenzo fino ai confini comunali orientali, il porto si è configurato da lungo tempo come una barriera, che ha impedito alla città di stabilire relazioni dirette con il mare. In realtà a Napoli, come in altre realtà italiane, ma diversamente da Genova, è ancora da fare quel lavoro di reintegrazione del porto, che ha caratterizzato molteplici città europee. All’interno del workshop sono stati affrontati i temi della dialettica tra formale e informale, della multiscalarità e della interscalarità e dell’interferenza come antipolo critico dell’idea di resistenza all’omologazione. Il workshop sui Campi Flegrei ha avuto origine da un seminario teorico sul rapporto tra archeologia e progetto urbano e da alcuni primi risultati di ricerca sui paesaggi archeologici dei Campi Flegrei, prodotti nell’ambito della ricerca del Prin 2009 intitolata Paesaggi dell’archeologia. Regioni e città metropolitane. Si è partiti dalla specificità del tema dell’archeologia “dispersa” in un territorio parzialmente “rovinato” da interventi invasivi e di scarsa qualità, soprattutto concentrando l’attenzione sui casi di Cuma e Puteoli. Nella messa in evidenza della trama dei luoghi archeologici, a partire dalle tracce oggi evidenti, ma anche dai fili interrotti, che connettevano in epoca antica le parti del territorio dei Campi Flegrei, si è individuata una precisa modalità attraverso la quale rileggere in chiave strategico – progettuale il paesaggio nelle sue diverse e multiformi componenti: nelle sue potenziali connessioni interne, lavorando in una “stratigrafia”, e nello stesso tempo esterne, ragionando sulle modalità di costruzione di una rete, anche in riferimento alle altre specificità del territorio (dalle emergenze naturalistiche alle infrastrutture), in grado di tenere insieme le situazioni specifiche, i luoghi della città antica, che in molti casi faticosamente emergono nel sistema urbano attuale. Durante il workshop, sono stati affrontati i temi della ricomposizione dei frammenti, della dialettica identità/molteplicità, della sovrapposizione urbana e della riparazione.
Ricerche e sperimentazioni: i risultati di due workshop del dottorato di ricerca in Progettazione Urbana e Urbanistica dell'Università Federico II di Napoli / Miano, Pasquale. - (2014), pp. 6-33.
Ricerche e sperimentazioni: i risultati di due workshop del dottorato di ricerca in Progettazione Urbana e Urbanistica dell'Università Federico II di Napoli
MIANO, PASQUALE
2014
Abstract
In questo contributo sono presentati i risultati di due workshop tematico - progettuali svolti nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Progettazione Urbana e di Urbanistica dell’Università Federico II di Napoli (cicli XXV-XXVI-XXVII), impostati con un duplice obiettivo: da un lato costruire in maniera innovativa una tematica conoscitivo – progettuale, un supporto utile nell’ambito delle ricerche dei dottorandi in architettura e urbanistica, dall’altro sviluppare approfondimenti sui temi specifici affrontati in relazione ai contesti territoriali e urbani presi in considerazione, ma anche in riferimento ai quadri tematici generali in continua evoluzione. Trasformazione e progetto delle città - waterfront e L’architettura per i paesaggi archeologici costituiscono i due temi, nell’ambito dei quali sono state sviluppate le elaborazioni su aspetti relativi al porto di Napoli e alle aree archeologiche dei Campi Flegrei. Il primo workshop è incentrato sull’intero arco costiero napoletano con particolare riferimento al porto di Napoli, una realtà importante e significativa, con un’organizzazione funzionale interna molto articolata, ma anche una potenzialità inespressa: dal Molo S. Vincenzo fino ai confini comunali orientali, il porto si è configurato da lungo tempo come una barriera, che ha impedito alla città di stabilire relazioni dirette con il mare. In realtà a Napoli, come in altre realtà italiane, ma diversamente da Genova, è ancora da fare quel lavoro di reintegrazione del porto, che ha caratterizzato molteplici città europee. All’interno del workshop sono stati affrontati i temi della dialettica tra formale e informale, della multiscalarità e della interscalarità e dell’interferenza come antipolo critico dell’idea di resistenza all’omologazione. Il workshop sui Campi Flegrei ha avuto origine da un seminario teorico sul rapporto tra archeologia e progetto urbano e da alcuni primi risultati di ricerca sui paesaggi archeologici dei Campi Flegrei, prodotti nell’ambito della ricerca del Prin 2009 intitolata Paesaggi dell’archeologia. Regioni e città metropolitane. Si è partiti dalla specificità del tema dell’archeologia “dispersa” in un territorio parzialmente “rovinato” da interventi invasivi e di scarsa qualità, soprattutto concentrando l’attenzione sui casi di Cuma e Puteoli. Nella messa in evidenza della trama dei luoghi archeologici, a partire dalle tracce oggi evidenti, ma anche dai fili interrotti, che connettevano in epoca antica le parti del territorio dei Campi Flegrei, si è individuata una precisa modalità attraverso la quale rileggere in chiave strategico – progettuale il paesaggio nelle sue diverse e multiformi componenti: nelle sue potenziali connessioni interne, lavorando in una “stratigrafia”, e nello stesso tempo esterne, ragionando sulle modalità di costruzione di una rete, anche in riferimento alle altre specificità del territorio (dalle emergenze naturalistiche alle infrastrutture), in grado di tenere insieme le situazioni specifiche, i luoghi della città antica, che in molti casi faticosamente emergono nel sistema urbano attuale. Durante il workshop, sono stati affrontati i temi della ricomposizione dei frammenti, della dialettica identità/molteplicità, della sovrapposizione urbana e della riparazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


