In architettura il riuso indica una diversa destinazione d'uso, una diversa funzione o la possibilità di “usare di nuovo”, un'altra volta, in un modo distinto, un immobile, complessi, borghi, insiemi. Riusare o riciclare comportano una precisa scelta, trasformazione contro demolizione, per il riuso è necessario operare una serie di trasformazioni, più o meno profonde, che ne consentano l'utilizzo. Va sottolineato che i borghi, i piccoli centri abbandonati parzialmente o totalmente in questo Paese, pur non rientrando nelle categorie contemporanee con le quali si usa oggi indicare “scarti urbani” di varia natura, entità e dimensione, possono rientrare a pieno titolo nel riciclo. Esiste una quantità di “materiali” sul territorio che sono pronti ad una seconda, (o forse terza, quarta, chi può contarle), vita, dei quali è possibile verificare la predisposizione al cambiamento, alla modificazione, nella conferma della funzione, in primis quella residenziale, al radicale mutamento della stessa. Queste riflessioni suggeriscono che è necessario immaginare modi, forme e luoghi per “abitare il futuro”, e che questi potrebbero passare per una rinnovata lettura della realtà italiana e per azioni di re-cycle. La trasformazione messa in atto attraverso operazioni di riuso è molto più incidente e profonda di quanto possa accadere attraverso opere di restauro, questo crea nuove relazioni tra le architetture e l'intorno, sovvertendo talvolta secolari rapporti. Si può ripartire, dunque, con uno sguardo diverso ed un obiettivo nuovo, che si declini come una sorta di progetto strategico che abbia come fulcro le persone e la sostenibilità, per offrire opportunità per vivere in un altro modo.D'altronde quando le comunità si sono insediate in piccoli centri si sono avviati circoli virtuosi molto interessanti sia a livello relazionale che sostenibile; ed è proprio nei piccoli Comuni che in Italia sono maggiormente diffuse le fonti di energia rinnovabile, il fotovoltaico, il mini idroelettrico, l'eolico ed ora anche la geotermia. Tutti questi dati sono fondamentali per capire le immense potenzialità racchiuse in un progetto che veda i piccoli borghi italiani come i luoghi dell'abitare futuro, i luoghi della sperimentazione sia a livello ambientale ecosostenibile che a livello sociale e relazionale. L'altro dato molto significativo è la convenienza economica del vivere in questi luoghi che già oggi spinge molte giovani famiglie italiane e comunità di immigrati verso i piccoli centri accoglienti in cui il significato della diversità diviene ricchezza e valore aggiunto. Si può incrementare una nuova dimensione dello sviluppo locale con un accento marcato sulla capacità collettiva e la voglia di accogliere l'altro, le comunità sono sempre meno chiuse in se stesse, la tradizione nel senso del “tradere”, (peraltro con la stessa radice della parola tradizione), del tramandare richiede persone nuove pronte a ricevere. E' innegabile ci sia una nuova disponibilità ad aiutare che si vuole inserire attraverso il lavoro dando voce all'accettazione, all'inclusione, all'accoglienza. La richiesta di luoghi per vivere economicamente sostenibili, di case, di servizi, di spazi pubblici, pone oggi una non più rimandabile questione alla quale dare una risposta coerente, questa può passare per l'ampliamento di porzioni delle sterminate periferie urbane senza identità delle città italiane, per la realizzazione di nuovi alloggi in vuoti da individuare, ma qualunque sia la tipologia di intervento scelta ed i luoghi, tutto deve avvenire in un'ottica nuova in cui le questioni della sostenibilità e della rigenerazione abbiano un ruolo determinante e impositivo sulle scelte a farsi, che comportino aspetti non solo architettonici e urbanistici, ma anche sociali, economici, ambientali, culturali e paesaggistici.
Il paese dei paesi / Santangelo, MARIA ROSARIA. - (2013), pp. 90-99.
Il paese dei paesi
SANTANGELO, MARIA ROSARIA
2013
Abstract
In architettura il riuso indica una diversa destinazione d'uso, una diversa funzione o la possibilità di “usare di nuovo”, un'altra volta, in un modo distinto, un immobile, complessi, borghi, insiemi. Riusare o riciclare comportano una precisa scelta, trasformazione contro demolizione, per il riuso è necessario operare una serie di trasformazioni, più o meno profonde, che ne consentano l'utilizzo. Va sottolineato che i borghi, i piccoli centri abbandonati parzialmente o totalmente in questo Paese, pur non rientrando nelle categorie contemporanee con le quali si usa oggi indicare “scarti urbani” di varia natura, entità e dimensione, possono rientrare a pieno titolo nel riciclo. Esiste una quantità di “materiali” sul territorio che sono pronti ad una seconda, (o forse terza, quarta, chi può contarle), vita, dei quali è possibile verificare la predisposizione al cambiamento, alla modificazione, nella conferma della funzione, in primis quella residenziale, al radicale mutamento della stessa. Queste riflessioni suggeriscono che è necessario immaginare modi, forme e luoghi per “abitare il futuro”, e che questi potrebbero passare per una rinnovata lettura della realtà italiana e per azioni di re-cycle. La trasformazione messa in atto attraverso operazioni di riuso è molto più incidente e profonda di quanto possa accadere attraverso opere di restauro, questo crea nuove relazioni tra le architetture e l'intorno, sovvertendo talvolta secolari rapporti. Si può ripartire, dunque, con uno sguardo diverso ed un obiettivo nuovo, che si declini come una sorta di progetto strategico che abbia come fulcro le persone e la sostenibilità, per offrire opportunità per vivere in un altro modo.D'altronde quando le comunità si sono insediate in piccoli centri si sono avviati circoli virtuosi molto interessanti sia a livello relazionale che sostenibile; ed è proprio nei piccoli Comuni che in Italia sono maggiormente diffuse le fonti di energia rinnovabile, il fotovoltaico, il mini idroelettrico, l'eolico ed ora anche la geotermia. Tutti questi dati sono fondamentali per capire le immense potenzialità racchiuse in un progetto che veda i piccoli borghi italiani come i luoghi dell'abitare futuro, i luoghi della sperimentazione sia a livello ambientale ecosostenibile che a livello sociale e relazionale. L'altro dato molto significativo è la convenienza economica del vivere in questi luoghi che già oggi spinge molte giovani famiglie italiane e comunità di immigrati verso i piccoli centri accoglienti in cui il significato della diversità diviene ricchezza e valore aggiunto. Si può incrementare una nuova dimensione dello sviluppo locale con un accento marcato sulla capacità collettiva e la voglia di accogliere l'altro, le comunità sono sempre meno chiuse in se stesse, la tradizione nel senso del “tradere”, (peraltro con la stessa radice della parola tradizione), del tramandare richiede persone nuove pronte a ricevere. E' innegabile ci sia una nuova disponibilità ad aiutare che si vuole inserire attraverso il lavoro dando voce all'accettazione, all'inclusione, all'accoglienza. La richiesta di luoghi per vivere economicamente sostenibili, di case, di servizi, di spazi pubblici, pone oggi una non più rimandabile questione alla quale dare una risposta coerente, questa può passare per l'ampliamento di porzioni delle sterminate periferie urbane senza identità delle città italiane, per la realizzazione di nuovi alloggi in vuoti da individuare, ma qualunque sia la tipologia di intervento scelta ed i luoghi, tutto deve avvenire in un'ottica nuova in cui le questioni della sostenibilità e della rigenerazione abbiano un ruolo determinante e impositivo sulle scelte a farsi, che comportino aspetti non solo architettonici e urbanistici, ma anche sociali, economici, ambientali, culturali e paesaggistici.| File | Dimensione | Formato | |
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