La scelta del ciclo di trattamento rappresenta la prima, e probabilmente più delicata, opzione della procedura che porta alla redazione del progetto di un impianto di trattamento delle acque e, più in particolare, di un impianto di depurazione. Essa è influenzata da numerosi fattori, sostanzialmente riconducibili alle seguenti categorie: le caratteristiche quali-quantitative del refluo (portata; inquinanti e relative concentrazioni); la morfologia e le caratteristiche ambientali del sito ove dell’impianto (a cominciare dall’estensione della superficie disponibile); l’organizzazione e le risorse della struttura deputata a presiedere alla gestione ed all’esercizio dell’opera; la tipologia e la sensibilità del corpo idrico ricettore nonché il livello di salvaguardia per esso desiderato e le modalità di scarico nello stesso dell’effluente depurato; i sistemi di smaltimento del fango; l’eventuale possibilità di riutilizzo del refluo trattato e, comunque, le disposizioni normative che ne disciplinano la qualità; il livello tecnologico delle soluzioni tecniche (di processo e impiantistiche) adottabili. Negli ultimi anni sono stati soprattutto i fattori attinenti alle ultime tre categorie quelli in cui si sono avute le più importanti novità, determinando ripercussioni sui criteri alla base della scelta del ciclo di trattamento secondo un rapporto consequenziale di causa-effetto. Nel lavoro, dopo brevi ricapitolazioni dell’evoluzione che ha avuto la normativa nel nostro Paese e dei progressi tecnologici che hanno interessato i principali processi depurativi, in particolare biologici, si valuta la loro influenza sulla scelta del ciclo di trattamento, considerando i casi sia di impianti da realizzare ex-novo, che di quelli da sottoporre ad interventi di potenziamento e/o adeguamento.
Sistemi MBR nel contesto dell’evoluzione tecnologica e normativa per il rispetto dei limiti allo scarico e il riuso delle acque reflue / Pirozzi, Francesco. - (2013), pp. 7-33.
Sistemi MBR nel contesto dell’evoluzione tecnologica e normativa per il rispetto dei limiti allo scarico e il riuso delle acque reflue.
PIROZZI, FRANCESCO
2013
Abstract
La scelta del ciclo di trattamento rappresenta la prima, e probabilmente più delicata, opzione della procedura che porta alla redazione del progetto di un impianto di trattamento delle acque e, più in particolare, di un impianto di depurazione. Essa è influenzata da numerosi fattori, sostanzialmente riconducibili alle seguenti categorie: le caratteristiche quali-quantitative del refluo (portata; inquinanti e relative concentrazioni); la morfologia e le caratteristiche ambientali del sito ove dell’impianto (a cominciare dall’estensione della superficie disponibile); l’organizzazione e le risorse della struttura deputata a presiedere alla gestione ed all’esercizio dell’opera; la tipologia e la sensibilità del corpo idrico ricettore nonché il livello di salvaguardia per esso desiderato e le modalità di scarico nello stesso dell’effluente depurato; i sistemi di smaltimento del fango; l’eventuale possibilità di riutilizzo del refluo trattato e, comunque, le disposizioni normative che ne disciplinano la qualità; il livello tecnologico delle soluzioni tecniche (di processo e impiantistiche) adottabili. Negli ultimi anni sono stati soprattutto i fattori attinenti alle ultime tre categorie quelli in cui si sono avute le più importanti novità, determinando ripercussioni sui criteri alla base della scelta del ciclo di trattamento secondo un rapporto consequenziale di causa-effetto. Nel lavoro, dopo brevi ricapitolazioni dell’evoluzione che ha avuto la normativa nel nostro Paese e dei progressi tecnologici che hanno interessato i principali processi depurativi, in particolare biologici, si valuta la loro influenza sulla scelta del ciclo di trattamento, considerando i casi sia di impianti da realizzare ex-novo, che di quelli da sottoporre ad interventi di potenziamento e/o adeguamento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


