La costa orientale. Il progetto e la costruzione del disegno urbano Il progetto per l’area orientale di Napoli è stato elaborato per l’approfondimento di uno degli ambiti previsti dalla Variante al PRG denominato Cirio–Corradini, dal nome delle due storiche fabbriche insediate nell’area, nell’estremo tratto della costa cittadina compresa tra la darsena di levante del porto commerciale e il limitrofo comune di San Giovanni a Teduccio. Gli obiettivi posti della Variante prevedevano l’introduzione di funzioni pregiate per la ricerca e il tempo libero attraverso la riconversione degli edifici industriali dismessi, il progetto di una nuova area di interscambio terra–mare legata alla prossimità della linea FS costiera, e al contempo il superamento della barriera dei suoi binari. A questo andava aggiunto un porto turistico nello specchio d’acqua antistante la ex fabbrica Corradini. L’area è attraversata dall’antica via che portava alle Calabrie, il Miglio d’Oro oggi corso San Giovanni a Teduccio, su cui si sviluppa l’originale esperienza costruttiva e insediativa delle Ville Vesuviane, fondate sulla regolarità della divisione dei lotti allungati e accostati sul lato lungo, ortogonali al corso, che si aprono verso il Vesuvio, o verso il mare. La costruzione della ferrovia Napoli-Portici, che corre lungo la costa, parallelo al corso si è attestata tra i giardini e la spiaggia. Col tempo la dinamica delle trasformazioni ha prodotto un effetto barriera precludendo l’accesso al mare e rendendo spazio residuale tutto il sistema monumentale dei vuoti, costituito da giardini, rampe, viali, belvedere e padiglioni delle ville, che si è andato riempendo in modo occasionale. Il progetto è stato la base per l’accordo di programma sottoscritto tra Comune di Napoli, Regione Campania, Università Federico II, Autorità Portuale di Napoli, Capitaneria di Porto, Demanio Marittimo, finalizzato all’attuazione degli interventi per la riqualificazione di parti di città degradati e marginali, che prevedeva il progetto di un insediamento universitario, con due facoltà, Ingegneria e Giurisprudenza, una stazione di interscambio, una di testa della linea 2 della metropolitana, un porto turistico per 500 imbarcazioni e delle attrezzature pubbliche per il quartiere e la città. L'impianto di progetto riprende tracce e senso del disegno del territorio e ne propone il rafforzamento attraverso la composizione di due coppie di assi estratte dal territorio storico. La prima legata al quartiere Barra e alla sua ortogonale, via Bernardo Quaranta definisce la posizione e l’orientamento del porto turistico, che risulta l'elemento di maggiore visibilità a grande scala ed è definito da un lungo muro paraonde nel cui volume si ricavano i parcheggi e la cui sommità è destinata a passeggiata panoramica. L’altra riprende la giacitura della ex Corradini che viene recuperata liberando il suo fronte a mare e ricostruendo, attraverso il basamento in pietra lavica esistente, l’originario rapporto diretto con l’acqua. La ex Cirio destinata all’insediamento delle due facoltà universitarie, è ricostruita, secondo la tradizione dei campus, intorno a due grandi vuoti ordinatori interni, disposti sulle principali giaciture di progetto.

RIQUALIFICAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA COSTA ORIENTALE DI NAPOLI / Pezza, Valeria; Orfeo, Camillo. - (2012). ( Ricerca universitaria e progetto di architettura Esperienze, procedure e strumenti a confronto Ferrara, Palazzo Tassoni Estense 27-28 settembre 2012).

RIQUALIFICAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA COSTA ORIENTALE DI NAPOLI

PEZZA, VALERIA;ORFEO, Camillo
2012

Abstract

La costa orientale. Il progetto e la costruzione del disegno urbano Il progetto per l’area orientale di Napoli è stato elaborato per l’approfondimento di uno degli ambiti previsti dalla Variante al PRG denominato Cirio–Corradini, dal nome delle due storiche fabbriche insediate nell’area, nell’estremo tratto della costa cittadina compresa tra la darsena di levante del porto commerciale e il limitrofo comune di San Giovanni a Teduccio. Gli obiettivi posti della Variante prevedevano l’introduzione di funzioni pregiate per la ricerca e il tempo libero attraverso la riconversione degli edifici industriali dismessi, il progetto di una nuova area di interscambio terra–mare legata alla prossimità della linea FS costiera, e al contempo il superamento della barriera dei suoi binari. A questo andava aggiunto un porto turistico nello specchio d’acqua antistante la ex fabbrica Corradini. L’area è attraversata dall’antica via che portava alle Calabrie, il Miglio d’Oro oggi corso San Giovanni a Teduccio, su cui si sviluppa l’originale esperienza costruttiva e insediativa delle Ville Vesuviane, fondate sulla regolarità della divisione dei lotti allungati e accostati sul lato lungo, ortogonali al corso, che si aprono verso il Vesuvio, o verso il mare. La costruzione della ferrovia Napoli-Portici, che corre lungo la costa, parallelo al corso si è attestata tra i giardini e la spiaggia. Col tempo la dinamica delle trasformazioni ha prodotto un effetto barriera precludendo l’accesso al mare e rendendo spazio residuale tutto il sistema monumentale dei vuoti, costituito da giardini, rampe, viali, belvedere e padiglioni delle ville, che si è andato riempendo in modo occasionale. Il progetto è stato la base per l’accordo di programma sottoscritto tra Comune di Napoli, Regione Campania, Università Federico II, Autorità Portuale di Napoli, Capitaneria di Porto, Demanio Marittimo, finalizzato all’attuazione degli interventi per la riqualificazione di parti di città degradati e marginali, che prevedeva il progetto di un insediamento universitario, con due facoltà, Ingegneria e Giurisprudenza, una stazione di interscambio, una di testa della linea 2 della metropolitana, un porto turistico per 500 imbarcazioni e delle attrezzature pubbliche per il quartiere e la città. L'impianto di progetto riprende tracce e senso del disegno del territorio e ne propone il rafforzamento attraverso la composizione di due coppie di assi estratte dal territorio storico. La prima legata al quartiere Barra e alla sua ortogonale, via Bernardo Quaranta definisce la posizione e l’orientamento del porto turistico, che risulta l'elemento di maggiore visibilità a grande scala ed è definito da un lungo muro paraonde nel cui volume si ricavano i parcheggi e la cui sommità è destinata a passeggiata panoramica. L’altra riprende la giacitura della ex Corradini che viene recuperata liberando il suo fronte a mare e ricostruendo, attraverso il basamento in pietra lavica esistente, l’originario rapporto diretto con l’acqua. La ex Cirio destinata all’insediamento delle due facoltà universitarie, è ricostruita, secondo la tradizione dei campus, intorno a due grandi vuoti ordinatori interni, disposti sulle principali giaciture di progetto.
2012
RIQUALIFICAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA COSTA ORIENTALE DI NAPOLI / Pezza, Valeria; Orfeo, Camillo. - (2012). ( Ricerca universitaria e progetto di architettura Esperienze, procedure e strumenti a confronto Ferrara, Palazzo Tassoni Estense 27-28 settembre 2012).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/544898
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