Il Razionalismo Italiano è il titolo che dà conto, seppure in maniera non esaustiva, dei contenuti del libro: riflessioni su architetti, opere, temi e questioni appartenenti ad un periodo significativo della storia dell???architettura italiana del Novecento. Non sfuggirà a molti che il titolo, in questa sua prima parte, ricalca precisamente quello del noto libro di Enrico Mantero. Esplicitare il riferimento a questo libro, edito ormai trenta anni fa, consente non solo di dichiarare quanto la lettura di Mantero sia interessante e chiarificatrice di alcuni aspetti di una vicenda complessa, ma anche di avvisare chi si appresta alla lettura di questo lavoro che, come anche Mantero ebbe a dire a proposito del suo, non si tratta in alcun modo di un contributo storico-critico alla interpretazione del Razionalismo Italiano, per il quale si rimanda eventualmente ad altri testi ed altri autori più qualificati, bensì di proporre un punto di vista che mi piace aggettivare come orientato e operativo: ed è in tal senso che sono stati ???ordinati??? i contributi che compongono il volume e scelti gli autori cui affidarne la redazione. Punto di vista orientato perché una delle idee di fondo, sottesa al lavoro, è che al Razionalismo Italiano possa guardarsi come ad un momento della storia dell???architettura nel nostro Paese nel quale molti architetti - e molti di grande talento - ebbero l???occasione di fare Teoria innanzitutto attraverso le loro opere: e si tratta forse dell???ultima stagione dell???architettura italiana per la quale sia possibile proporre, senza tema di smentita, questa affermazione. Con lo sguardo al razionalismo europeo e al Movimento Moderno, gli architetti italiani seppero declinare quegli stessi principî in maniera sapiente tenendo conto della specificità, contestuale e culturale, dell???Italia e realizzando architetture che, ancora oggi, costituiscono una nostra eredità culturale ma che anche costruiscono, come all???architettura sola fra le arti compete, la scena fissa della nostra vita nelle nostre città. Ma se il punto di vista che questo lavoro propone è orientato ad intendere l???architettura come qualcosa che non può che partire dalla realtà delle cose e produrla, esso è anche operativo: l???occhio con il quale si è voluto guardare al Razionalismo Italiano è indubitabilmente «l???occhio dell???architetto» che cerca «di capire (???) l???operatività che l???ha preceduto e di estrarre, (???) impulsi e stimoli per la sua e la nostra operatività, di rintracciare e riannodare quel filo sottile che lega il presente al passato e il futuro al presente, quel filo senza il quale non esiste né presente, né passato, né futuro».

Introduzione. Storia, città, ragione nelle opere del Razionalismo Italiano / Visconti, Federica. - 21:(2013), pp. 11-16.

Introduzione. Storia, città, ragione nelle opere del Razionalismo Italiano

VISCONTI, FEDERICA
2013

Abstract

Il Razionalismo Italiano è il titolo che dà conto, seppure in maniera non esaustiva, dei contenuti del libro: riflessioni su architetti, opere, temi e questioni appartenenti ad un periodo significativo della storia dell???architettura italiana del Novecento. Non sfuggirà a molti che il titolo, in questa sua prima parte, ricalca precisamente quello del noto libro di Enrico Mantero. Esplicitare il riferimento a questo libro, edito ormai trenta anni fa, consente non solo di dichiarare quanto la lettura di Mantero sia interessante e chiarificatrice di alcuni aspetti di una vicenda complessa, ma anche di avvisare chi si appresta alla lettura di questo lavoro che, come anche Mantero ebbe a dire a proposito del suo, non si tratta in alcun modo di un contributo storico-critico alla interpretazione del Razionalismo Italiano, per il quale si rimanda eventualmente ad altri testi ed altri autori più qualificati, bensì di proporre un punto di vista che mi piace aggettivare come orientato e operativo: ed è in tal senso che sono stati ???ordinati??? i contributi che compongono il volume e scelti gli autori cui affidarne la redazione. Punto di vista orientato perché una delle idee di fondo, sottesa al lavoro, è che al Razionalismo Italiano possa guardarsi come ad un momento della storia dell???architettura nel nostro Paese nel quale molti architetti - e molti di grande talento - ebbero l???occasione di fare Teoria innanzitutto attraverso le loro opere: e si tratta forse dell???ultima stagione dell???architettura italiana per la quale sia possibile proporre, senza tema di smentita, questa affermazione. Con lo sguardo al razionalismo europeo e al Movimento Moderno, gli architetti italiani seppero declinare quegli stessi principî in maniera sapiente tenendo conto della specificità, contestuale e culturale, dell???Italia e realizzando architetture che, ancora oggi, costituiscono una nostra eredità culturale ma che anche costruiscono, come all???architettura sola fra le arti compete, la scena fissa della nostra vita nelle nostre città. Ma se il punto di vista che questo lavoro propone è orientato ad intendere l???architettura come qualcosa che non può che partire dalla realtà delle cose e produrla, esso è anche operativo: l???occhio con il quale si è voluto guardare al Razionalismo Italiano è indubitabilmente «l???occhio dell???architetto» che cerca «di capire (???) l???operatività che l???ha preceduto e di estrarre, (???) impulsi e stimoli per la sua e la nostra operatività, di rintracciare e riannodare quel filo sottile che lega il presente al passato e il futuro al presente, quel filo senza il quale non esiste né presente, né passato, né futuro».
2013
9788854865242
Introduzione. Storia, città, ragione nelle opere del Razionalismo Italiano / Visconti, Federica. - 21:(2013), pp. 11-16.
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